David Rossi, Tenerini: un altro passo verso la verità
David Rossi, la deputata di Forza Italia e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi Chiara Tenerini: “Dopo tredici anni, il silenzio comincia a cedere il passo ai fatti”
David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, morì il 6 marzo 2013 precipitando dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, sede della banca. Le prime due indagini della Procura di Siena si sono chiuse con l’archiviazione, sulla base dell’ipotesi del suicidio. La vicenda è poi passata al vaglio di due Commissioni parlamentari d’inchiesta: quella presieduta da Gianluca Vinci, nella relazione intermedia approvata il 3 marzo 2026, ha sostenuto la tesi dell’omicidio, come ricostruisce il Sole 24 Ore. Nella riunione odierna dell’Ufficio di presidenza, Vinci ha riferito che sono stati valutati «elementi informativi acquisiti dai consulenti della Commissione nell’ambito di alcuni colloqui con detenuti».
“Oggi la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi compie un altro passo di straordinaria importanza nella ricostruzione di una vicenda che per troppo tempo è rimasta avvolta da interrogativi, contraddizioni e silenzi”, afferma Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia e componente della Commissione. “Dopo un lavoro rigoroso di approfondimento tecnico e scientifico, attraverso consulenze peritali che hanno consentito di ricostruire una dinamica della morte incompatibile, secondo le conclusioni della Commissione, con l’ipotesi del suicidio, oggi emergono nuovi elementi anche sul possibile coinvolgimento di persone che avrebbero avuto un ruolo nelle vicende che hanno condotto alla morte di Rossi”.
La parlamentare riferisce quindi quanto emerso: “Gli elementi acquisiti dalla Commissione indicherebbero Giuseppe Mussari quale presunto mandante di un’azione intimidatoria nei confronti di David Rossi e Gabriele Ceccherelli quale possibile organizzatore della stessa, con il compito di individuare le persone incaricate di eseguirla. Si tratta di ipotesi che richiedono ulteriori approfondimenti e che, naturalmente, non costituiscono accertamenti giudiziari di responsabilità”.
Le persone chiamate in causa respingono ogni coinvolgimento. Mussari, replicando alle anticipazioni del giornalista Massimo Giletti in tv, le aveva definite «una follia prima ancora che una calunnia gravissima e senza uguali», annunciando iniziative in tutte le sedi. Ceccherelli ha dichiarato: «Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda, l’unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda». Il legale dei familiari di Rossi, l’avvocato Carmelo Miceli, ha avvertito che «non si può in alcun modo accettare il rischio di una condanna sommaria e mediatica», rimettendo alla magistratura la valutazione delle testimonianze, come riporta La Stampa.
“Sono sviluppi importanti, frutto di un lavoro lungo, complesso e meticoloso, fatto di audizioni, riscontri, analisi documentali, consulenze scientifiche e incroci di informazioni, comprese quelle recentemente acquisite attraverso testimonianze la cui riservatezza deve essere rigorosamente tutelata”, prosegue Tenerini, che ringrazia il presidente Vinci, i colleghi e i consulenti della Commissione.
“Perché la verità non è una concessione, non è una questione di convenienza e non può essere ostaggio del tempo. È un diritto di chi non c’è più, di chi è rimasto ad aspettarla e di un Paese che non può rassegnarsi a lasciare senza risposta le domande più difficili”, osserva la deputata, che conclude: “Il nostro lavoro non è concluso. Continueremo con lo stesso rigore, senza pregiudizi e senza arretrare di fronte alla complessità delle indagini. Perché la verità non ha una data di scadenza. E la giustizia ha il dovere di cercarla, sempre”.
Foto: Berthold Werner, via Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

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