Scuola caos a Lucca, mancanza docenti e bus cronica
Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti: “Scuola caos a Lucca, mancanza docenti e bus cronica
Il Pd alle perse chiede deroghe, e così ammette il proprio fallimento”
«Per il trasporto scolastico, che il Pd regionale chieda la deroga al metro di distanza non ha senso ed è una pericolosa roulette covid sulla pelle dei nostri ragazzi. Che poi nella provincia di Lucca dove già a cose normali la metà dei docenti è precaria ancora nulla si sappia sugli arruolamenti in più è desolante.
Quanto agli spazi di edilizia leggera, ovvero i container, ricordo che a Lucca non servono ad ampliare i luoghi didattici esistenti ma sono serviti già lo scorso anno a sostituirli di netto. Pd e sinistra alle perse, chiedendo deroghe ammettono i loro fallimenti»: l’affondo arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, da settimane ormai preoccupato per gli standard di sicurezza legati al rientro a scuola soprattutto a Lucca.
«Lucca è peggio messa di altre aree della Toscana – ricorda Marchetti – perché già da prima del covid ha la più alta percentuale di precariato nella docenza. Ha l’edilizia scolastica tra le peggiori della Toscana come dimostrato dalla valanga di chiusure di plessi degli anni scorsi e di domande per l’adeguamento a norma prodotte per l’accesso ai fondi Bei. Ha, purtroppo, nel Ctt Nord un gestore con una delle flotte più vetuste della nostra regione.
In questa situazione il coronavirus dà la mazzata finale, ma che la situazione dell’universo scolastico lucchese, tra popolazione e servizi, fosse da filo del rasoio l’abbiamo denunciato tante volte al fianco di famiglie e ragazzi. Il Pd e l’assessore regionale Ceccarelli facevano spallucce, oggi chiedono deroghe al metro di distanza ammettendo il loro fallimento di programmazione e governance».
Bus pollaio per classi pollaio è un problema storico a Lucca. La sinistra ci ha sempre marciato, oggi il virus presenta il conto
Tra l’altro, il 14 non è il primo nastro di partenza: «Pd, renziani e M5S al governo nazionale e regionale continuano a ripetere la data del 14 settembre come un mantra autoconsolatorio, ma in realtà le scuole riprendono l’attività il 1 settembre per i ragazzi che hanno da recuperare qualche materia. Mancano dunque una manciata di giorni. Con quali prospettive? Certe, nessuna.
Tutto avvolto nella nebbia, e con in più la richiesta da parte della Regione di non far valere l’obbligo del metro di distanza sugli scuolabus e sui bus. Ma questo mette a repentaglio la salute dei ragazzi, delle famiglie e del personale scolastico – conclude Marchetti – Pd e sinistra toscani dopo il danno producono anche il rischio. A pagarne lo scotto siano i nostri figli e nipoti».





