Header desktop2 Nitti
Header mobile Nitti
Nitti

Il nostro Programma

Cinque proposte concrete. Con costi e fonti di finanziamento verificate.
IL PROBLEMA

Il Comune di Arezzo dispone di un SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) che gestisce le pratiche autorizzative per le imprese, e di un servizio che fornisce informazioni online sui finanziamenti disponibili. Sono strumenti necessari, ma non sufficienti: oggi un imprenditore aretino che vuole sapere se esistono incentivi per il suo progetto di investimento può consultare una pagina web, ma non ha un interlocutore dedicato che lo ascolti, lo orienti e lo accompagni. Deve arrangiarsi da solo, affidarsi a consulenti esterni, oppure rinunciare.

Il bilancio comunale 2026 prevede 55 milioni di euro per beni e servizi e 26 milioni per opere pubbliche, ma i margini di manovra dell’amministrazione sono estremamente ridotti. La vera leva per fare di più non è aumentare le tasse: è portare ancora più risorse esterne — fondi europei, ministeriali, regionali — alla città e alle sue imprese.

LA PROPOSTA

Potenziare il SUAP esistente con un servizio di consulenza gratuita dedicato alle imprese, con esperti in grado di orientare l’imprenditore tra le pratiche, verificare che la documentazione sia completa prima di presentarla e coordinare gli uffici comunali per accelerare i tempi di risposta. Non un ufficio nuovo che si aggiunge alla burocrazia, ma un upgrade dello sportello esistente che trasforma il Comune da gestore di pratiche a motore di sviluppo.

COSA FARÀ CONCRETAMENTE LO SPORTELLO FONDI

Mappatura permanente dei bandi: monitoraggio in tempo reale di tutti i bandi aperti — europei (Horizon Europe, COSME, Europa Creativa, FESR, FSE+), ministeriali (MIMIT, MIC, MIT, MAECI), regionali (POR Toscana, FSC 2021-2027) e camerali — rilevanti per le imprese e il Comune di Arezzo.

Consulenza diretta alle imprese: un esperto dedicato che ascolta il progetto dell’imprenditore, lo orienta tra le pratiche, gli segnala gli incentivi disponibili per il suo investimento e lo orienta per presentare la documentazione completa fin da subito, evitando rimpalli e ritardi.

Coordinamento degli uffici comunali: lo sportello coordina internamente tra i diversi uffici del Comune per accelerare i tempi di risposta sulle pratiche legate a investimenti, in particolare quelli con finanziamenti esterni e scadenze vincolanti.

Progettazione per il Comune: lo stesso servizio lavora anche sulle candidature del Comune a fondi di investimento (rigenerazione urbana, efficientamento energetico, cultura, sicurezza, infrastrutture), portando ancora più risorse esterne al bilancio comunale.

UN MODELLO CHE FUNZIONA GIÀ

Il Comune di Bergamo ha attivato un Ufficio Europa nel 2014. In otto anni ha intercettato oltre 40 milioni di euro di fondi europei e nazionali aggiuntivi rispetto ai trasferimenti ordinari, con un ritorno di oltre 200 euro per ogni euro investito nell’ufficio. Non è un esperimento: è un modello consolidato che decine di comuni italiani hanno replicato con successo.

PERCHÉ PROPRIO NITTI

Come Coordinatore della Segreteria Tecnica del CAIE, ho gestito per conto del Governo italiano dossier di investimento per centinaia di milioni di euro. Conosco i Ministeri competenti, le procedure di valutazione dei bandi, i criteri di selezione dei progetti. Come consulente, accompagno quotidianamente imprese italiane nello sviluppo e la realizzazione di grandi progetti industriali. Questa è la competenza che intendo mettere a disposizione del Comune di Arezzo.

COSTI E FINANZIAMENTO
VoceCosto stimatoFonte di finanziamento
2 risorse dedicate (specialisti fondi)120.000-160.000 €/annoBilancio comunale + PON Governance
Formazione e strumenti20.000-30.000 €/annoAssistenza tecnica PNRR enti locali
Software monitoraggio bandi5.000-10.000 €/annoBilancio comunale
TOTALE145.000-200.000 €/annoRitorno atteso: 10-20x (benchmark Bergamo)
IL PROBLEMA

Arezzo possiede un patrimonio artistico straordinario: gli affreschi di Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco, la Casa Vasari, il Cimabue, la Fortezza Medicea, Piazza Grande, il circuito delle chiese medievali, la tradizione orafa. Eppure la città resta una “tappa” più che una “destinazione”: la permanenza media dei turisti è bassa, e il visitatore colto — quello che spende, torna e racconta — non trova ad Arezzo un’offerta culturale all’altezza del patrimonio.

Il problema di fondo è che Arezzo, fino ad oggi, compra cultura: acquista mostre “chiavi in mano” da organizzatori esterni, mostre itineranti che dopo due mesi si ritrovano a Rapallo o a Avellino. Non c’è nulla di unico, nulla che il visitatore possa trovare solo qui. La programmazione culturale deve diventare una strategia aperta della città, con risultati misurabili in termini di visitatori e ricadute economiche, non un fatto privato. La cultura deve essere un servizio per tutti gli aretini.

LA PROPOSTA

Trasformare Arezzo da consumatore a produttore di cultura, con un approccio che generi mostre originali basate sul patrimonio della città, attragga visitatori internazionali di alto profilo e, allo stesso tempo, renda la cultura accessibile e quotidiana per i residenti.

Un Direttore Artistico Internazionale: bandire un concorso europeo per un curatore o ex direttore museale di profilo internazionale, scelto con bando pubblico, con incarico triennale, incaricato di progettare e produrre mostre originali costruite attorno al patrimonio aretino. Non mostre comprate altrove: mostre pensate e create ad Arezzo, che il mondo viene a vedere qui. Piero della Francesca merita una grande mostra permanente di respiro mondiale, non una sala con un biglietto da 8 euro. Il Vasari, Cimabue, la tradizione orafa: sono tutti capitoli di una narrazione culturale che solo Arezzo può raccontare. Ho diretto l’amministrazione e la finanza del Museo Maillol di Parigi, dove ho gestito mostre che hanno attirato centinaia di migliaia di visitatori. Conosco questo mestiere: so cosa serve per produrre una grande mostra internazionale, e so che Arezzo ha tutto il materiale per farlo.

Cultura per gli Aretini: programma “Arezzo ai Primi Posti” — un sabato al mese con ingressi gratuiti per i residenti a tutti i musei e siti culturali della città. Abbonamento annuale a prezzo di favore per le famiglie per l’accesso integrato a musei, Teatro Petrarca, eventi della Fondazione Guido d’Arezzo. Laboratori creativi per bambini e ragazzi collegati alle mostre e al patrimonio cittadino. L’obiettivo è che ogni aretino sia orgoglioso della propria città e abbia una ragione culturale per viverla, non solo per abitarci.

Candidatura a Capitale Italiana della Cultura: predisponiamo il percorso di candidatura di Arezzo a Capitale Italiana della Cultura. Con la Fondazione Nitti ho gestito il dossier che ha portato Maratea in finale tra le dieci città selezionate dal Ministero — conosco la procedura, i criteri, il metodo. Il valore della candidatura non sta solo nel titolo: il percorso stesso mobilita la città, genera progettualità, attrae investimenti e visibilità nazionale.

Arezzo “Luminous Destination”: Arezzo è stata selezionata da Visit Italy tra le dieci “Luminous Destinations” 2026, riconosciuta come destinazione di turismo consapevole e sostenibile. Questo riconoscimento va capitalizzato con un piano di comunicazione internazionale coordinato con la Fondazione Arezzo InTour, per prolungare la permanenza media dei visitatori e attrarre il segmento turistico alto-spendente.

PERCHÉ PROPRIO NITTI

Ho realizzato per il Comune di Arezzo la Fondazione Arezzo InTour, scrivendone lo statuto e curandone la costituzione. Ho ristrutturato la Fondazione Guido d’Arezzo. Ho diretto l’amministrazione e la finanza del Museo Maillol a Parigi. Con la Fondazione Nitti ho portato Maratea in finale per la Capitale della Cultura. Questa combinazione di esperienza nella governance culturale locale e nella produzione culturale internazionale è la competenza che voglio portare alla città di Arezzo. Non è un curriculum da esibire: è la garanzia che queste proposte non resteranno sulla carta.

COSTI E FINANZIAMENTO
InterventoCosto stimatoFonte
Direttore Artistico Internazionale (compenso + staff)120.000-180.000 €/annoEuropa Creativa 2021-2027 + tassa di soggiorno
Produzione mostre originali200.000-400.000 €/annoSponsor (distretto orafo) + Art Bonus (65%) + biglietteria
Programma “Arezzo ai Primi Posti” (mancato gettito + laboratori)80.000-120.000 €/annoTassa di soggiorno (destinazione vincolata) + Fond. CR Firenze
Dossier Capitale della Cultura100.000-150.000 € una tantumMIC (contributo ministeriale) + sponsor
TOTALE annuo a regime400.000-700.000 €/annoIn gran parte da fonti esterne al bilancio
IL PROBLEMA

Arezzo ha perso 201 attività commerciali nel centro storico tra il 2012 e il 2025, passando da 698 a 497 negozi, con un calo del 28,7% (fonte: Osservatorio “Città e demografia d’impresa”, Confcommercio 2025). La città si colloca al 38° posto nazionale nella classifica della desertificazione commerciale dei centri storici. In parallelo crescono ristorazione e ricettività alternativa (i B&B sono passati da 19 a 40), segnalando una trasformazione strutturale non governata: il centro storico rischia di diventare un “parco a tema per turisti” svuotato della vita quotidiana.

A questo si aggiunge una distribuzione squilibrata delle attività e degli eventi: la parte alta della città (Piazza Grande, Cattedrale, Fortezza) concentra la quasi totalità dell’offerta culturale e turistica, mentre la zona bassa (Giotto, Pertini, San Jacopo) vive un progressivo abbandono. Il Parco del Prato — in posizione spettacolare sotto la Fortezza Medicea — è oggi sottoutilizzato: area giochi fatiscente, punti ristoro che non valorizzano la posizione straordinaria, scarsa illuminazione serale. Le famiglie con bambini sono costrette a prendere l’auto per andare al Parco Giotto per trovare strutture adeguate.

LA PROPOSTA

Piano “Botteghe Vive”: azzeramento del Canone Occupazione Suolo Pubblico (COSAP) per tre anni per tutte le nuove attività commerciali e artigianali che aprono nel centro storico. Bando “Bottega Creativa”: contributi a fondo perduto fino a 15.000 euro per artigiani, designer, creativi e giovani imprenditori che scelgono di aprire nel centro storico. Piattaforma digitale del commercio aretino: e-commerce di quartiere per dare visibilità online ai negozi fisici del centro.

Centro storico a misura di chi ci lavora: rifiuti e decoro. Concordare con SEI Toscana orari di raccolta notturna obbligatoria per le utenze commerciali del centro storico (ritiro tra le 23:00 e le 6:00), eliminando il disagio dei cassonetti esposti durante l’attività commerciale e la fruizione turistica. Sostituzione progressiva dei contenitori a vista nelle vie con dehors con soluzioni a scomparsa o nicchie dedicate. Sono interventi a costo zero per il Comune, che richiedono solo la rinegoziazione delle clausole del contratto di servizio con il gestore.

Bagni pubblici: riaprire quelli chiusi, installarne di nuovi. Arezzo ha almeno nove bagni pubblici nel centro storico, la maggior parte dei quali chiusi o fuori servizio da anni. È inaccettabile per una città che si candida ad essere destinazione turistica internazionale e che ospita eventi come la Città del Natale con centinaia di migliaia di visitatori. La chiusura dei bagni pubblici non è solo un disagio per i turisti — alimenta il degrado notturno nelle aree della movida, con conseguenze dirette sulla sicurezza e la vivibilità del centro. Proposta: riapertura immediata dei servizi igienici esistenti con affidamento della gestione a soggetto esterno (modello autopulente a pagamento, 0,50 euro, autofinanziato). Installazione di almeno tre nuovi bagni autopulenti nei punti critici: zona bassa/Portici, area Cadorna, parcheggio Pietri.

Progetto Parco del Prato — il “Central Park di Arezzo”: trasformazione del Parco del Prato in un parco urbano di qualità europea. Area giochi moderna e inclusiva, ispirata ai modelli scandinavi, con strutture sicure, creative e adatte a diverse fasce d’età. Percorso fitness attrezzato per attività sportiva all’aperto. Illuminazione e messa in sicurezza per la fruizione serale. Trasformazione dei punti ristoro esistenti in una vera destinazione di qualità con dehors e vista sulla città, assegnata tramite bando pubblico a un operatore che garantisca standard gastronomici elevati — il Parco del Prato ha la posizione per diventare una destinazione, non solo un passaggio. L’investimento nelle strutture di ristorazione è a carico del concessionario privato; il Comune concede lo spazio con bando competitivo.

Riqualificazione dell’area verde della cinta muraria sotto Porta San Clemente. L’area verde sopra il parcheggio Pietri è il primo contatto visivo del turista che arriva in auto ad Arezzo. Oggi è in stato di semi abbandono. Proposta: inserimento nel piano di manutenzione del verde pubblico con piantumazione curata, panchine, illuminazione bassa e pannelli informativi sulla storia delle mura medievali. Un intervento dal costo contenuto (20.000-40.000 euro una tantum) ma dall’impatto percettivo elevato: il biglietto da visita della città deve essere all’altezza della città.

Eventi nella zona bassa: vincolo programmatico affinché almeno il 30% degli eventi del calendario culturale comunale si svolga fuori dalla zona alta. Mercatini tematici, concerti estivi, laboratori per bambini: distribuire i flussi significa distribuire il fatturato e alleviare le zone sovraccariche, con beneficio di tutti.

COSTI E FINANZIAMENTO
InterventoCosto stimatoFonte
Azzeramento COSAP 3 anni (mancato gettito)80.000-120.000 €/annoBilancio comunale (compensato da nuove aperture)
Bando Bottega Creativa (contributi)150.000-225.000 €/annoFondo Imprese Creative MIMIT + POR FESR Toscana
Bagni pubblici (3 nuovi autopulenti + riapertura esistenti)40.000-60.000 € una tantumAutofinanziamento (contributo 0,50€) + bilancio comunale
Parco del Prato: area giochi moderna150.000-250.000 € una tantumBandi rigenerazione urbana + Fond. CR Firenze
Parco del Prato: percorso fitness + illuminazione80.000-120.000 € una tantumFondi ministeriali “Verde Urbano” + bilancio comunale
Parco del Prato: ristorazione qualitàInvestimento privatoConcessione con bando pubblico
Riqualificazione verde Porta San Clemente20.000-40.000 € una tantumPiano manutenzione verde pubblico
Piattaforma digitale commercio30.000-50.000 € una tantumCamera di Commercio Arezzo-Siena

Avvertenza: il Parco del Prato è soggetto a vincoli paesaggistici e monumentali (prossimità della Fortezza Medicea, possibile vincolo Soprintendenza). Le proposte di riqualificazione dovranno essere concertate con gli enti competenti. L’approccio sarà quello della valorizzazione compatibile: strutture leggere, reversibili, di alta qualità progettuale, che esaltino il contesto senza alterarlo.

IL PROBLEMA

La sicurezza è la prima preoccupazione dei cittadini aretini. Le criticità sono note e documentate: episodi di microcriminalità e spaccio nelle periferie (San Donato, Campo di Marte), schiamazzi notturni nel centro storico, percezione diffusa di insicurezza soprattutto tra anziani e famiglie con figli. Il Comune ha installato 486 telecamere, ma il sistema registra più di quanto prevenga. L’organico della Polizia Municipale è sotto stress.

Il nodo non è la mancanza di idee: è la mancanza di risorse. Potenziare la videosorveglianza, assumere agenti, riqualificare le aree degradate, illuminare le periferie: tutto questo costa. E il bilancio comunale ha margini di manovra limitati. La domanda giusta non è “cosa fare” ma “con quali risorse farlo”.

LA PROPOSTA

Il mio approccio alla sicurezza è quello del manager che conosce le fonti di finanziamento. Non mi propongo come esperto di ordine pubblico — quello è compito delle forze dell’ordine e del Sindaco. Mi propongo come la persona che sa dove trovare le risorse per finanziare gli interventi di sicurezza che servono alla città.

Bandi Sicurezza Urbana del Ministero dell’Interno: ogni anno il Viminale pubblica bandi specifici per i Comuni in materia di sicurezza urbana e videosorveglianza, con contributi fino a 500.000 euro per progetto. Arezzo deve candidarsi sistematicamente a questi bandi con progetti ben scritti e ben documentati — cosa che richiede esattamente le competenze di progettazione dello Sportello Fondi (Pilastro 1).

Riqualificazione e illuminazione delle aree critiche: i fondi FSC 2021-2027 e il POR FESR Toscana finanziano interventi di rigenerazione urbana che includono illuminazione pubblica, arredo urbano e riqualificazione degli spazi degradati. Questi interventi non sono “sicurezza” sulla carta, ma lo sono nei fatti: una periferia illuminata, curata e vissuta è una periferia più sicura.

Potenziamento della Polizia Municipale: utilizzo delle risorse da turnover e delle possibilità di assunzione previste per la pubblica amministrazione per aumentare l’organico effettivo, con priorità ai presidi nelle frazioni e nelle periferie.

Sport e aggregazione giovanile nelle frazioni: programma di corsi sportivi gratuiti o a tariffa simbolica in palestre, oratori e spazi pubblici delle periferie e delle frazioni. Costo limitato (30.000-50.000 euro/anno con convenzioni con associazioni sportive), impatto elevato: i ragazzi che fanno sport la sera non sono in strada. Finanziabile con fondi regionali per le politiche giovanili e con il Fondo Nazionale Politiche della Famiglia.

COSTI E FINANZIAMENTO
InterventoCosto stimatoFonte
Candidature bandi Sicurezza UrbanaCosto progettazione (incluso nello Sportello Fondi)Ministero dell’Interno (contributi fino a 500K€)
Riqualificazione aree critiche (illuminazione, arredo)300.000-500.000 €FSC 2021-2027 + POR FESR Toscana
Potenziamento organico PMDa definire (turnover)Bilancio comunale
Sport nelle frazioni30.000-50.000 €/annoFondi regionali politiche giovanili

Nota: il punto di forza di questo approccio è che la maggior parte delle risorse non grava sul bilancio comunale. Sono fondi esterni che il Comune deve saper intercettare. È esattamente il meccanismo descritto nel Pilastro 1: lo Sportello Fondi lavora anche per la sicurezza.

IL PROBLEMA

Arezzo vive un fenomeno comune a molte città medie italiane: troppi giovani sono costretti a cercare lavoro e casa fuori dalla propria città. Trovano a Firenze, Milano o all’estero le opportunità professionali che il territorio non offre. Chi resta fatica a trovare casa a prezzi accessibili — soprattutto nel centro storico, dove la crescita dei B&B e degli affitti turistici ha ridotto l’offerta residenziale — e lavoro coerente con il proprio percorso di studi.

Non è un problema solo sociale: è un problema economico. Una città che perde i suoi giovani perde imprenditorialità, innovazione, consumi, natalità. E perde anche il ricambio generazionale di quelle botteghe del centro storico che il Pilastro 4 vuole riaprire.

LA PROPOSTA

Arezzo Primo Lavoro: accordo strutturale tra Comune, Confindustria Toscana Sud, Camera di Commercio Arezzo-Siena e Università di Siena (sede di Arezzo) per creare almeno 50 stage retribuiti all’anno nelle imprese aretine, cofinanziati con fondi GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), il programma nazionale che ha sostituito Garanzia Giovani. Il Comune fa da facilitatore e garante; porto la rete di contatti con le imprese del territorio costruita in anni di consulenza.

Casa Giovane Arezzo: convenzione con i proprietari immobiliari del centro storico per affitti calmierati a under 35, con garanzia fideiussoria comunale. Il meccanismo è virtuoso: il proprietario ha la sicurezza del pagamento, il giovane ha un affitto sostenibile, il centro storico si ripopola. Finanziabile con il FSE+ Toscana (linea specifica politiche abitative giovanili) e con il Fondo Nazionale Sostegno Accesso Abitazioni in Locazione (art. 11, Legge 431/98). L’accantonamento comunale per le garanzie fideiussorie è stimato in 50.000-100.000 euro/anno.

Sport e aggregazione nelle frazioni: programma di corsi sportivi gratuiti o a tariffa simbolica in palestre, oratori e spazi pubblici delle periferie e delle frazioni. Convenzioni con associazioni sportive locali (costo comunale: 30.000-50.000 euro/anno). Le frazioni sono il tessuto connettivo della città ma si sentono dimenticate: portare attività sportive e aggregative là dove i ragazzi vivono è un gesto concreto di vicinanza, ed è anche prevenzione sociale.

Potenziamento InformaGiovani: potenziare lo sportello InformaGiovani esistente con servizi aggiuntivi di collegamento diretto alle imprese del territorio che cercano talenti e ai bandi di finanziamento dedicati ai giovani imprenditori (Fondo Imprese Creative, NIDI, Resto al Sud 2.0). Collegamento diretto con lo Sportello Fondi (Pilastro 1) per indirizzare i giovani imprenditori verso le opportunità di finanziamento.

COSTI E FINANZIAMENTO
InterventoCosto stimatoFonte
Arezzo Primo Lavoro (50 stage/anno, quota comunale)80.000-120.000 €/annoGOL/FSE+ (cofinanziamento 60-70%) + Confindustria
Casa Giovane Arezzo (garanzie fideiussorie)50.000-100.000 €/annoFSE+ Toscana + Fondo Naz. Locazione (L. 431/98)
Sport nelle frazioni30.000-50.000 €/annoFondi regionali politiche giovanili
Potenziamento InformaGiovani40.000-60.000 €/annoPON Inclusione + bilancio comunale
TOTALE200.000-330.000 €/annoIn gran parte cofinanziato da fondi esterni
CINQUE PILASTRI, UNA VISIONE
PilastroSloganInvestimento annuoFonti principali
1. Sportello Fondi ArezzoI fondi ci sono. Serve chi sa andarli a prendere.145-200K€PON Governance, assistenza tecnica
2. Sicurezza FinanziataSicurezza vera si fa con risorse vere.30-50K€ comunale + fondi esterniMin. Interno, FSC, FESR
3. Arezzo, Fabbrica di CulturaArezzo non compra cultura. Arezzo produce cultura.400-700K€Europa Creativa, Art Bonus, tassa soggiorno
4. Centro Storico e Parco del PratoRiaprire una bottega è riaprire il cuore della città.230-345K€ + investimenti una tantumMIMIT, FESR, CdC, privati
5. Arezzo che non perde i suoi figliI giovani non se ne vanno se la città gli dà una ragione per restare.200-330K€GOL/FSE+, Fondi regionali

Il costo complessivo annuo del programma, al netto degli investimenti una tantum, è stimato in circa 1-1,6 milioni di euro, di cui una quota maggioritaria coperta da fondi europei, ministeriali e regionali esterni al bilancio comunale. Non servono nuove tasse: serve la competenza per andare a prendere le risorse che già esistono.

Questo programma non è un libro dei sogni. È un piano di lavoro. Ogni proposta è realizzabile nell’arco di un mandato, ogni costo è stimato su esperienze comparabili, ogni fonte di finanziamento è verificata e accessibile. La differenza tra le promesse e i risultati è la competenza di chi li deve realizzare.

Facciamo di più per Arezzo. Con competenza, insieme.

Seguimi sui Social Networks

LOGO FORZA ITALIA AREZZO 26 Nitti

Elezioni Comunali Arezzo · 24 e 25 maggio 2026

Scrivi NITTI accanto al simbolo di Forza Italia

Edoardo Fabbri Nitti · Lista Forza Italia · Comanducci Sindaco

Condividi cliccando sull'icona!