Made in Italy, questo è il momento di costruire certezze
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Made in Italy, questo è il momento di costruire certezze“
Made in Italy: un settore importante in sofferenza.
Made In non è solo prodotto, ma anche servizi, attrattiva, arte e mestieri.
Settori in vera pandemia, quella legata al mondo del lavoro, e delle attività produttive , specie legate al valore del marchio che rappresenta la unicità, e qualità italiana.
Il terremoto Covid, lo sappiamo ormai bene, ha investito diversi settori, dal mondo del vino a quello alimentare, per passare alla moda ed il turismo. Eventi annullati, e se non c’è vetrina, per molti non c’è vendita.
Per la prima volta in 30 anni le indagini rivelano una frenata dell’export con un calo del 3,2% in valore dei dati riferiti al 2020. Si tratta di una inversione di tendenza senza precedenti.
Con il moltiplicarsi dei Paesi in lockdown, con la chiusura di bar e ristoranti, era inevitabile che i prodotti che rappresentano il nostro bellissimo made in Italy, andassero in sofferenza per il rapido diffondersi della pandemia.
Ma questo terremoto sull’economia, provocato dalla stretta, in prima battuta forse necessaria ma del tutto inutile oggi, a distanza di un anno che ha visto praticamente nessun esito positivo di queste misure di contenimento, che ha messo di fatto in ginocchio il fondamentale motore economico generato dal Made in Italy, è un duro colpo per l’Italia, che grazie a questo marchio viene conosciuta ed apprezzata nel mondo.
Il nostro Paese, indubbiamente deve cogliere questo momento di grave crisi per mettere a punto una strategia più incisiva di presenza sui mercati stranieri, attraverso un Social – Commerce studiato ad hoc, con aiuti concreti alle imprese per superare questo difficile momento. Al contempo è necessario preparare la ripresa attraverso un piano straordinario, anche con la creazione di nuovi canali commerciali, la rivalorizzazione di tutto il settore, ed una massiccia campagna di comunicazione.
La pandemia piombata sulle esportazioni dei nostri eccellenti prodotti italiani, ha nettamente peggiorato la contrazione legata al protezionismo e alle nuove catene globali del valore. Ora i numeri del crollo preoccupano. Le stime parlano di una crisi senza precedenti, che preoccupa per la tenuta del marchio che deve rimanere integro, in termini di qualità e autenticità.
Il coronavirus, e le conseguenze di scelte all’ultimo minuto, come abbiamo visto recentemente, non colpisce solo il mondo del turismo, e tutti i settori correlati, ma pure il mondo quello della moda italiana, con tutto il settore del tessile abbigliamento e della pelletteria, e l’industria dell’automobile, profondamente scossi dai vari lockdown e dalle chiusure. Saltano ovviamente le fiere, le sfilate di moda, i saloni dell’auto, e si chiudono i mercati tradizionali del Made in Italy.
I negozi che hanno acquistato i prodotti sono chiusi o non vendono, e quindi non hanno ancora avviato le richieste di acquisti per il prossimo anno. L’Italia della manifattura, quella del grande valore italiano, e dell’export è messa a dura prova, in una misura forse ancora più pesante della grande crisi del 2008, mentre ci sono centinaia di aziende che potrebbero chiudere perché non avranno la forza di resistere come i grandi marchi.
Il crollo delle esportazioni, collegato allo scivolamento progressivo dei fatturati, varia da un meno 30% a un meno 50% in alcuni settori. Da una parte infatti c’è lo stop delle sfilate che sono da sempre il volano del commercio internazionale della moda italiana, poi il blocco delle fiere dove si vendono per esempio calzature. “E se si perde una stagione, alla fine si perde un anno intero perché gli ordinativi sono fermi. Oltre alla moda e al calzaturiero la crisi colpisce pesantemente anche il settore della valigeria. ” Dicono dal settore.
Si salvano pochi settori tra cui i prodotti chimico-farmaceutici ed i prodotti agricoli, perchè, ben si sa, la natura fa il suo corso e non chiude mai.
E non sono bastate, nè basteranno misure tampone. Serve un ripensamento complessivo delle politiche artigianali, commerciali ed industriali, e del commercio internazionale, a tutela del nostro Made in Italy.
A Bardonecchia hanno speso 40 mila euro, per innevare una parte della pista, per nulla. I ristoratori, zero incassi e merce gettata. Senza pensare alla perdita di salario. In questo settore lavorano pochi mesi l’anno, e quindi, considerando i tempi di chiusura, la stagione è praticamente finita.
L’economia è cosa complicata Non riguarda un solo preciso settore, ma tutta la filiera e correlati, e non si stabilisce attraverso i deliri di onnipotenza di Speranza e Ricciardi, che dal caldo della loro posizione, decretano la fine delle attività turistiche e commerciali.
L’annuncio di un possibile lockdown per un mese non ha elementi plausibili, dato che anche dall’estero parlano di riaperture ed inutilità di queste misure, date unicamente dalla paura di persone incapaci.
La meraviglia è vedere supermarket pieni, tram pieni, vie piene, ma non i ristoranti, nè le piste da sci, che sono all’aria aperta. Incredibile, ma vero.
E’ così che parte il nuovo Governo? Sono perplessa, lo dico da dirigente di partito che ha fortemente appoggiato Draghi, perchè capace.
Servono i vaccini, urgenti e massicci. Basta con “misure spot”, improvvisate ed inutili, che finiranno per far crollare il nostro mercato di qualità, e basta con ritardi negli aiuti. Adesso serve serietà e precisione.
Nel frattempo, c’è chi si ingegna e lotta nonostante tutto. Giovani imprenditori si affacciano a nuove esperienze, con idee innovative e di rilancio del settore, ” perchè bisogna ripartire dalle idee, e non moillare mai!” dicono.
Gelaterie esclusive, arredi, quindi mobili, tessuti, e falegnameria, in e-commerce, e nuove attività legate al wine and food, ma più studiate ed attente a queste nuove modalità, cercando di creare una nicchia di interesse, e di novità.
Forza Italia continua a fare proposte concrete, nel frattempo a loro va un grande in bocca al lupo. Di cuore.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana


