ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI O ANCHE NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE
![ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI O ANCHE NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE Il capogruppo di FI in consiglio comunale, Iacopo Bojola replica a una mozione dell’opposizione e lo ascoltano anche a Milano. Questi i fatti. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale a Pistoia è stata presentata dal capogruppo di Pistoia Ecologista e Progressista, una mozione dal titolo “Decolonizzazione e luoghi della memoria coloniale a Pistoia” dove, premesse le […]](https://forzaitaliatoscana.it/wp-content/uploads/2025/05/Bojola-balocchi.jpg)
Il capogruppo di FI in consiglio comunale, Iacopo Bojola replica a una mozione dell’opposizione e lo ascoltano anche a Milano.
Questi i fatti.
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale a Pistoia è stata presentata dal capogruppo di Pistoia Ecologista e Progressista, una mozione dal titolo “Decolonizzazione e luoghi della memoria coloniale a Pistoia” dove, premesse le innumerevoli nefandezze compiute a mezzo del “colonialismo italiano in Eritrea, Libia, Etiopia e Somalia che comincia con i governi liberali e finisce con il fascismo” (…), viste le norme vigenti sui diritti fondamentali delle persone di origine africana e considerato che a Pistoia sono presenti strade e luoghi che richiamano i possedimenti coloniali italiani impegna Sindaco e giunta a unirsi all’Istituto Storico della Resistenza, Cudir e altri enti culturali per approfondire il contesto e le vicende coloniali cui tali toponimi fanno riferimento (Viale Adua, Via Tripoli) e a installare apposita cartellonistica divulgativa per ‘riportare una narrazione non omissiva del colonialismo italiano’”.
Il consigliere Iacopo Bojola capogruppo di Forza Italia è così intervenuto nel dibattito “è una proposta interessante quella esposta dalla consigliera Bonacchi, se però abbracciamo tutto il panorama storico che riguarda il nostro territorio, perché non credo che le vittime frutto delle azioni militari del nostro paese nel passato più recente valgano meno delle vittime del periodo risorgimentale; chi sa per esempio chi è Attilio Frosini? chi sa chi è Sergio Sacconi e altri che sono stati vittime delle occupazioni di forze straniere? C’erano gli austriaci che occupavano Pistoia. Quindi apprezzo la richiesta della consigliera Bonacchi se si considera tutta la nostra toponomastica: Atto Tigri, chi sa chi sia? Via Filippo Pacini ci passano tutti ma chi fu? Se queste proposte sono suffragate da un fatto culturale, ma realmente culturale non propagandistico, non vedo perché rifiutare lo studio della toponomastica locale supportandolo con notizie e informazioni adeguate ma non con informazioni confezionate ad hoc dall’Istituto della Resistenza del momento, che è certo coordinato da brave persone ma che hanno un’impostazione culturale nettamente non obiettiva, legittima ma non obiettiva. Se c’è una commissione di storici, e non di personaggi locali che si improvvisano tali perché hanno un richiamo ideologico più che culturale, allora io sarei più che favorevole”.
Le parole del capogruppo Bojola hanno prodotto l’effetto di un sasso in piccionaia: l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (rete degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea) ha replicato con un comunicato indignato alle parole del consigliere definendo “offensive le affermazioni di alcuni esponenti politici della maggioranza consiliare nei confronti dell’Istituto di Pistoia e della Società pistoiese di Storia patria, coinvolti proprio a motivo delle loro competenze”.
Il consigliere capogruppo Iacopo Bojola aveva ribadito nella sua replica la piena convinzione circa la legittimità delle posizioni espresse dall’Istituto Storico della Resistenza che hanno certo un valore storico ma di parte. “L’intervento degli Onorevoli Senatori Chiti e Corsini, storici esponenti del PCI toscano e lombardo – ha poi detto Bojola – mi confermano quanto ho sostenuto in consiglio comunale, svelando il vero intento della mozione, ovvero non ricordare le vittime delle colonizzazioni, che abbiamo subito anche noi, per esempio con gli austriaci che uccisero il povero Attilio Frosini e Sergio Sacconi, ma richiamare l’attenzione dei posteri solamente sulle vittime degli eventi, anch’essi atroci, ma che si coniugano anche con un credo politico: come dire che anche in toponomastica ci sono vittime di serie A e di serie B…il colonialismo non inizia con ventennio.”