Migranti, Bergamini critica l’opposizione al modello Albania
Migranti, la vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile esteri del partito azzurro Deborah Bergamini: “In Italia c’è chi tifa perché modello Albania fallisca”
Nel contesto delle politiche migratorie italiane, Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia, ha espresso il suo punto di vista sul recente accordo tra Italia e Albania per la gestione dei flussi migratori. Durante la sua partecipazione al programma televisivo Tagada’ su La7, Bergamini ha sottolineato l’importanza dell’approccio innovativo del governo italiano.
“L’Italia è stata determinante per arrivare al Patto di Migrazione ed Asilo Ue,” ha dichiarato Bergamini, mettendo in luce il ruolo attivo dell’Italia nella negoziazione di questo accordo europeo. Ha inoltre lodato gli sforzi del governo nel contrastare l’immigrazione illegale attraverso accordi bilaterali con i paesi di provenienza.
Il cosiddetto “modello Albania” viene descritto da Bergamini come una “soluzione innovativa che svolga anche una funzione di deterrenza ad un problema di dimensioni inimmaginabili.” Tale modello non solo rappresenta una nuova via per gestire i flussi migratori, ma serve anche come deterrente per le migrazioni illegali.
Bergamini ha poi puntato il dito contro chi, in Italia, si oppone a questa strategia: “La Svezia manda gli immigrati irregolari in Iraq e nessuno si ribella, mentre c’è chi in Italia sta tifando perché il modello Albania fallisca.”
“Attendiamo i risultati nel medio e lungo termine,” ha concluso Bergamini, indicando che il vero giudizio sull’efficacia del modello Albania sarebbe visibile solo con il passare del tempo e l’analisi dei suoi effetti reali.
Le parole di Bergamini riflettono dunque l’impegno di Forza Italia nel supportare soluzioni innovative per la gestione dei migranti, mettendo in evidenza le tante contraddizioni che esistono nelle critiche di un’opposizione più ancorata all’ideologia che a risolvere concretamente i problemi che affliggono il nostro paese.
Edoardo Fabbri Nitti
