Fiducia nella magistratura: un dato allarmante
Il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “Fiducia nella magistratura: un dato allarmante”
Garlasco e dintorni: garantismo contro giustizialismo
Garlasco, Il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “Garantismo contro giustizialismo. Forza Italia difende la civiltà del diritto”
Giustizia: Baldini Incontra Boragine
Il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini ha incontrato il Presidente del Tribunale di Lucca Dott. Gerardo Boragine: “la convergenza più marcata è risultata la necessità di riportare i temi all’interno di una più serena e pacata discussione fra i diversi operatori del diritto”
Almasri, Baldini: Vizio di forma nel diritto è sostanza
Caso Almasri, il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “Trattenere qualcuno con atto nullo nega i principi di uno stato democratico”
Giustizia: Baldini Incontra Manzione
Il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini ha incontrato il Procuratore della Repubblica di Lucca Dott. Domenico Manzione: “Appare assolutamente necessario abbandonare la deleteria prassi di riforme estemporanee”
Giustizia, Baldini: La sentenza Turetta
Sentenza Turetta, il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “Ribadiamo la necessità di recuperare un approccio rispettoso e responsabile, incentrato sul garantismo e sulla tutela dei diritti fondamentali di ogni cittadino, anche in contesti emotivamente complessi”
In merito al dibattito pubblico suscitato dalla sentenza Turetta, desidero esprimere la mia preoccupazione per il clima di tensione che si è creato attorno a questa terribile vicenda.
Quando si intervista una vittima “a caldo”, subito dopo una sentenza, si manca di sensibilità verso il suo legittimo dolore, così ottenendo risposte frutto di una comprensibile emotività e solitamente approssimative ed inesatte dal punto di vista giuridico, sfruttandole poi per fini mediatici.
Quando populisticamente si cavalca il dolore e l’indignazione suscitata da un efferato reato per lucrare facile consenso politico, con roboanti interviste o pesanti dichiarazioni sui social, spesso senza adeguata valutazione dei possibili effetti sull’opinione pubblica, comprensibilmente sconvolta e preoccupata dal ripetersi di orrendi delitti.
Quando si rivolgono pesanti minacce e attacchi a chi svolge il proprio lavoro, costituzionalmente garantito, assicurando la doverosa assistenza nel processo.
Il tutto addirittura prima che le motivazioni della decisione siano note.
Quando questo accade, sono evidenti i preoccupanti segnali di un pericoloso scivolamento verso un giustizialismo sommario e irrazionale; siamo difronte ad una deriva che rischia di delegittimare il ruolo delle istituzioni e dei professionisti che operano nel sistema giudiziario.
Quando si arriva a questo punto, la sconfitta, concordo caro signor Cecchettin, è ancora più profonda.
Come Forza Italia, ribadiamo la necessità di recuperare un approccio rispettoso e responsabile, incentrato sul garantismo e sulla tutela dei diritti fondamentali di ogni cittadino, anche in contesti emotivamente complessi. È fondamentale che la politica, i media dell’informazione e tutti i vari commentatori concorrano a restaurare quella serenità di clima che permetta alla giustizia di fare il proprio corso con equilibrio e senza pressioni esterne.
Soprattutto affinché si possano affrontare e risolvere le cause culturali e sociali ancor prima che determinino tragiche ed irrimediabili conseguenze.
Avv. Eros Baldini, Responsabile Dipartimento Giustizia Forza Italia Toscana
Gramigna: Made in Italy, servono azioni concrete
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “La riscossa del Made in Italy: servono azioni concrete”
Il Made in Italy è entrato nell’agenda politica, grazie a Forza Italia, all’inizio della scorsa legislatura, esattamente il 30 maggio 2018., con una proposta di legge per l’Istituzione del Ministero per la tutela, la promozione e il commercio internazionale dei prodotti italiani.
Ciò al fine di ricondurre le competenze per la promozione del Made in Italy e l’internazionalizzazione delle imprese italiane in un’unica struttura ministeriale, la quale deve fare da catalizzatrice delle competenze sia di Dipartimenti, Direzioni che degli uffici alle dipendenze di altri Ministeri, le cui azioni incidono direttamente ed effettivamente sulle politiche di sostegno, di difesa e di promozione della produzione nazionale.
L’Italia è grande nel mondo per le sue tante eccellenze in tutti i campi e la istituzione di un Ministero apposito, per promuovere e valorizzare il nostro Made in Italy, che poi rappresenta la nostra stessa identità grazie a brand italiani famosi ovunque, che si contraddistinguono innanzitutto per la qualità e primeggiano in tutto il mondo, attraverso una vera e propria, unica cabina di regia può semplificare le azioni e fare in modo che tutto il ‘sistema Paese’ si possa muovere più efficacemente nella giusta direzione.
Le qualità e le unicità dei prodotti Made in Italy sono tra le più apprezzate dai consumatori di tutto il mondo. Degli 80mila consumatori provenienti da 27 Paesi interpellati da EY per la ricerca “Future Consumer Now”, l’80% ha risposto in modo affermativo alla domanda “compreresti italiano?”. Al Bel Paese viene solitamente associata una percezione di buon gusto e stile che in pochi possono vantare. Considerando per esempio il settore agroalimentare, la parola “cibo” evoca l’Italia nella mente di tre persone su quattro in giro per il pianeta.
Nell’attuale contesto di continua crescita del commercio internazionale di merci, questa potenziale forza dell’etichetta “Made in” è diventata più importante che mai. Secondo le stime di WPP, i marchi italiani hanno aumentato il loro valore del 14% nell’ultimo anno, raggiungendo quota 96,9 miliardi di dollari.
Il Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia nonchè il
potenziamento dei grandi eventi in Italia dovrebbero prevedere:
– voucher Temporary Export Manager: questi voucher consentono alle PMI di accedere ad un management specializzato nell’export a costi ridotti.
– formazione di Export Manager: formare fino a 2mila manager in co-finanziamento con le Regioni. Un export manager temporaneo sarà in grado di seguire singolarmente tra le 8 e le 9 aziende.
– roadshow per le PMI: iniziative di formazione sui territori e attivazione di un servizio dedicato alle aziende che vogliono consulenza per iniziare il loro business all’estero;
– piattaforma E-Commerce per le PMI: potenziamento degli strumenti a disposizione della digitalizzazione delle PMI per favorire l’accesso alle piattaforme digitali e sarà prestata un’attenzione strategica alla proprietà dei dati ed all’accesso al mercato digitale.
Inoltre 5 azioni specifiche verso l’ estero:
– Piano GDO: accordi con la grande distribuzione per inserire negli scaffali un maggior numero di prodotti del Made in Italy, in particolare marchi di qualità appartenenti ad aziende di piccole dimensioni;
– Piano speciale che intende creare nuove opportunità per le aziende italiane , che comprende la comunicazione funzionale, per la valorizzazione dei prodotti autentici, contro l’Italian sounding, che consentirà ai consumatori all’estero di riconoscere l’autenticità dei prodotti italiani contro le numerose imitazioni e contraffazioni;
– Risorse da destinare alla raccolta e sistematizzazione per settore/tipologia delle diverse realtà a marchio made in Italy, con possibile opportunità di investimento in Italia;
Inoltre, proseguimento nel contrasto al fenomeno dell’Italian sounding, vera e propria economia parallela che, sottraendo quote di mercato ai prodotti originali, provoca rilevanti danni alle aziende del nostro paese. “Pizza carbonara”, la “mortadela Siciliana” o la “sopressata” sono alcuni esempi di come le aziende estere utilizzino l’apprezzamento riposto dai consumatori verso denominazioni e immagini che evocano l’Italia per promuovere la commercializzazione di prodotti affatto riconducibili al nostro Paese. Un fenomeno di dimensioni economiche estremamente gravose per tutte le aziende italiane esportatrici, ostacolando la forza del brand Italia. Bisogna quindi lavorare per poter sfruttare a pieno l’immenso potenziale offerto dalla varietà e dalla qualità produttiva nostrana.
Occorre la Individuazione di un nuovo modello di Made in Italy che coniughi ambiente, economia circolare, sostenibilità economica delle filiere produttive, etica e connessione sociale con l’auspicio di un nuovo Rinascimento che non potrà che essere anche artigiano e non solo di grandi marchi.
Una minaccia concreta, di cui ho già accennato in precedenza, per il Made in Italy è rappresentata dalla possibilità di acquisizioni e delocalizzazione che impoveriscano o snaturino la produzione nostrana. Lo storico marchio italiano Pernigotti, viene spesso citato come esempio in tal senso, in quanto acquisito nel 2013 dalla multinazionale turca Toksöz Group, con tanto di annessa promessa a voler mantenere e potenziare l’attuale struttura.
E’ l’Unione Europea a dover svolgere un fondamentale ruolo di promozione e protezione dei prodotti degli Stati Membri attraverso il sostegno al credito per le imprese Made In che operano sui mercati esteri, con adeguata e puntuale campagna straordinaria di comunicazione a sostegno dei prodotti Made in Italy e un rafforzamento della presenza dei prodotti italiani nella grande distribuzione organizzata (GDO) sia dei mercati maturi (Stati Uniti, Germania, Giappone, ecc.) sia di mercati emergenti non interessati dall’emergenza Coronavirus.
A questi primi interventi, si devono affiancare azioni mirate all’accesso al credito, per le piccole e medie imprese, per divenire così strumento a supporto, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell’export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy.
Chi è Made in Italy, deve poter ottenere credito e sgravi fiscali per poter investire nel potenziamento dei processi di internazionalizzazione e di export. Credo sia questo il percorso lungo il quale proseguire, per scongiurare una crisi che, in termini di impatto reputazionale, potrebbe generare: se il Made in Italy è qualità e bellezza, come ho già più volte sottolineato, è alla tutela del nostro stile di vita, dei nostri valori identificativi che dobbiamo puntare per determinare la ripresa economica di cui abbiamo bisogno.
L’idea, insomma, è quella di fare quello che all’Italia non è ancora riuscito, cioè dar vita a un «Sistema Paese», dove sia le istituzioni che le forze economiche debbano fare un grande e continuativo lavoro di squadra per promuovere e sostenere le imprese del made in Italy.
Come? Attraverso punti focali quali: comunicazione; formazione e informazione; e-commerce; sistema fieristico; promozione integrata; finanza agevolata.
Da un parte serve che l’imprenditoria italiana faccia un salto in avanti per emergere nei mercati mondiali, ma al loro fianco occorre una politica industriale strutturata, e non estemporanea- spot.
Il Made in italy può anche essere un concetto romantico, ma siamo in una era moderna dove è il Governo a dover sostenere le aziende , e quindi il Made in Italy, con incentivi alle aziende italiane per poter andare all’estero, investimenti per incentivare gli investitori ad arrivare in Italia e infine anche per attrarre turismo
Perchè nascondersi dietro l’idea romantica del Made in Italy non basta più. Serve agire concretamente a sostegno della nostra autenticità.
Oggi tutto ciò si può realizzare, grazie al Governo ed a un Ministero dedicato.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: Comunicare il bello del Made in Italy nel mondo
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Comunicare il Made in Italy significa portare l’Italia “quella bella” nel mondo”
Il Made in Italy è il brand dei brand. Non c’è bisogno di spiegarne il motivo. Significa ” fatto bene”.
Comunicare il Made in Italy al di fuori dei confini nazionali vuol dire proporre, insieme alle aziende, un intero paese che è l’Italia, con tutto il patrimonio che lo contraddistingue e lo rende così appetibile nell’immaginario di chi non ci vive.
Per farlo davvero bene, essere italiani non è un accessorio di poco conto.
Se è vero che parole come “autenticità”, “spontaneità”, “calore” e “immediatezza” dovrebbero costituire l’agenda di ogni buon comunicatore del XXI secolo, è innegabile il gap tutt’oggi esistente tra la sensibilità consolidata da molte medie e grandi aziende italiane – ben consapevoli dell’importanza delle emozioni nella costruzione della reputazione del brand – e la effettiva risposta di penetrazione in diverse aree del mondo, che non riescono a comprendere appieno le potenzialità del valore Made in.
Sono convinta che il Made in Italy abbia una “potenza” ancora in gran parte inespressa, e che sia arrivato il momento adesso di capitalizzare al meglio questo nostro straordinario valore. Ma per farlo occorre sfruttare in maniera adeguata un valore, come tutti gli imprenditori sanno, ed è necessario conoscere bene questo valore.
Secondo alcune ricerche di mercato, il marchio Made in Italy è noto nel mondo quasi come due marchi super globali come Coca-Cola e Visa. Oltre a ciò, secondo uno studio della rivista Forbes, questo marchio è al settimo posto in termini di reputazione tra i consumatori di tutto il mondo
Una buona strategia di comunicazione ecco che diventa la leva, ed anche un fattore cruciale per il successo di un ambizioso programma di export. Non solo per far conoscere, ma anche per far apprezzare la propria unicità, far vivere la passione e i valori che stanno dietro ad ogni prodotto, costruire la percezione di un mondo senza rinnegare le radici, ma allo stesso tempo adattandosi al paese di arrivo.
La sensazione, infatti, è che spesso le nostre aziende Made in, da una parte, non riescano bene a comprendere i fattori di successo, dall’altra manchino da sempre politiche mirate ad una strategia comunicativa e di marketing .
Mancano investimenti e risorse. Mancava visione, che adesso grazie ad un Ministero ( finalmente) dedicato, esiste.
Se è vero che il Made in Italy non è solo un mito italiano, è vero anche che, in quanto fenomeno culturale e di consumo, esso è in continua evoluzione. Così come il suo successo è andato crescendo – e continua a crescere – all’estero, ma anche in patria la sua percezione non è sempre stata quella di oggi: l’amore per il Made in Italy non è nato con gli italiani.
E questo ha delle conseguenze importanti sia per chi lo produce che per chi lo comunica.
Il percepito interno del Made in Italy e della sua filiera è il frutto di un lavoro su due fronti: quello del marketing, che ha costruito conoscenza, reputazione e desiderabilità e quello dell’imprenditoria, che ha continuato a ricercare e produrre qualità, e i tanti produttori che ci hanno sempre creduto.
Ma siamo adesso in una nuova fase, in cui l’italianità si avvicinerà ad essere un semplice requisito d’ingresso e vinceremo o perderemo la competizione in base agli altri valori che avremo saputo mettere nei prodotti e comunicare.
Passeremo, cioè, dalla “qualità Made in Italy” al “Made in Italy di qualità”.
Come tutti i processi complessi, la pianificazione di una strategia di Marketing e la comunicazione di Brand richiedono competenze diversificate ed un Team integrato. Nell’ambito dell’ospitalità e del Made in Italy, la comunicazione è una delle prime sfide da dover fronteggiare nel migliore dei modi.
Comunicare il Made in Italy al di fuori dei confini nazionali vuol dire proporre, insieme all’azienda, un intero paese, con tutto il patrimonio che lo contraddistingue e lo rende così appetibile nell’immaginario di chi non ci vive. Per farlo davvero bene, essere italiani non è un accessorio di poco conto, come “educatori” del mercato che influenzano le preferenze e i desideri della clientela finale.
A lato, ma non in senso “marginale”, si trovano i social media, potentissimi mezzi di comunicazione, di dialogo e di coinvolgimento del pubblico. Social networks come Facebook, Twitter, Linkedin e blog hanno ormai una grande importanza.
Una recente ricerca pubblicata da HubSpot segnala, nel corso del 2011, un tasso di crescita del 50% nelle spese di marketing destinate all’Inbound Marketing (tipologia di marketing basata sulla pubblicazione di contenuti utili, via blog, social network e altri media al fine di portare gli utenti/clienti verso l’impresa). Inoltre, il 62% delle imprese intervistate considera i social media la fonte più importante di leads negli ultimi sei mesi del 2011.
Condizione necessaria per poter trarre il massimo da questi nuovi strumenti è la costanza e l’investimento di risorse soprattutto in termini di persone e di tempo. L’acquisizione di nuovi potenziali clienti è infatti direttamente proporzionale alla frequenza dei post e all’intensità dell’attività di blogging.
Se parliamo di Made in Italy e di come il marketing possa essere l’elemento chiave per promuoverlo, bisogna saper raccontare le persone, i luoghi, le storie e le tradizioni. Bisogna avere la capacità di suscitare emozioni attorno a sapori, profumi ed esperienze sensoriali. E per fare tutto questo, come vedremo, non bastano un prodotto e la sua qualità, l’eccellenza e la sua storia, ma occorre saper trasmettere tutto questo e, a volte, saperlo difendere.
Dal food alla moda, dall’arredamento al luxury, oggi il made in Italy racchiude decine di migliaia di produzioni capaci di generare un giro d’affari da decine di miliardi di euro all’anno. Eppure, non basta dire Made in Italy per garantire che sulle tavole arrivi davvero un prodotto Italiano o sugli scaffali un maglione confezionato nei nostri distretti dell’alta moda. Lo abbiamo visto con la lotta all’Italian Sounding, che abbiamo estenuamente combattuto. E vinto.
Oggi infatti è proprio il marketing il miglior alleato di chi deve canalizzare le vendite di prodotti caratterizzati da alti standard qualitativi. Non basta infatti l’eccellenza a determinare il successo. C’è la necessità di comunicare tutto questo, di farlo arrivare ai potenziali clienti raccontando cosa c’è dietro una produzione italiana. La sua storia, la tradizione di produzioni artigianali che affondano le loro radici nel passato, capace di rigenerarsi grazie a impegno, passione e altissime competenze.
E allora, per fare in modo che il Made in Italy sia realmente tutelato, che sia davvero un valore aggiunto, è necessario rappresentare coerentemente tutto quello che le produzioni italiane sono capaci di evocare. Deve creare emozioni.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Made in Italy, Gramigna: finalmente il Ministero
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “chiedevamo un Ministero ad hoc. Oggi esiste, lavoreremo per questo ambito importante”
“Made In Italy” e “Made in Tuscany” rappresentano certamente un punto cardinale per Forza Italia, che all’inizio della scorsa legislatura, ha presentato una proposta di legge per l’Istituzione del Ministero per la tutela, la promozione e il commercio internazionale dei prodotti italiani, e Dipartimenti regionali che potessero costruire quel tessuto connettivo indispensabile, per il rilancio delle nostre imprese e del lavoro.
Con un documento ufficiale a firma della Responsabile del Dipartimento in Toscana, Antonella Gramigna, la proposta venne ulteriormente sollecitata, sia al Presidente Tajani, quale diretto interlocutore UE, sia alla dirigenza nazionale.
Nel frattempo, a Bruxelles, grazie al Presidente Tajani, abbiamo lottato contro l’Italian sounding, contro la contraffazione dei prodotti, contro i marchi falsi, per l’autenticità della filiera corta, della genuinità degli alimenti, per una sovranità alimentare (oggi viene definita così) e noi la condividiamo fortemente. Perchè mangiare italiano deve essere nostro patrimonio. Non sottoposto a nessuna imposizione o intromissione estera di basso livello.
E’ proprio nell’ottica di ” Partito aperto” , di ascolto e proposta, di inclusione e partecipazione, che Gramigna ha pensato ad un progetto di inclusione delle diverse espressioni di ogni ambito che riguardi la cultura e la bellezza toscana, la sua artigianalità, e le PMI, con una squadra di persone , ognuna di riferimento territoriale, che sarà presentata a breve.
” Non c’è da inventare nulla , è tutto scritto sapientemente nel libro di Berlusconi “L’Italia che ho in mente”, in cui viene indicata la linea politica per Forza Italia e il futuro possibile per l’Italia! Un compito difficile e impegnativo che oggi più di ieri risulta essenziale per ridare alla nostra “gente”, che in molti casi non crede più nella politica e quindi non va più a votare, un appiglio per tornare a credere in qualcosa. Ed alle imprese di credere ancora nella forza di un Made in italy vincente.
In questi anni, anche molto difficili causa pandemia, ho realizzato incontri e tenuto conferenze on line con imprese, espressioni sia del nostro territorio, che di spicco all’estero, oltre ad imprenditori di successo come Alberto Milani (PiazzaItalia a New York) e Domenico Vacca, stilista con show room a New York e Roma, due grandi manager. Il grido di allarme, la richiesta di aiuto immediato alle imprese del “Made in Italy”, e sono tante quelle che rischiamo di perdere, oggi arriva anche dal costo energia, che fa da padrone. Adesso è tempo di agire, di tutelare il nostro grande valore !
La mia disponibilità prosegue, ancor più convinta dell’importanza di questo impegno, con la squadra di persone che ho scelto e con le quali mi rapporterò, oltre al collaborare se necessario, con il Ministero dedicato, tramite i nostri rappresentanti Istituzionali a cui solleciterò prima possibile un incontro per poter al meglio proseguire con questo importante percorso con progetti mirati alla valorizzazione del nostro grande bagaglio di bellezza e qualità targato Italia .”
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Made in Italy, Gramigna: visita alle cave di Carrara
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Il dipartimento regionale Made in Italy di Forza Italia visita le cave di Carrara”
“Visitare una cava è entrare nel cuore della terra, ed anche in quello di chi spende la propria vita da generazioni per questo importante settore, che dà lustro al nostro territorio. Un settore che ci onora delle più belle creazioni artistiche e artigianali”.
Così Antonella Gramigna, responsabile regionale di Forza Italia per il Made in Italy, commenta la giornata di visita a Carrara.
Ad accompagnarla Martina Alibani, che con lei collaborerà sul territorio, come responsabile provinciale Made in italy, nominata da Emanuele Ricciardi.
“I cavatori sono tutti coloro che lavorano in cava: da chi è titolare a chi lavora. Siamo tutti famiglia.” Così Fabiola Lazzareschi, durante la visita, ha illustrato colori e sfumature della vita in cava. Una vita non facile, tutta da conoscere e respirare per capire quanto è importante questo settore per la toscana.
Antonella Gramigna sottolinea come “L’arte del marmo e l’identità dello scultore sono patrimonio universale, da tutelare e garantire. Dirò di più: il nostro impegno, attraverso i nostri parlamentari, il coordinamento provinciale e di Carrara, sarà di portare a Roma la richiesta di un riconoscimento al “tipo” di arte artigianale di pregio, ad oggi non annoverata in alcun albo nazionale.
È stato un pomeriggio importante, un incontro informale e non politico, ma unicamente un primo contatto per me come responsabile, per proseguire poi con chi del territorio ne è responsabile, come Martina ed i coordinatori, perché proseguire nella conoscenza e nell’ascolto di tutte le categorie è la cosa più importante che la politica deve fare. Oggi più che mai.
Martina, che ha fatto una grande campagna elettorale e che si è spesa molto anche per questo settore, che ringrazio per aver accettato la nomina, avrà il compito di coordinare, collaborare a vari livelli, e proseguire il cammino intrapreso oggi, come spalla e interlocutrice del Dipartimento Forza Italia toscana Made in Italy, di cui ho la responsabilità regionale, raccordando le imprese, e tutte le realtà del suo territorio”.
Nella parole di Martina Alibani l’entusiasmo per un’avventura che sta per cominciare: “Ringrazio Antonella Gramigna per la fiducia. Cercherò di dare il mio contributo alla causa di Forza Italia e del dipartimento Made in Italy. Insieme ai coordinatori comunali di Forza Italia a Massa-Carrara e al provinciale, Emanuele Ricciardi, valorizzeremo il Made in Italy applicato ai vari settori: dal marmo agli stabilimenti balneari, dai prodotti enogastronomici alla cultura locale. Abbiamo un grande patrimonio che attende di essere valorizzato e lo faremo sia in Parlamento, sia al Governo“.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Giustizia, Baldini: un altro magistrato come Ministro?
Il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “Davvero abbiamo bisogno di un altro magistrato come Ministro della Giustizia?”
Premetto subito che non ho nulla contro il dottor Nordio. Egli esprime senza dubbio un’alta figura, sia tecnica che politica; rappresenta quella parte buona della magistratura, che ritengo sia la stragrande maggioranza. Quella che interpreta con serietà e compostezza l’alto ruolo istituzionale che riveste, che esercita il proprio potere di giudizio con l’alto senso di responsabilità che ne deriva. Quella che però, purtroppo, troppo spesso rimane silenziosa in disparte fino ad aver oltrepassato la soglia della pensione.
Molto più evidente nella propria esibizione, anche mediatica, è quella parte vivamente impegnata nella politica, sia quella giudiziaria, che quella intesa in senso lato. Questa si espone volentieri all’opinione pubblica, spesso presentandosi come elemento salvifico di ogni problema e come unico garante della sicurezza pubblica.
Una tendenza che, perniciosamente iniziata con la stagione di mani pulite, è poi proseguita sempre più intensamente con ampia ingerenza nella vita amministrativa del Paese. Una indebita intromissione che ha prodotto una pericolosissima interferenza nella politica nazionale fino a giungere ad una dannosa commistione fra potere giudiziario ed esecutivo.
Questo, insieme ad una serie di scivoloni, dove la magistratura ha pubblicamente mostrato il proprio lato peggiore, ha prodotto un crollo di popolarità.
Una intensa stagione caratterizzata da attriti e frizioni fra magistrati; da aspre battaglie interne agli stessi uffici; da maliziose manine che sembrano spostare, o addirittura sono accusate di aver fatto sparire atti e documenti; da pubbliche denunce, mai smentite, che svelano una indebita gestione correntizia delle carriere, estranea ad ogni logica meritocratica; da ombre che allungano veline agli organi di informazione o addirittura favoriscono la spettacolarizzazione delle operazioni di polizia giudiziaria, ha sollevato sdegno ed un diffuso senso di disapprovazione.
Tanto che perfino il misuratissimo Presidente Mattarella ha avvertito la necessità di rivolgere un richiamo alla categoria.
Ora, è certo che l’obbiettivo della magistratura non è la vittoria in una gara di gradimento. Ma è altrettanto inoppugnabile che l’aura di quasi onnipotenza che aveva raggiunto, ne esce gravemente compromessa.
In siffatto clima, ci si appresta, a seguito della chiara scelta degli italiani di affidarsi al governo della compagine di centrodestra, alla difficile scelta del guardasigilli.
Al di là dei sottili equilibri che necessariamente sottendono alla composizione della squadra di governo possiamo osservare che ci sono tanti profili potenzialmente all’altezza, soprattutto avvocati: da Delmastro delle Vedove per FdI, a Bongiorno per la Lega, fino l’uscente sottosegretario per la Giustizia Sisto e Bernini per FI.
E’ proprio necessario mandare un altro magistrato a via Arenula?
Avv. Eros Baldini, Responsabile Dipartimento Giustizia Forza Italia Toscana
Giustizia, Baldini: linee guida per il prossimo Ministero
Il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini dettaglia le linee guida per il prossimo Ministero
Nella rinnovata compagine parlamentare del centrodestra ci sono incontestabilmente profili di indubbio livello per quanto concerne il settore giustizia. Delmastro delle Vedove e Nordio per FdI, Bongiorno e Ostellari per la Lega, l’uscente sottosegretario Sisto e Bernini per FI. Le voci sui papabili al ruolo di guardasigilli si rincorrono in questi momenti post elettorali, coinvolgendo politici e non.
Perché, oggi come mai prima, il Ministero della Giustizia, oltre che essere giustamente ambito, risulta il perno di un più ampio progetto di rinnovamento di cui la nuova squadra di governo vorrà rendersi protagonista in ottemperanza ad un programma di certo ambizioso, ma sicuramente realizzabile.
I numeri ci sono e appaiono rassicuranti. Rassicuranti nel senso che appare giunto finalmente il momento per una riforma organica e strutturale. Cosa che si è rivelato materialmente impossibile da raggiungere con la riforma Cartabia che, concepita con le migliori intenzioni, ha scontato pesantemente la eterogenea maggioranza nella quale convivevano convinzioni opposte e difficilmente conciliabili.
Adesso, finalmente abbandonata la concezione giustizialista e carcerocentrica dei governi a trazione pentastellata, la direzione è quella tracciata dalle linee programmatiche della coalizione di centrodestra.
I punti cardine risultano essere:
1 portare a termine l’iter per la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante per recuperare la piena terzietà del giudice al fine del riequilibrio del processo accusatorio, stravolto e snaturato tanto da essere trasformato in un ibrido senza senso;
2 intervenire radicalmente sulla irragionevole durata del processo penale, realizzando un potenziamento delle piante organiche del personale amministrativo e dei magistrati, anche eliminando il fenomeno dei magistrati fuori ruolo distaccati presso l’esecutivo, ed in particolare presso il ministero della Giustizia, specialmente in nome del ripristino della separazione dei poteri; realizzando un potenziamento del ruolo filtro dell’udienza preliminare con previsione di incentivazione all’utilizzo dei riti alternativi al processo ordinario; recupero dell’istituto della prescrizione nell’ottica della doverosa rinuncia alla potestà punitiva dello Stato a seguito del decorso del tempo esorbitante i limiti del giusto processo;
3 reintroduzione del divieto d’appello contro le sentenze di assoluzione: la normativa nazionale ed internazionale garantisce il diritto del condannato, non certo del Pubblico Ministero, ad un secondo giudizio di merito;
4 rilancio della riforma dell’ordinamento penitenziario nella profonda e radicata consapevolezza dell’impossibilità di risoluzione dei problemi sociali attraverso la neutralizzazione dell’individuo mediante restrizione carceraria e, soprattutto, nella incrollabile convinzione della necessaria finalità rieducatrice della pena, costituzionalmente prevista, attraverso la valorizzazione delle forme alternative alla detenzione ed il potenziamento di percorsi di reinserimento.
FI si è da sempre fatta portatrice di una siffatta visione della Giustizia ed intende perseguire tali obbiettivi, di concerto con gli alleati. Anche questi si dichiarano d’accordo sulla linea costituzional-garantista, seppur con accenti più marcati per quanto alla cosiddetta “certezza della pena”; bersaglio necessario che non deve però sconfinare in eccessive rigidità.
E’ nostro compito operare al fine di disinnescare le possibili derive populiste che le spinte di una opinione pubblica emotiva possono generare. Le esigenze securitarie non possono e non devono esorbitare i limiti imposti non solo dalla Carta Costituzionale ma anche e soprattutto da generali principi di civltà giuridica.
Il popolo azzurro, per il tramite dei propri rappresentanti, si è costantemente mosso quale elemento equilibratore in grado di garantire concretezza e affidabilità coniugate con misura e visione di ampia prospettiva. Continuerà a interpretare responsabilmente il proprio ruolo cercando di condurre in porto anche questo progetto al fine di tutelare gli interessi della nazione e dei cittadini tutti. Con la piena consapevolezza del ruolo essenziale della Giustizia, inteso come tutela dei diritti, quale specchio della civilizzazione di un paese, quale elemento di spinta dell’economia generale, quale difesa della eguaglianza dei cittadini.
Avv. Eros Baldini, Responsabile Dipartimento Giustizia Forza Italia Toscana
Made in Italy, Gramigna: qualità attraverso nuove tecnologie
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana e candidata alla Camera nel collegio Plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena Antonella Gramigna: “Il marchio Made in Italy: qualità e stile senza tempo attraverso le nuove tecnologie #Madeinweb”
Il prestigio dell’Industria italiana, delle attività artigianali e enogastronomiche nel mondo è dovuto a una serie di prodotti di eccellenza ai quali vengono riconosciute alcune caratteristiche distintive, come l’alto livello qualitativo dei materiali/ prodotti utilizzati; lo stile raffinato; l’innovazione; la cura dei dettagli; l’attenzione alla produzione conservativa di storia e tradizioni; la capacità di durare nel tempo.
L’insieme di queste caratteristiche viene indicato con l’espressione Made in Italy, “prodotto in Italia”, segnalando così l’origine italiana di un prodotto destinato al mercato nazionale ed internazionale. Un vero e proprio marchio, riconosciuto, apprezzato e amato in tutto il mondo per le qualità e le unicità dei prodotti tra le più apprezzate dai consumatori di tutto il mondo.
Degli 80mila consumatori provenienti da 27 Paesi interpellati da EY per la ricerca “Future Consumer Now”, l’80% ha risposto in modo affermativo alla domanda “compreresti italiano?”. Al nostro Paese viene solitamente associata una percezione di buon gusto e stile che in pochi possono vantare. Considerando per esempio il settore agroalimentare, la parola “cibo” evoca l’Italia nella mente di tre persone su quattro in giro per il pianeta.
Nell’attuale contesto di continua crescita del commercio internazionale di merci, questa potenziale forza dell’etichetta “Made in” è diventata più importante che mai. Secondo le stime di WPP, i marchi italiani hanno aumentato il loro valore del 14% nell’ultimo anno, raggiungendo quota 96,9 miliardi di dollari. Ma, ad oggi, a qual’ è lo stato del Made in Italy?
Nelle classifiche che misurano la popolarità del marchio, l’Italia non rientra tra i primi Paesi. Ad esempio secondo il Made-In-Country-Index di Statista, che misura la forza del marchio nazionale e delle sue etichette nei diversi Paesi, l’Italia è settima. Ulteriore minaccia per il Made in Italy è rappresentata dalla possibilità di acquisizioni e delocalizzazione che impoveriscano o snaturino la produzione nostrana.
Il Capo terzo del Decreto Crescita, negli articoli 31 (marchi storici) e 32 (contrasto all’Italian sounding e incentivi al deposito di brevetti e marchi), è tutto dedicato alla «tutela del Made in Italy». Esso, infatti, istituisce il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale, a cui potranno essere iscritti i marchi d’impresa registrati da almeno cinquant’anni (o con l’uso continuativo dimostrabile per lo stesso periodo di tempo).
Se il titolare del marchio vuole chiudere o delocalizzare, dovrà notificare al ministero per lo sviluppo economico le ragioni e le azioni per trovare un nuovo acquirente. Con il marchio storico, viene creato anche un logo collegato che potrà essere usato dalle aziende iscritte per fini commerciali e promozionali.
Un credito d’imposta per la tutela legale dei prodotti italiani, fino a 30.000 euro, pari al 50% delle spese sostenute e uno per la partecipazione di PMI a fiere internazionali pari al 30% delle spese di affitto e allestimento degli spazi espositivi e le attività di comunicazione, fino a massimo di 60 mila euro, hanno implementato la possibilità di maggiore espansione per il Made in Italy sui mercati esteri.
Le politiche dell’Unione europea, in questi anni, grazie ad Antonio Tajani (Forza Italia) , che ha tanto sostenuto il marchio a firma ITALIANA, tendono alla tutela dei prodotti tipici e tradizionali provenienti dall’interno dei suoi confini. L’Italia in particolare gode di una maggiore protezione in tal senso rispetto agli altri Paesi europei, essendo il Paese con il maggior numero di prodotti agroalimentari a Denominazione d’Origine e a Indicazione Geografica riconosciuti dall’Unione europea; ben 295 prodotti tra Denominazione Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografiche Protette (IGP), Specialità Tradizionale Garantita (STG), e 523 vini tra DOP e IGP.
Le nuove politiche sembrano muoversi verso questa direzione corretta, proponendo incentivi fiscali e ulteriore protezione ai marchi storici italiani. Ma non basta. Serve un Ministero ad hoc, che contenga ogni settore di riferimento, concentrando energie e risorse per chi si merita la targa di Made in italy. Ed è questo il mio impegno per l’Italia, e specie per la Toscana, terra di grandi realtà Made in Italy, perche l’importanza economica del tema e delle nostre tradizioni devono andare a braccetto.
Da valorizzare, inoltre, il progetto “Made in Italy: eccellenze in digitale”, che si propone di avvicinare le imprese del Made in Italy alla rete e al suo grande potenziale economico e di export: far conoscere le eccellenze del nostro Paese in tutto il mondo attraverso una piattaforma digitale e valorizzare i giovani come promotori della transizione dell`economia italiana al digitale.
Il modello produttivo italiano è in grado di rispondere ad esigenze di grande qualità e forte personalizzazione e questo lo rende ideale per avere successo in internet. Grazie ad internet, infatti, si possono raggiungere clienti sparsi in tutto il mondo, con un grande potenziale per l`export: i prodotti di nicchia non sono più costretti in mercati di nicchia. Tuttavia, il Made in Italy è ancora poco presente sul web, solo il 34% delle PMI ha un proprio sito internet e solo il 13% lo utilizza per fare e-commerce.
Fino ad oggi la piccola e media impresa italiana è stata poco presente nel mondo web e sulle grandi piattaforme del commercio elettronico a livello nazionale e internazionale. E` quindi opportuno immaginare un sostegno di promozione e diffusione culturale attraverso strumenti innovativi che diano il giusto spazio alle storie di successo di tanti innovatori che hanno già dimostrato come questa strada sia percorribile.
Il web è un trampolino straordinario proprio verso il resto del mondo, e come dicono i dati di Google, vi si legge la voglia di Italia, della nostra bellezza, dei nostri prodotti. Lo ha ricordato in modo efficace Eric Schmidt: “in un mondo globalizzato, un prodotto di nicchia non ha più un mercato di nicchia. E questo anche grazie alla Rete, che può dare alla nostra economia, alla miriade di nicchie di eccellenza, una marcia in più, grazie alla sfida digitale.”
Oggi il requisito fondamentale che deve avere un prodotto commerciale Made in Italy è che sia stato progettato, ideato e disegnato in Italia, anche se industrialmente è prodotto altrove. Dobbiamo tornare alla produzione italiana, per maggiore occupazione, e qualità. Per far sì che ciò avvenga la politica deve obbligatoriamente ricondurre risorse e sostegno a coloro i quali garantiscono l’intera filiera italiana.
Questa è la nostra forza, da qui serve ripartire per dare davvero lustro al nostro Paese. Scritto con la P maiuscola, perchè l`Italia, non lo dobbiamo dimenticare, è forte quanto fa l`Italia, quando scommette sulle cose che la rendono unica: bellezza, qualità, paesaggio, tradizioni, coesione sociale, legame con i territori. E se lo fa con le nuove tecnologie, il web e gli strumenti che il presente ci offre non la batte nessuno.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana e candidata alla Camera nel collegio Plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena
Made in italy: il ruolo fondamentale dell’agricoltura
I candidati di Forza Italia alla Camera nel collegio Plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena Antonella Gramigna e Sen. Roberto Berardi: “Made in italy: il ruolo fondamentale dell’agricoltura”
” Il Made in Italy, nostro grande patrimonio da tutelare e preservare, supportare, comprende non solo i settori del manifatturiero, artigianato, industrie, e produzioni di autenticità territoriale come l’enogastronomia ma anche la valorizzazione del nostro territorio che possa fornire anche soluzioni in un periodo come quello che stiamo attraversando, avendo lungimiranza del futuro.
A tal proposito, si rende interessante la connessione tra pubblico e privato, con l’utilizzo di aree a verde, come i vivai, o aziende di produzione agricola, come fonti di energia rinnovabile.
L’insediamento di pannelli solari, come limitazione del terreno anzichè barriere o fossi di distanziamento dalla strada, potrebbero servire all’approvvigionamento energetico di un dato perimetro di area abitata con piccola spesa al confronto di queste odierne.
Una soluzione ipotizzabile in tali casi, e che dovrà essere oggetto di attenta analisi, è quella della costituzione del diritto di superficie sul fondo e sui lastrici solari di proprietà di tali soggetti in favore di un terzo soggetto che si occuperà della costruzione e d’installazione dell’impianto.
Energia Rinnovabile attraverso la costruzione di un «sistema», che permetta di arginare attraverso la sinergia di soggetti diversi ma integranti, ed integrati, il fabbisogno energetico e le spese correlate a molte imprese e famiglie del territorio.
Altro settore strategico è quello legato all’Agricoltura, un patrimonio che lega la enogastronomia italiana al primo posto ma ad oggi, il ostro Bel Paese si trova al quinto posto nel ranking dei Paesi europei esportatori di prodotti agroalimentari, scivolando in sesta posizione tra i 10 top exporter per incidenza delle esportazioni agroalimentari sul totale dell’export nazionale.
Tra le criticità che si vedono e costituiscono la base di questo ritardo, alcune sottolineate dalla ricerca (presentata al forum La Roadmap del futuro per il food&beverage) vi sono la sicuramente la dipendenza italiana da alcune materie prime agricole, come ad esempio i cereali, una imprenditoria media frammentata in tante piccole realtà, quindi più fragili economicamente rispetto ad altre catene più grandi, che oggi rappresenta il 92,8% del totale e genera solo il 13,2% dei ricavi globali, ma soprattutto ciò che mina fortemente il settore è il fenomeno dell’ Italian Sounding.
Come Forza Italia in UE tanto lo abbiamo contrastato grazie a presidente Antonio Tajani, perché indebolisce fortemente il posizionamento estero dei prodotti italiani, sostituendoli con copie di prodotti Made in Italy.
In alcuni Paesi la quota di referenze “Italian Sounding” nei punti vendita della grande distribuzione è scandalosa: in primis, il Giappone (70,9%), seguito a brevissima distanza dal Brasile (70,5%), mentre in Europa il dato maggiore è stato riscontrato in Germania (67,9%). A livello di prodotti, i più imitati sono ragù (61,4%), parmigiano (61,0%) e aceto balsamico (60,5%).
Sommando il valore dell’Italian Sounding dei prodotti alimentari monitorati, si stima un fatturato di 10,4 miliardi di euro, il 58% in più rispetto a quanto generano complessivamente gli stessi prodotti veramente italiani.
Partendo da questi risultati e correlandoli con il valore dell’export di riferimento a questi prodotti, si ottiene un moltiplicatore dell’ Italian Sounding pari a 1,58 che, applicato su larga scala internazionale, fa emergere come questo fenomeno da solo possa giungere a valere 79,2 miliardi di euro. Sommando, quindi, questa cifra al dato effettivo delle esportazioni, l’Italia (idealmente) andrebbe ad incassare dal commercio oltreconfine dei suoi prodotti agroalimentari, ben 129,3 miliardi di euro.
Ecco che la mancata difesa del Made in Italy alimentare, ma allargherei anche ad altri settori, porta a 79 miliardi di euro e più di mancato business. Quindi di mancata economia, lavoro, investimenti.
Ecco cosa occorre fare: bisogna sostenere le aziende, specie quelle medio piccole, con politiche attive, giuste e solidali al Made in, perchè altrimenti verremo fagocitati dal finto prodotto italiano che, a quanto pare, rende maggiormente.
Rinnoviamo la proposta di un ministero ad hoc, e di una politica che guardi verso questa direzione, per noi non procrastinabile.”
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana e candidata alla Camera nel collegio Plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena
Sen. Roberto Berardi, segretario Commissione Difesa, Commissario provinciale Forza Italia Grosseto e candidato al collegio plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena
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Elezioni, Baldini: l’importanza della Giustizia
Elezioni, il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “l’importanza della Giustizia“
L’approssimarsi della tornata elettorale, destinata a dare un nuovo corso all’amministrazione della Nazione, rende impellente affrontare le questioni ancora, purtroppo, irrisolte riguardanti la giustizia. Addirittura nemmeno toccate dal centro sinistra, impegnato a tenere unita una improbabile coalizione troppo eterogenea, e quindi concentrata sul paventare l’ormai trito e vieto argomento del pericolo fascista. Ancor peggio, le posizioni, condizionate dal populismo panpenalista e carcerocentrico, del M5S.
Per chi non ne fosse ancora consapevole, la Giustizia, oltre che specchio della civiltà di un Paese, è un potente volano dell’economia. Quando la giustizia viene correttamente amministrata, con tempi giusti e rispetto dei principi costituzionali, offre una affidabilità che è garanzia necessaria per l’ordinario svolgimento di ogni attività. Inoltre favorisce l’attrattività di investimenti esteri e una più favorevole valutazione delle agenzie di rating.
Questo è.
Ma alcuni sembra non lo vogliano vedere!
Avv. Eros Baldini, Responsabile Dipartimento Giustizia Forza Italia Toscana
Caro bollette, Gramigna: salvare il Made in Italy
Caro bollette, la responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana e candidata alla Camera nel collegio Plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena Antonella Gramigna: “Il nostro meraviglioso Made in Italy rischia di sparire e sarebbe un grave danno per tutti”
“L’allarme è sotto gli occhi di tutti. Avremo un autunno duro e molto difficile, annunciano i media. Saranno implicate le famiglie ma soprattutto chi possiede attività che ha già visto aumenti cospicui di spesa gas e luce in bolletta. Attività costrette a chiudere, perché impossibilitate a onorare i così alti degli aumenti di questo periodo. C’è chi si è visto aumentare la bolletta per ben 5/7 volte in più.
Cosa occorre fare? Per affrontare e risolvere una crisi di tale portata occorre innanzitutto un provvedimento urgente, immediato: la proroga e il potenziamento di tutte le misure di contrasto ai rincari che spetta all’attuale governo; in tal senso ci impegniamo da vera forza europeista, a chiedere un recovery plan solo per l’energia.
Ma serve anche altro, di più medio lungo respiro per il futuro, cioè un vero cambio di strategia energetica: zero burocrazia per tutti gli impianti, accelerata fonti autoprodotte ma anche sostegni nel breve-medio periodo, dal governo e dalla Ue”, lo afferma Antonella Gramigna, responsabile Made in Italy di Forza Italia Toscana, candidata alla Camera nel collegio Plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena.
“L’appello di Confindustria Toscana è chiaro: “servono aiuti immediati ma anche strategie per il Futuro”. Le aziende stanno chiudendo, le ricadute saranno epocali. Ecco che da una parte serve il contrasto ai rincari, dall’altra il potenziamento delle fonti autoprodotte, possibile solo con un Governo di Centro destra, viste le dichiarazioni della sinistra, quella del No.
Tutto ciò in linea con quanto prescritto dall’Europa, anche nel REPowerEU: zero burocrazia per gli impianti e sblocco completo delle rinnovabili ma anche nucleare di nuova generazione su cui l’Italia è all’avanguardia, come dimostra la ricerca al bacino del Brasimone, stralcio del Pitesai per incentivare trivellazioni e, ancora, rinnovo ed estensione degli incentivi all’efficientamento energetico per non disperdere energia a casa e sul posto del lavoro.
Oggi questo “È” il tema dei temi- prosegue Gramigna – Bisogna intervenire con celerità, perché la crisi dei prezzi è destinata a durare e ai ricatti della Russia seguiranno gli effetti della speculazione. Lo vediamo ogni giorno ai distributori di benzina, quanto incidono i rincari sui trasporti? E sulle famiglie che usano l’auto per recarsi al lavoro, o per svago? E appena arriverà il freddo, che faremo? Dobbiamo cambiare strategia ora, dando risposte concrete, per salvaguardare il tessuto produttivo e sociale. Il nostro meraviglioso Made in italy rischia di sparire e sarebbe un grave danno per tutti “, conclude Gramigna
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana e candidata alla Camera nel collegio Plurinominale Livorno, Arezzo, Grosseto e Siena
Scuola: programma per un Governo di Centrodestra
La responsabile del Dipartimento Scuola di Forza Italia Toscana Rita Pieri, insieme alla Responsabile Dipartimento Università Elisa Amato: ““PER L’ITALIA”, accordo quadro di programma per un Governo di Centrodestra.“
“PER L’ITALIA”, accordo quadro di programma per un Governo di Centrodestra.
Programma serio, innovativo, realizzabile; tutti temi decisivi per il futuro del nostro Paese e in grado di dare risposte concrete anche alle nuove emergenze.
Argomenti che vanno dalla politica estera al lavoro fino al fisco e alla sicurezza senza tralasciare aspetti fondamentali per la crescita del paese come il sostegno alla famiglia e alla natalità (Punto 5) e Scuola, Università e Ricerca (Punto 14 ).
Per questo ultimo punto è importante evidenziare come la scuola ha la necessità di ritrovare la sua forza e la sua priorità nella dimensione educativa e formativa necessaria per i nostri giovani. Rinnovamento della scuola che deve partire dalle esigenze formative e che punti alla valorizzazione delle loro predisposizioni e non ad una impostazione uguale per tutti che porterebbe ad aumentare la dispersione(scuola che accolga tutti e valorizzi ogni individualità puntando sulla centralità del rapporto docente-studente).
Se deve esserci un cambiamento questo deve passare necessariamente attraverso la scuola che deve formare e istruire davvero: i giovani sono il nostro futuro ed è necessario investire su loro facendoli sentire importanti.
Forza Italia da sempre si è impegnata per raggiungere tali obiettivi attraverso anche il lavoro incessante e puntuale della nostra Responsabile Nazionale Onorevole Valentina Aprea.
Anche il nostro Presidente Berlusconi interviene rilanciando il Liceo breve, ovvero un ciclo di studio di 4 anni e le lauree brevi. Un tema fondamentale per garantire ai nostri ragazzi la possibilità di affacciarsi al mondo del lavoro quanto prima possibile. La riforma degli Ordinamenti Scolastici ed Accademici in tal senso è da sempre uno dei principali obiettivi di Forza Italia ed è stata già presentata una Proposta di Legge che va in questa direzione e che prenderà vita con il prossimo governo.
Alla luce di tutto ciò, FI si impegnerà a :
- Rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico
- Piano per l’eliminazione del precariato del personale docente e investimento nella formazione e aggiornamento dei docenti
- Ammodernamento, messa in sicurezza, nuove realizzazioni di edilizia scolastica e residenze universitarie
- Valorizzazione e promozione delle scuole tecniche professionali volte all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro
- Allineamento ai parametri europei degli investimenti nella ricerca
- Incentivare i corsi universitari per le professioni STEM
- Maggiore sostegno agli studenti meritevoli e incapienti
- Riconoscere la libertà di scelta educativa delle famiglie attraverso il buono scuola
- Favorire il rientro degli italiani altamente specializzati attualmente all’estero.
Inoltre, senza dimenticare l’importanza dell’incremento degli organici del Personale ATA per tutti gli ordini e gradi di scuola particolarmente per gli effetti derivanti dai processi di razionalizzazione e comprensivizzazione. Altro elemento importante sarà garantire dignità salariale a tutto il personale scolastico e in particolare ai docenti( i docenti italiani sono fra quelli meno pagati in Europa!!!).
Rita Pieri, Responsabile Dipartimento Scuola e Formazione Forza Italia Toscana
Elisa Amato Responsabile Dipartimento Università e Formazione Professionale Forza Italia Toscana
Puccinelli: sanità toscana in difficoltà
il Responsabile Dipartimento Sanità provinciale di Pisa di Forza Italia Marco Puccinelli: “sanità toscana in difficoltà”
Prendo spunto dalla slide del consigliere regionale di Forza Italia Marco Stella, per mettere alla luce le difficoltà di questa amministrazione regionale, per quello che riguarda la sanità. Per anni, durante il ventennio dell’assessore alla sanità e poi Governatore Rossi, abbiamo assistito ad un impoverimento delle risorse investite nel comparto sanitario con la riduzione degli ospedali periferici, riduzione dei posti letto in quelli rimasti, una riduzione del personale sanitario, dai medici agli infermieri e al personale oss (operatori sanitari).
Purtroppo la sinfonia con la nuova giunta del governatore Giani, non è cambiata: abbiamo assistito ad una difficoltà organizzativa durante tutta la fase della pandemia con il tracciamento dei positivi, per non parlare delle prime vaccinazioni anti covid, con quelle incresciose piattaforme di prenotazione.
Purtroppo le magagne di questa amministrazione non si sono fermate all’emergenza del covid, abbiamo più volte assistito alla mancanza di copertura dei turni notturni delle guardie medica delle zone periferiche nel nostro territorio, durante tutto il periodo estivo. Alcuni colleghi di Medicina generale si sono adoperati, oltre il loro orario di lavoro, coprendo orari dalle 20 alle 23, in modo da evitare un ulteriore carico il pronto soccorso più vicino.
Siamo arrivati al periodo delle agognate ferie e la mancanza dei giovani Colleghi, che una volta facevano a gara per sostituire i medici di famiglia, sono eclissati, non ci sono disponibilità, vuoi perchè impegnati in specializzazioni, vuoi perchè arruolati nelle UCA (ex USCA), vuoi per la mancanza del progetto universitario con il numero chiuso alla facoltà di medicina e chirurgia. Ebbene ci siamo organizzati con i Colleghi che lavorano nello stesso comune e ci sostituiamo a vicenda, naturalmente con gravi difficoltà organizzative e logistiche. Assistiamo veramente ad un fallimento della medicina territoriale, se penso ai medici che lavorano da soli, senza forme associative che non possono addirittura ammalarsi perchè non riescono a trovare un sostituto.
Occorre quindi rivedere tutto il sistema della medicina territoriale, ampliare l’associazionismo tra i vari medici di medicina generale, con le varie forme, case della salute, case di comunità, che possano dare una risposta ai cittadini, ma soprattutto agevolare il lavoro di questi professionisti. E’ importante a mio avviso, in questo momento storico agevolare il professionista, non deve essere oberato dalla “burocrazia”, con nuove regole sulle prescrizioni dei farmaci, che fanno altro che aumentare il tempo trascorso sul computer, togliendo minuti preziosi allo svolgimento dell’arte medica, ascoltare,visitare e fare la diagnosi della patologia del paziente.
Occorre sicuramente rivedere e aumentare il numero degli iscritti alla facoltà di medicina e chirurgia, (se si pensa che nel 2021 i posti disponibili erano 15 mila circa, su tutto il territorio nazionale), pensare a programmi di formazione per i medici iscritti al corso di MMG di eseguire in modo più assiduo il tirocinio pratico, affiancando il medico titolare durante l’orario ambulatoriale e visite domiciliari e pure durante le ore notturne nei presidi di guardia medica.
Marco Puccinelli, Responsabile Dipartimento Sanità provinciale di Pisa – Forza Italia
Scuola, Amato: Calenda vuole azzerare la formazione tecnica
Scuola, la responsabile del Dipartimento Università e formazione professionale di Forza Italia Toscana Elisa Amato: “Calenda vuole azzerare la Formazione Tecnico-Professionale”
Il Segretario di Azione, Carlo Calenda, per quanto riguarda il settore scuola, propone che: “Tutti i ragazzi di qualunque condizione sociale devono fare il Liceo. Gli studi professionali e tecnici devono essere rinviati a dopo”.
Semplicemente aberrante e pone in evidenza come lo stesso non ha né conoscenze né competenze in merito.
Forse non sa che gli studenti scelgono il prosieguo degli studi dopo un percorso orientativo lasciando a loro stessi e alle loro famiglie la libera scelta.
Tutti gli istituti scolastici mettono i ragazzi in grado di avere le competenze necessarie per affrontare il loro percorso di vita e non può essere una forza politica a decidere per loro.
Inoltre, tale proposta offende tutti i dirigenti scolastici, i docenti e gli studenti che frequentano istituti diversi.
Azzerare la formazione professionale apporterebbe un aumento della dispersione scolastica e annullerebbe l’istruzione e la Formazione Professionale delle Regioni.
Il successo formativo si raggiunge esclusivamente con una pluralità di percorsi che consentano di raggiungere pari dignità educativa e culturale.
Come Forza Italia continueremo a portare avanti le idee alle quali crediamo fermamente per i giovani e per il sistema.
Come afferma anche nostra Deputata Valentina Aprea ,Responsabile Nazionale del Dipartimento Istruzione, da sempre siamo impegnati a realizzare anche in Italia un vero Vet System (Vocational Education and Training) per garantire attraverso le qualifiche e i diplomi professionali di 1,2,3 livello figure professionali molto richieste dal mondo del lavoro che attualmente la Scuola non prepara. In tal modo si afferma un’alternanza formativa autentica tra mondo della scuola e delle imprese non solo nell’età evolutiva ma in tutte le fasi della vita.
Elisa Amato, Coordinatore comunale Forza Italia Livorno
Coordinatore Dipartimento Università e Formazione Professionale FI Regione Toscana
Gramigna: Pistoia investe nel Made in Italy
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “una Pistoia che crede ed investe sulla qualità data dal nostro Made in Italy-Tuscany”
Oggi, più che mai, con una globalizzazione che ha reso la qualità dei prodotti assai inferiore, si deve intervenire con forza, e maggiore identità, perchè si possano vedere le nostre capacità in prima linea, nel nostro territorio, con meno ingerenze di mercati di basso livello, e riqualificazione dei mercati in generale.
La dequalificazione dell’offerta merceologica ha reso più povera anche l’attrattiva del mercato bisettimanale, oggi di bassa qualità. Ciò non avvicina certo l’interesse di chi crede ancora nella moda come immagine e qualità italiana.
“Tante sono state le sollecitazioni pervenute dal settore commerciale del centro storico, e non solo, anche da attività produttive di livello, in questi ultimi anni “ dice la responsabile dipartimento regionale FI Made In Italy Antonella Gramigna “ le richieste riguardano la riqualificazione delle aree pedonali, una maggiore qualità merceologica e di recupero di quella artigianalità che contraddistingue il Made In, anche nelle periferie. Su questo tema sono spesso intervenuta, anche presentando tramite il mio gruppo consiliare politico di riferimento, una mozione in tal senso, approvata come in altri comuni toscani, all’unanimità”.
Durante la recente campagna elettorale, proprio in tal senso, è stato organizzato dalla candidata FI-UDC lista “Sempre più Pistoia”, Avv. Eleonora Scarpelli, un incontro proprio su questo tema assieme ad una rappresentanza dei commercianti del centro, ed a Antonella Gramigna, che segue da vicino le istanze di questo importante settore.
Il Sindaco Tomasi, oltre ad aver inserito alcune proposte della suddetta mozione approvata nel programma dei prossimi cinque anni, ha accolto alcune sollecitazioni ed idee dai presenti, ed espresso la volontà di azioni concrete per riportare in centro e nelle periferie qualità, per preservare il Made In italy, patrimonio da tutelare, ed anche per maggiore attrattiva turistica ed investimenti economici nella nostra città.
“Nel programma del Sindaco Tomasi, e di ciò ringrazio, è compresa la parte che riguarda proprio alcuni propositi della mozione approvata: recupero delle botteghe artigiane, di un mercato di qualità, e di fiere dedicate esattamente alla bellezza del nostro patrimonio culturale e manifatturiero, nonché tutta la enogastronomia di cui siamo qualitativamente capaci.”
Anche l’avv. Eleonora Scarpelli assicura che il suo impegno ( anche da non eletta) proseguirà : “ Sarò al fianco della responsabile dipartimento Antonella Gramigna, ed assieme con il Sindaco, con l’assessore di riferimento, ed con i nostri neoeletti consiglieri comunali, per promuovere proposte in tal senso, perché Pistoia possa venire vissuta in primis dai cittadini come luogo di grande valore artigianale, e di bellezza ”.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: Il Made in Italy al 4 posto
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Il Made in Italy al 4 posto. Fa passi avanti, ma serve altro. Cosa? Crederci ( politicamente) di più”
Il Made in italy, un valore imprescindibile, che necessita di sostegno e soprattutto di promozione. Cosa si fa per questo? Molto poco.
Una recente ricerca di The European House-Ambrosetti evidenzia che, nonostante gli sforzi e il tanto sbandierare questa nostra grandissima qualità, non riusciamo a difendere all’estero la specificità, e quindi il business, del made in Italy alimentare.
Le vendite all’estero di prodotti ottenuti dalla filiera agroalimentare , dobbiamo darne merito, e lo dobbiamo ai tanti nostri imprenditori capaci, hanno registrato nel 2021 un giro d’affari alto, 50,1 miliardi di euro, mai stato così, segnando una crescita media nell’ultimo decennio del 5,5% e chiudendo la stagione con un saldo positivo di 3,3 miliardi di euro.
Ma pur brindando a questo risultato, e pur facendo la differenza di altri paesi, avendo un ricco paniere di proposte enogastronomiche, da nord a sud, il nostro Bel Paese si trova al quinto posto nel ranking dei Paesi europei esportatori di prodotti agroalimentari, scivolando in sesta posizione tra i 10 top exporter per incidenza delle esportazioni agroalimentari sul totale dell’export nazionale.
Tra le criticità che si vedono e costituiscono la base di questo ritardo, alcune sottolineate dalla ricerca (presentata al forum La Roadmap del futuro per il food&beverage) vi sono la sicuramente la dipendenza del nostro Paese da alcune materie prime agricole, come ad esempio i cereali, una imprenditoria media frammentata in tante piccole realtà, quindi più fragili economicamente rispetto ad altre catene più grandi, che oggi rappresenta il 92,8% del totale e genera solo il 13,2% dei ricavi globali, ma soprattutto ciò che mina fortemente il settore è il fenomeno dell’ Italian Sounding.
Come Forza Italia in UE tanto lo abbiamo contrastato grazie ad Antonio Tajani, di cui ho già parlato in precedenza, perché indebolisce fortemente il posizionamento estero dei prodotti italiani, sostituendoli con copie di prodotti Made in Italy.
In alcuni Paesi la quota di referenze “Italian Sounding” nei punti vendita della grande distribuzione è scandalosa: in primis, il Giappone (70,9%), seguito a brevissima distanza dal Brasile (70,5%), mentre in Europa il dato maggiore è stato riscontrato in Germania (67,9%). A livello di prodotti, i più imitati sono ragù (61,4%), parmigiano (61,0%) e aceto balsamico (60,5%).
Sommando il valore dell’Italian Sounding dei prodotti alimentari monitorati, si stima un fatturato di 10,4 miliardi di euro, il 58% in più rispetto a quanto generano complessivamente gli stessi prodotti veramente italiani.
Partendo da questi risultati e correlandoli con il valore dell’export di riferimento a questi prodotti, si ottiene un moltiplicatore dell’ Italian Sounding pari a 1,58 che, applicato su larga scala internazionale, fa emergere come questo fenomeno da solo possa giungere a valere 79,2 miliardi di euro. Sommando, quindi, questa cifra al dato effettivo delle esportazioni, l’Italia (idealmente) andrebbe ad incassare dal commercio oltreconfine dei suoi prodotti agroalimentari, ben 129,3 miliardi di euro.
Ecco che la mancata difesa del Made in Italy alimentare, ma allargherei anche ad altri settori, porta a 79 miliardi di euro e più di mancato business. Quindi di mancata economia, lavoro, investimenti.
Quanto ancora ci vorrà per comprendere il valore di questo nostro settore? Quanto ancora per porre sotto la lente l’importanza della promozione Made In come valore culturale ed economico? Le varie proposte fatte ad oggi sono risultate poco ascoltate, bisogna sostenere le aziende, specie quelle medio piccole, con politiche attive, giuste e solidali al Made in, perchè altrimenti verremo fagocitati dal finto prodotto italiano che, a quanto pare, rende maggiormente.
Rinnovo la proposta di un ministero ad hoc, e di una politica che guardi verso questa direzione, per noi non procastinabile.
Non è più tempo di errori, adesso servono fatti concreti.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: Grillo e gli insetti nei piatti dei bambini
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Insetti, larve e locuste nei piatti dei nostri bambini? No grazie”
La Dieta Mediterranea, tanto importante proprio perchè bilanciata, oltre ad essere patrimonio immateriale dell’UNESCO, fa parte della nostra antica cultura italiana.
Il Made in Italy riguarda anche la nostra dieta mediterranea, che è un insieme di principi e modelli che mettono a sistema tradizioni, innovazione, ecologia integrale e sviluppo sostenibile, e si fonda oltre ai principi di buona salute, nel rispetto per il territorio e la biodiversità, garantendo la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura del nostro Paese.
La premessa per denuncia forte contro la “ricetta” di Beppe Grillo: “Usiamo gli insetti nei menù delle mense scolastiche”.
E’ sul blog del fondatore del Movimento 5 stelle che si parla di un progetto già avviato nel Regno Unito, quello di introdurre locuste, larve e grilli nell’alimentazione dei bambini delle elementari.
“Insetti che rappresentano un’alternativa alle proteine tradizionali presenti nella carne e nella soia, che fanno anche bene al pianeta, perchè questa intriduzione nella nostra dieta potrebbe contribuire a ridurre i 64 milioni di tonnellate di anidride carbonica emesse ogni anno dalla produzione e dal consumo di prodotti a base di carne” sottolinea il grillino, di nome e di fatto.
Lidea è quella di ” compattare” in un prodotto chiamato VeXo, combinazione di grilli, larve, locuste, cavallette, bachi da seta, vermi della farina, mescolati a proteine vegetali da mettere nel piatto degli scolari, tra i 5 e gli 11 anni, che frequentano le scuole primarie.
Obiettivo della ricerca: scoprire come si pongono i bambini nei confronti delle questioni ambientali e se queste influiscono sulla loro maniera di mangiare.
“Ma veramente- come afferma l’On. Raffaele Nevi, Dipartimento Agricoltura- questa follia di Beppe Grillo, potrebbe venir inserita anche nelle nostre scuole?”
Grillo, così facendo, vanifica gli sforzi che da sempre Forza Italia sta facendo per tutelare la salute umana, ed allo stesso tempo, salvaguardare la fliera importante dei nostri prodotti italiani.
Autentici, di qualità, di bontà.
Il Made in Italy alimentare, enogastronomico, è una vera eccellenza riconosciuta ovunque nel mondo, e come tale va sostenuta e protetta. Ed anche promosa, attraverso un sistema di filiera istiutuzionale che possa sostenerla nelle sedi decisionali.
Un Osservatorio, il riconoscimento di un marchio, che dia l’indicazione di provenienza, regole precise nonchè sostegni e promozione alla PMI del settore Made in Italy, sono i primi passi verso la trasparenza e l’autenticità di prodotti della nostra terra, e di contrasto alla manipolazione, proposta che da tempo ho trasmesso a chi di competenza, oggi più che mai occorre.
L’Italia è ricca di alimenti, di bontà e genuinità, non occorre andare a pescare larve, insetti o locuste, per metterli nei piatti dei nostri bambini, basta solo educarli alla sana dieta mediterranea, fatta di cose semplici ed autentiche.
Ancora una volta la follia grillina per affondare l’Italia e le peculiarità, le sue bellezze.
Ancora una volta la minaccia alle nostre imprese, di alto valore.
La nostra eccellenza italiana non si tocca!
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Referendum, Baldini: senza dubbio 5 Sì
Referendum, il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “senza dubbio 5 Sì“
Il 12 giugno, dalle ore 7 e alle ore 23, oltre 51 milioni di italiani con più di 18 anni di età dovranno esprimere la propria opinione su cinque quesiti , assai tecnici, che chiedono l’abrogazione, cioè l’annullamento, di alcune norme sul funzionamento dell’ordinamento giudiziario. Come previsto dalla Costituzione, per essere ritenuto valido il voto per ogni singolo quesito dovrà raggiungere il quorum, ossia dovrà partecipare alla votazione almeno la metà più uno degli aventi diritto.
Primo quesito: incandidabilità per i politici condannati
In Italia, chi è condannato in via definitiva per alcuni gravi reati penali non può candidarsi alle elezioni, né assumere cariche pubbliche e, se è già stato eletto, decade. Coloro che sono eletti in un ente locale, come i sindaci, sono invece automaticamente sospesi dopo la sentenza di primo grado (quindi non in via definitiva, dato che nel nostro ordinamento sono garantiti tre gradi di giudizio).
Vogliamo che sia l’incandidabilità per i condannati in via definitiva, sia la sospensione per gli eletti in enti locali, non siano più automatiche ma decise da un giudice caso per caso.
La legge vigente penalizza gli amministratori locali che vengono sospesi senza condanna definitiva, esponendoli alla pubblica condanna anche nel caso in cui si rivelino poi innocenti.
Secondo quesito: limitazione delle misure cautelari
Le misure cautelari sono provvedimenti – decisi da un giudice – che limitano la libertà di una persona sotto indagine (quindi non ancora condannata). Alcuni esempi sono la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari o il divieto di espatrio. Oggi, può essere applicata solo in tre casi: se c’è il pericolo che fugga, che alteri le prove oppure che continui a ripetere il reato.
Se vince il “sì”, viene eliminata la ripetizione del reato dalle motivazioni per disporre misure cautelari. Rimangono il pericolo di fuga e di alterazione delle prove.
E’ evidente come oggi vi sia un abuso delle custodie cautelari e si mettano spesso in carcere persone non condannate, in violazione del principio della presunzione di innocenza. Il pericolo di ripetizione del reato è infatti la motivazione più frequente per disporre una custodia cautelare. Negli ultimi trent’anni, circa 30 mila persone sono state incarcerate e poi giudicate innocenti e ancora oggi un terzo dei detenuti è in carcere perché sottoposto a custodia cautelare.
Terzo quesito: separazione delle carriere nella giustizia
In realtà il quesito è mal posto, perché dovrebbe correttamente parlarsi di separazione delle funzioni, poiché nel corso della loro vita, i magistrati italiani possono passare più volte dal ruolo di pubblici ministeri (cioè coloro che si occupano delle indagini insieme alle forze dell’ordine e svolgono la parte dell’accusa) al ruolo di giudici (cioè coloro che emettono le sentenze sulla base delle prove raccolte e del contraddittorio tra l’accusa e la difesa).
Il disegno è di prevedere che i magistrati debbanono scegliere, all’inizio della loro carriera, se svolgere il ruolo di giudici oppure di pubblici ministeri, per poi mantenere quel ruolo per tutta la vita.
La separazione delle carriere certamente garantirebbe una maggiore imparzialità dei giudici, ma già così sarebbero slegati per attitudini e approccio dalla funzione punitiva della giustizia che appartiene ai pubblici ministeri. In altre parole, il fatto che una persona che per qualche anno si abitui ad “accusare” e poi venga messa nella posizione di “giudicare”, non sarebbe una condizione ideale per il sistema democratico.
Quarto quesito: elezione del Consiglio superiore della magistratura
Il Consiglio superiore della magistratura è l’organo di autogoverno della magistratura, con lo scopo di mantenerla indipendente rispetto agli altri poteri dello Stato. È composto da 24 membri, eletti per un terzo dal Parlamento e per due terzi dai magistrati. Oggi, per candidarsi, è necessario presentare almeno 25 firme di altri magistrati a proprio sostegno. Queste firme, oggi, sono spesso fornite col supporto delle varie correnti politiche interne alla magistratura.
In caso di vittoria del “sì” non sarà più necessario trovare queste firme, ma basterà presentare la propria candidatura.
In questo modo i magistrati potrebbero sganciarsi dall’obbligo di trovare accordi politici e dal sistema delle correnti, così da premiare il merito piuttosto che l’adesione politica. Si limiterebbe anche la lottizzazione delle nomine, cioè la spartizione delle cariche tra i diversi orientamenti politici.
Quinto quesito: valutazione dei magistrati
In Italia, i magistrati vengono valutati ogni quattro anni sulla base di pareri motivati, ma non vincolanti, dagli organi che compongono il Consiglio superiore della magistratura e il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione. In questi organi, insieme ai magistrati, ci sono anche avvocati e professori universitari di diritto, ma soltanto i magistrati possono votare nelle valutazioni professionali degli altri magistrati.
Accade sistematicamente che nessun giudice critichi un collega e le valutazioni siano positive. L’avanzamento di carriera in pratica avviene non per meriti, ma solo per anzianità.
Questa riforma renderebbe la magistratura meno autoreferenziale e la valutazione dei magistrati più oggettiva perché anche avvocati e professori universitari avrebbero il diritto di valutare l’operato dei magistrati.
Purtroppo I sondaggi politici rivelano che pochi italiani sanno che ci sarà un referendum sulla giustizia il 12 giugno o meglio: secondo Ipsos il 56% degli intervistati è a conoscenza del fatto che ci sia un referendum, però i più ne ignorano il tema. Questo è l’evidente frutto di una mirata e preordinata campagna di disinformazione tesa a provocare il naufragio dei referendum.
Che in ogni caso avrà almeno il merito di aver attirato l’attenzione su un tema di scottante attualità che vede, a causa dello strapotere della magistratura, non solo il superamento dei limiti costituzionalmente imposti, ma un serio pericolo per il buon andamento della democrazia.
Quindi, tutti a votare SI, con l’auspicio del raggiungimento del risultato ma con la consapevolezza di inviare un forte segnale di necessità di cambiamento.
Cari Signori, non si scherza, si parla di uno dei cardini del sistema democratico: La Giustizia!
Avv. Eros Baldini, Responsabile Dipartimento Giustizia Forza Italia Toscana
Gramigna: crisi del lavoro o dell’impegno lavorativo?
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “crisi del lavoro o dell’impegno lavorativo? Il reddito di Cittadinanza va cambiato in sostegno serio e che serva da passaggio verso il mondo del lavoro”
Crisi del mondo del lavoro o crisi dell’impegno lavorativo? Interroghiamoci su questo, senza paraocchi, perchè se da una parte si scende in piazza, e giustamente, per rivendicare il diritto ad una occupazione che sia degna e dia stabilità, dall’altra ci sono settori, come la ristorazione, il turismo, i pubblici esercizi che non trovano personale intenzionato ad impegnarsi. Giovani e meno, che rinunciano ad una assunzione, per non perdere il sussidio.
Colpevole il reddito di cittadinanza? In molti casi si. A rischio di sembrare impopolare, ritengo che questo sussidio a pioggia ( perchè così è) abbia creato danni non pochi.
Certamente, esistono famiglie, e fasce di persone che ne hanno tutto il diritto, e che con questa misura si sono sentiti un pò sollevati, ma non tutti ne avevano diritto, e comunque non con questa modalità. Diciamolo. Senza pura.
Serve un welfare inclusivo, che sia accanto a chi ha bisogno, ma anche un welfare attento e coraggioso, scrupoloso e indirizzato verso le fragilità sociali, come giusto. A causa dei ” furbetti” sono proprio queste fasce di popolazione a subirne le conseguenze con meno aiuti.
Il reddito di Cittadinanza va cambiato in sostegno serio e che serva da passaggio verso il mondo del lavoro, con formazione e successivo inserimento.
Nei primi tre anni di Reddito e Pensione di Cittadinanza la somma erogata si aggira a quasi 20 miliardi di euro a 2 milioni di nuclei per un totale di 4,65 milioni di persone. Ma non è servito come misura per l’avvio al lavoro. Tutt’oggi la gran parte degli “aventi diritto” risultano ancora in carico.
L’ennesima controprova che la misura è utile per contrastare la povertà ma inefficace nel combattere la disoccupazione arriva dall’analisi longitudinale dei beneficiari del Reddito di cittadinanza che ha evidenziato in percentuale che su 100 soggetti beneficiari del Rdc, quelli “teoricamente occupabili” sono poco meno di 60.
Di questi: 15 non sono mai stati occupati, 25 lo sono stati in passato, e meno di 20 sono ready to work ovvero hanno una posizione contributiva recente, in molti casi con NASpI e part-time. In sintesi i beneficiari del reddito sono in gran parte lontani dal mercato del lavoro.
La guardia di Finanza di Vicenza, tanto per dirne una, ha scoperto 21 presunti casi di illecita percezione di Reddito di cittadinanza, con il recupero di 205.000 euro indebitamente percepiti. (Come li recuperi? Impossibile) Ecco che arriva l’ennesima dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, che il RdC, così com’è, non funziona, si presta a troppe falle nelle quali si insinuano furbetti, e in troppi casi non va a chi ne ha davvero bisogno.
Cosa serve quindi? Una misura diversa, che vada verso CHI assume. Da sempre cavallo di battaglia di Forza Italia.
Sgravi fiscali, meno tasse, più incentivi e formazione. Formazione seria.
Ritengo sia urgente una profonda revisione di questo istituto, dedicando questo sussidio a chi vive davvero sotto la soglia di povertà, e destinando il cospicuo resto a disposizione delle imprese per finanziare assunzioni di lavoratori.
Assumere è una via decisamente molto più virtuosa di un reddito di cittadinanza fine a se stesso, come abbiamo visto, per aiutare chi cerca volonterosamente un lavoro dignitoso per vivere e mantenere sé e la sua famiglia.
Questo rilancerebbe di gran lunga il mercato del lavoro e permetterebbe a tante imprese del Made in Italy di non fuggire.
Un cambio che va fatto presto, subito, senza indugi.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: Catalent fugge a Londra, persi 160 milioni
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Catalent fugge a Londra, persi 160 milioni di dollari e tantissimi posti di lavoro”
Burocrazie a tempi di risposta elefantiaci fanno fuggire Catalent a Londra, così il Made in Italy perderà il polo vaccini nel Lazio. Oltre a 160 milioni di dollari, e tantissimi posti di lavoro.
La notizia arriva deflagrante, a causa delle lungaggini burocratiche legate alle autorizzazioni ambientali, necessarie alla Catalent per realizzare otto bioreattori nel proprio stabilimento ad Anagni, in provincia di Frosinone, la multinazionale farmaceutica ha ormai deciso di spostare l’investimento importante, che avrebbe dato un grande valore al nostro Pese, nel Regno Unito.
E così, i farmaci anti-Covid verranno così prodotti nell’Oxfordshire, luogo nel quale l’azienda investirà 160 milioni di dollari, e dove realizzerà anche un centro di ricerca d’eccellenza per la formazione di alte professionalità nel mondo dell’industria del farmaco.
Era in progetto la collaborazione con le Università di Cassino e Roma, invece sarà assicurata al Regno Unito.
Il ministero della Transizione ecologica e la Regione Lazio, che per oggi ha convocato un tavolo, stanno cercando di recuperare, ma ormai è tardi e un’eventuale sburocratizzazione sarà utile soltanto a evitare che si ripetano altre fughe come quella del colosso statunitense. Un anno di attesa è troppo in un settore in cui, nel giro di alcuni mesi, un prodotto è già superato. Nel 2021 la Catalent annunciò il potenziamento dello stabilimento di Anagni.
“In Europa c’è carenza di bioreattori per farmaci biologici – questa la dichiarazione del manager Mario Gargiulo – l’idea era quella di pensare ad Anagni come luogo adatto per realizzare a partire dal 2023, due bioreattori monouso da duemila litri e poi con altri sei, per arrivare a 16 mila litri di capacità produttiva, per poter essere utile in emergenze sanitarie come il Covid-19”.
Ma in Italia c’è ancora troppa burocrazia e tempi i risposta lunghissimi, che di fatto frenano gli investimenti e le imprese a produrre , come questa multinazionale che ha sede in un’area inserita nel Sito di interesse nazionale della Valle del Sacco, dove per ogni intervento occorre stabilire se vi è contaminazione del suolo e delle falde acquifere, a causa dei veleni sparsi per anni nell’ambiente da industrie della zona di Colleferro.
L’ok è arrivato pochi giorni fa, esattamente dall’Agenzia di protezione ambientale, che ha comunicato al Ministero della Transizione ecologica che l’area di interesse da parte dell’azienda, non era inquinato.
Ma qui si è fermato tutto, perchè a causa di carenza personale, e di strutture non efficienti, per una pratica occorrono anche tre anni, motivo per cui, la multinazionale ha deciso di fuggire via.
Catalent vola a Londra, e lì darà vita al Vaccine manufacturing and Innovation center.
Il nostro Made in Italy si trova di fatto depauperato involontariamente dell’occasione di veder crescere una azienda tutta italiana, che già infiala ad Anagni i vaccini di Astrazeneca e Johnson & Johnson e anche quella della creazione di 100 posti di lavoro. Così come tre anni fa è sfumato l’investimento da 50 milioni di euro della Acs Dobfar, sempre ad Anagni.
Le multinazionali, lo sappiamo bene, non hanno tempo e voglia di star dietro a così tanta e farraginosa burocrazia, perché fanno impresa, non beneficenza, tantomeno dopo due anni di attesa per poter dar inizio a questo progetto importante.
Lo scaricabarile di responsbilità è evidente, come evidenti sono anche i problemi dei diversi enti coinvolti, che fino ad oggi non sono riusciti a demolire un sistema burocratico che sta danneggiando pesantemente l’economia.
Sono già diverse le aziende che si trasferiscono per l’eccessivo peso di una lentezza nelle risposte che, pur essendo opportune e legittime, a tutela del nostro patrimonio ambientale ( come in questo caso) andando così a privare l’Italia, ed il nostro Made In, di settori importanti e indotti altrettanto considerevoli, facendo così risaltare Paesi esteri.
Le regola vanno cambiate, così si rischia di proseguire nelle fughe fuori dall’Italia, che renderanno tutti noi più poveri e senza più attrattiva di investimenti, con conseguenza di una economia sempre più fragile, e perdita posti di lavoro.
Una Governance collaborativa e partecipata, oltre ad una Task force dedicata a livello governativo, per certi tipi di investimenti, potrebbe essere la proposta da avanzare.
Come in precedenza asserito, la richiesta di un vero e proprio Ministero Made in Italy potrebbe prevedere anche questa importante sezione dedicata alle grandi multinazionali che intendono risiedere nel nostro Paese, dando così luce e visibilità mondiale, oltre a posti di lavoro.
Mai più fughe per inefficienza tutta italiana. Mai più perdita di economia a causa di sistemi farraginosi e massimante burocratici.
Il nostro Made in Italy deve venir salvaguardato, perchè è il nostro grande valore, tutto italiano.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Made In, Gramigna: quanto verrà penalizzato dalla guerra?
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Quanto la guerra penalizzerà il Made in?”
È una guerra terribile, a prescindere. ma non si può non buttare un occhio, e direi più di uno, sulla guerra che si combatte anche sui mercati.
Quella del vino, ad esempio, che sacrifica alle sanzioni le bottiglie extra lusso, con un valore superiore ai 300 euro per articolo. Il conflitto Russia-Ucraina di fatto pone una seria ipoteca sull’export italiano, anche nel mondo del Vino.
Secondo un rapporto di Nomisma Wine Monitor, nel 2021 la Russia ha importato 345 milioni di euro di vino “made in Italy”, facendo del nostro Paese il suo primo fornitore. Anche l’Ucraina ha importato vino italiano per 56 milioni di euro.
Ma la guerra in corso rischia di mettere a reale repentaglio l’economia del mondo vitivinicolo che per l’Italia vale 400 milioni di euro.
Il nostro Paese risulta essere il primo fornitore delle due principali nazioni coinvolte nel conflitto, prima persino di competitor prestigiosi come Francia e Spagna, perché da un’analisi attenta, si evidenzia che la sofferenza maggiore riguarda l’Asti spumante.
Ma la nota dolente non si ferma qui: nel nuovo pacchetto di sanzioni comminato alla Russia, appena varato dal Consiglio europeo, c’è ( ahimè) anche il vino. Sanzioni che sanciscono lo Stop alle spedizioni verso Mosca di bottiglie sopra i 300 euro per unità.
In attesa di ulteriori chiarimenti, sul termine “unità”, cioè se per valore complessivo intende la singola bottiglia oppure la cassa da 6, si tratta comunque di un provvedimento che ha nel mirino soprattutto la sospensione delle forniture di beni di lusso per gli oligarchi.
Per l’export italiano si aggiunge, quindi, una ulteriore débâcle in un periodo abbastanza già molto provato dalla pandemia.
Anche la progressiva e consistente svalutazione del rublo, che ha perso già oltre il 50% del suo valore, costringe le aziende che operano sul mercato russo a una revisione delle trattative contrattuali. Aziende Made in Italy, legate al settore arredamento, moda, ed enogastronomia, che negli ultimi anni avevano scommesso molto su questi due Paesi oggi in conflitto, si vedono diminuire entrate, a fronte di salassi per aumento gas, elettricità e materie prime.
La Coldiretti denuncia la caduta di un intero settore: “L’agroalimentare – dice l’associazione di categoria – è, fino ad ora, il settore più duramente colpito direttamente dalle sanzioni che hanno azzerato le esportazioni in Russia dei prodotti made in Italy presenti nella lista nera come salumi, formaggi e ortofrutta, senza risparmiare le specialità, dal Parmigiano Reggiano al prosciutto di Parma, per citarne solo alcune”.
Il Made in Italy, lo ripeto da tempo, è qualcosa di unico al mondo non soltanto per la qualità, il design, la bellezza e l’innovazione tecnologica dei suoi prodotti, ma anche per la capacità di reiventare e riproporre continuamente in chiave moderna innumerevoli beni tradizionali con il loro straordinario patrimonio di cultura e storia. Capacità dovuta a preparazione, qualità innovativa, formazione accurata.
È anche qualcosa di unico per la struttura peculiare del suo sistema produttivo orientato all’export, basato soltanto in minima parte su grandi settori e costruito invece su numerose “nicchie” e filiere di dimensioni medie e medio-grandi, molte delle quali leader a livello internazionale, con un attivo commerciale complessivo con l’estero in tale anno di 63 miliardi di dollari.
Per anni, il dibattito in Italia si è sterilmente concentrato sul tema se “piccolo” fosse bello oppure no. Cioè, se le piccole realtà che sono grandi per il nostro Made in di qualità non fossero paragonabili ai grandi marchi.
La attenta analisi dei mercati, e delle ripercussioni sulla nostra economia Made IN, cambia la prospettiva del problema. È bello ciò che funziona e il made in Italy nella prospettiva di differenziazione dell’ export, che le piccole imprese fanno da sempre, è certamente bello. Non basterà, forse, a proteggerle dalla follia di Putin ma certamente servirà a mitigarne un po’ gli effetti.
L’imprenditoria italiana si trova oggi, con la guerra in Ucraina, ad affrontare una crisi internazionale inaspettata, ulteriore e dannosa, che sicuramente avrà ripercussioni sul mondo dell’impresa, ma di fronte a questa ennesima sfida, le aziende vogliono lanciare un messaggio di solidarietà e speranza, ma anche richiesta di sostegno e attenzione dal mondo politico, soprattutto ribadendo che per loro ” la pace è più importante dell’economia, e che sono pronte ad affrontare le conseguenze che le sanzioni alla Russia avranno sia dal punto di vista delle esportazioni che da quello dell’approvvigionamento delle materie prime e l’accesso all’energia. “
Un bel messaggio che, ancora una volta, porta l’Italia nel mondo con la sua principale peculiarità: l’Intelligenza e la qualità delle persone.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Polizia, Milone: assurdo vietare gli inseguimenti
Polizia, il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia Toscana Aldo Milone: “Circolare assurda concepita dal Dirigente del Compartimento della Polstrada della Lombardia con cui vieta ai poliziotti di effettuare inseguimenti nei confronti di chi ha commesso un reato o ha violato il Codice della Strada”
La recente circolare del Dirigente del Dipartimento della Polizia Stradale della Lombardia, d.ssa Maria Dolores Rucci, con cui invita i poliziotti a non procedere più ad un inseguimento nel caso in cui qualcuno non si fermi ad un posto di blocco, ha provocato giustamente un certo malumore nelle organizzazioni sindacali e tra gli stessi poliziotti.
Vietare un inseguimento significa dare a chi delinque la possibilità di farla franca in caso di commissione di un reato o di una violazione al Codice della Strada.
E’ veramente assurdo concepire una tale circolare, significa soltanto limitare l’attività della Stradale nella regione lombarda. A questo punto è indispensabile un chiarimento su chi ha concepito tale disposizione.
La dirigente, D.ssa Maria Dolores Rucci ha agito in maniera autonoma oppure ha avuto l’avallo del Ministero dell’Interno e quindi del Ministro Lamorgese?
Se ha agito autonomamente, la Lamorgese deve intervenire e chiedere spiegazioni in merito ed eventualmente anche sollevarla dall’incarico. Se invece ha avuto l’avallo del Ministro dell’Interno, allora la questione diventa politica ed è opportuno anche un intervento del Premier Draghi.
In un periodo storico come quello attuale non è assolutamente giustificabile tale provvedimento. Vietare un inseguimento dei poliziotti della Stradale, vuol dire essere quasi conniventi e sicuramente disarmare la stessa Polizia Stradale lombarda.
Non credo che i poliziotti abbiano accolto con favore tale circolare perchè chi entra in un Corpo delle Forze di Polizia sa perfettamente dei rischi cui va incontro.
Per concludere, prima che la situazione degeneri, come Forza Italia, facente parte di questo Governo, dobbiamo sollevare la questione e chiedere spiegazioni al Ministro dell’Interno affinchè intervenga immediatamente anche sulla Dirigente del Dipartimento della Polizia Stradale lombarda.
Aldo Milone, Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Forza Italia Toscana
Gramigna: per una Pistoia che crede nel made in Tuscany
Pistoia, la responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Una Pistoia che crede ed investe sulla qualità data dal nostro Made in Italy-Tuscany”
La città che ho in mente per il futuro è una città che investe sulla bellezza, sul suo valore e sulle opportunità turistiche, su di un artigianato di qualità, e sulla ricettività.
Sulla enogastronomia, sulla cultura e la conoscenza dei mestieri.
Una Pistoia che crede ed investe sulla qualità data dal nostro Made in Italy-Tuscany-
Oggi, più che mai, con una globalizzazione che ha reso la qualità dei prodotti assai inferiore, si deve intervenire con forza, e maggiore identità, perchèsi possano vedere le nostre capacità in prima linea, nel nostro territorio, con meno ingerenze di mercati di basso livello, e riqualificazione dei mercati in generale.
La dequalificazione dell’oferta merceologica ha reso più povera anche l’attrattiva del mercato bisettimanale, ridotta oggi ad un mucchio di stracci ( tutti uguali) di basso costo e livello. Ciò non avvicina certo l’interesse di chi crede ancora nella moda come immagine e qualità italiana.
Un “Partito è aperto” se diventa sede di ascolto e proposta, di inclusione e partecipazione.
Ecco che, avendo ascoltato e accolto le istanze di molti appartenenti al mondo delle Attività produttive, specie del ” Made In”, nonchè ambulanti, artigiani, artisti in genere, agricoltori e titolari di attività legate ad agriturismo, ciò che emerge è la mancanza di sostegno e di ascolto da parte delle Amministrazioni. Ed, inoltre, una eccessiva burocrazia nel cercare di realizzare eventi, o figure di rilievo per favorire la conoscenza delle nostre peculiarità, legate al Made in.
Inoltre, occorre pensare alla riqualificazione delle aree più lontane dalla città, le periferie come ad esempio il “quartiere Fornaci”, dove da tempo ha luogo un piccolo mercato rionale, ma di poca attrattività data da una forte carenza di frequentatori che mettono l’intera categoria in seria difficoltà, ecco che la proposta presentata dal Dipartimento Made in Italy- Tuscany, Forza Italia Toscana, ed approvata alla unanimità potrebbe colmare quegli spazi mancati con la qualità di merci e prodotti, come nuova attrattività anche da città vicine, che vedrebbero opportunità di acquisto ampie e variegate, di ampio spettro, grazie a ciò.
Resta inteso che il “modello Fornaci” proposto potrebbe venir replicato nelle altre periferie della nostra città, ma anche in quelle di città con dimensioni ben più vaste.
La proposta viene diretta a tutte quelle situazioni di quartieri, anche a rischio degrado che, con il valore aggiunto di prodotti di livello, a filiera corta: da quelli legati all’agro alimentare, al settore enogastronomico e tessile, nonchè di artigianato locale, vedrebbero aumentare la presenza dei cittadini, che così facendo arrecherebbero maggiore movimento, ed entrate a chi, da due anni specialmente, ha visto una débâcle considerevole.
Ciò potrà avvenire se le condizioni normative ed economiche andranno incontro le istanze di chi vuole tentare questa strada, come zero tasse, incentivi e maggiore snellezza burocratica, eterogenità nella composizione di mercati con diversi settori merceologici, così da non creare doppioni e di conseguenza, competizione che in questo caso diventa disvalore.
Il tema del “Made in”, della promozione e della valorizzazione della cultura, dell’arte e dell’artigianato, della genialità, dell’ ingegno e della diffusione rientra nel pacchetto di proposte che vede agevolazioni fiscali per chi appartiene al marchio Made In (Tax, Iva, Import-export), il supporto per l’e-commerce in sicurezza e garanzia del prodotto, inclusivo e globale, il credito d’imposta dell’Art Bonus fino al 100% ) ma anche agevolazioni fiscali per chi finanzia gli organizzatori di eventi e per i datori di lavoro che investono in formazione, arte e cultura.
Ed ancora un fondo per i giovani artigiani, per gli artisti e per chi si attiene alle regole del Made IN, con un’attività di reperimento di fondi europei a sostegno delle PMI che sono state pesantemente compite da questa pandemia e valorizzazione delle PMI di marchio “Made In”, con l’ obbiettivo di difendere e valorizzare il nostro settore manifatturiero, artigianale e produttivo.
Occorre sicuramente , sia a livello locale che nazionale, come già detto in precedenza, una cabina di regia, con la quale accentrare tutte queste proposte ad un uinico servizio che servirà da apripista al cambiamento verso la riqualificazione urbana e commerciale, che passa obbligatoriamente da una nuova visione di “AUTENTICAMENTE TOSCANO”.
Questo potrebbe essere il marchio virtuale, ed il compito di un Osservatorio. Quello di supporto e tutela del prodotto autentico. Perchè dal territorio nascono i saperi e i sapori che sempre rappresentano l’identità di una comunità. La Toscana è una regione unica al mondo dove esiste una compresenza di eccellenze produttive in settori merceologici eterogenei, frutto di una filosofia imprenditoriale dove estetica ed etica vanno di pari passo, attuando quello sviluppo sostenibile che si contrappone con le armi della “bellezza” alle bieche leggi commerciali dettate dalla globalizzazione.
Ritengo necessario, come Responsabile Forza Italia Dipartimento Made in Italy- Toscana, da sempre a fianco delle imprese, tutelare e promuovere i tanti prodotti di eccellenza che il mondo ancora ci invidia, come prima cosa impedendo il dilagare di quelli contraffatti, perchè possono creare danni irreversibili a tutto il territorio e soprattutto a carico del mondo dell’Imprenditoria.
Per questo occorre promuovere la bellezza dei nostri prodotti, autenticamente toscani, creando una rete a livello locale e poi nazionale e mondiale, capace di mettere in luce la ricchezza di saperi e sapori del nostro bellissimo territorio.
Occorre, altresì condurre azioni concrete, in Italia ed all’estero, attraverso politiche europee, che il PPE appoggia, per portare proposte concrete su sgravi fiscali, dazi, e tassazioni alle imprese che fanno parte della nostra bellezza, del Made in.
Forza Italia, Forza Toscana, Forza Pistoia, rialzati. La bellezza, e la qualità devono tornare in testa.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: il made in Italy mitigherà l’effetto Putin?
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “La forza del Made in Italy sarà capace di mitigare l’effetto ” Putin”?”
La recente guerra russo-ucraina, scatenata da Putin, avrà effetti sull’economia mondiale ed in particolar modo su Europa e Italia? Ed il nostro Made in Italy, quanto risentirà di sanzioni e della caduta economica ?
L’interrogativo è legittimo. Come legittima è la riflessione sulla questione che riguarda la forte dipendenza dal gas russo, uno dei forti punti deboli dell’Unione Europea e dell’Italia, che ci porta in una spirale economica negativa, generata dai rincari dell’energia, delle materie prime e dei prodotti chimici (tra cui i fertilizzanti) su bollette ed altri prodotti (tra cui quelli alimentari), che rischia di erodere pesantemente il potere d’acquisto e di frenare fortemente la spesa delle famiglie.
Inutile dirlo, ciò è di fatto una minaccia per la crescita economica, dato che i 2/3 del PIL dal lato della domanda sono generati proprio dai consumi.
Un altro aspetto molto riguarda più specificamente alcuni settori e territori europei ed italiani che esportano prevalentemente verso la Russia.
In Toscana è forte il vivaismo, l’arredamento e il settore Moda ( intendendo con esso il calzaturiero, l’abbigliamento, la pelletteria in genere) L’allarme che viene dai settori suddetti è forte: ordini realizzati, merci pronte ma non inviate con conseguente aggravio di costi da parte delle aziende.
I prodotti italiani più importanti diretti verso la Russia, che risentono fortemente di questa situazione, con un rallentamento degli scambi, oltre ai predetti, includono anche farmaci, rubinetteria, macchine per imballaggio, vini e spumanti, caffè torrefatto, , impianti di sollevamento e trasporto, preparazioni per capelli.
Tuttavia, da analisi economiche il Made in Italy risulterebbe risentire di meno rispetto ad altri Paesi, delle sanzioni con la Russia, con la conseguente frenata degli scambi commerciali. Ciò perchè il Made in Italy riesce a differenziarsi in termini di prodotti.
Il Made in Italy, lo abbiamo detto più volte, è qualcosa di unico al mondo non soltanto per la qualità, il design, la bellezza e l’innovazione tecnologica dei suoi prodotti, ma anche per la capacità di reiventarsi e riproporsi continuamente in chiave moderna, attuale, innovativa attraverso i nostri beni tradizionali, ed il loro straordinario innato patrimonio di cultura e storia.
Per la genialità di progettare in continuazione nuovi beni e sistemi complessi all’avanguardia nei più moderni comparti tecnologici, il Made in Italy rappresenta anche qualcosa di particolare, diverso e unico per la struttura del suo sistema produttivo orientato all’export, che a differenza di altri Paesi, è stato costruito ed è basato, su numerose ma piccole “nicchie” e filiere di dimensioni medie e medio-grandi, molte delle quali leader a livello internazionale. Il bello è anche buono. Di qualità.
l’Italia, secondo uno studio effettuato dalla Fondazione Edison, vanta il secondo numero di prodotti “medio-piccoli” in surplus con l’estero (2.069 prodotti) dopo la Cina (2.699) e davanti alla Germania (2.006). Ed è terza per valore complessivo del loro attivo (134,5 miliardi di dollari) dopo la Cina (290,5 miliardi) e la Germania (176,3 miliardi). Quest’ultima ci supera in virtù di una struttura del sistema produttivo tedesco, dotato di un maggiore numero di grandi imprese operanti in grandi settori rispetto a quello italiano.
Ma è significativo notare come il valore medio del nostro surplus per i prodotti “medio-piccoli” è comunque il quarto della tabella dopo quello della Cina, i cui prodotti “medio-piccoli” sono schiacciati verso l’alto in termini di valore del surplus, la Germania e il Giappone, ma non molto distante dal valore di quest’ultimo Paese. Ciò significa che la maggior parte dei nostri prodotti “medio-piccoli” non sono poi così troppo piccoli.
Per comprendere meglio il modello produttivo dell’Italia, basti pensare che con imprese manifatturiere ed esportatrici piccole (ma non micro), medie e medio-grandi, l’Italia rappresenti un caso pressoché unico al mondo, caratterizzato da un surplus commerciale dei prodotti “medio-piccoli” (134,5 miliardi di dollari nel 2019) quasi uguale a quello dei “grandi” prodotti (137,9 miliardi).
Conseguentemente, ne viene che la quota dei prodotti “medio-piccoli” sul valore totale del surplus dei beni in attivo con l’estero nel caso dell’Italia arrivi a sfiorare il 50% , mentre è molto più basso nel caso di tutti gli altri Paesi analizzati.
Indubbiamente c’è preoccupazione, soprattutto per la merce giacente, inevasa, quindi non riscossa, ma è altrettanto vero che per anni, il dibattito in Italia si è sterilmente concentrato sul tema se “piccolo” fosse bello- utile- oppure no. Questa analisi cambia la prospettiva del problema. È bello ciò che funziona e il Made in Italy, sotto questa ottica lo è certamente.
Da aggiungere, last but not least, che questa grande differenziazione, relativa alla nostra produzione e relativo export forse non sarà così capace di proteggerci dalle conseguenze della follia di Putin, ma un pò ( forse) riuscirà a tranquillizzarci, ed a servirà a mitigarne gli effetti devastanti.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: Spiagge made in Italy e Bolkestein
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “spiagge made in Italy e Bolkestein”
Il Consiglio dei Ministri, come sappiamo, ha approvato sia l’emendamento sui balneari al ddl concorrenza, sia il disegno di legge delega all’unanimità. “Le spiagge e gli arenili sono beni pubblici- asseriscono- e come tali vanno trattati.”
Nulla questio, se non il fatto che quei beni, da anni sono motivo di vanto, qualità, e lavoro per migliaia di persone, nonchè di investimenti di elevato spessore, da parte di imprenditori che hanno fatto sì che fossimo la perla del turismo balneare.
Il nostro Made in Italy, parte anche da qui. Dall’accoglienza, dai servizi, dal poter dare decoro alle spiagge, per tante famiglie e turisti di passaggio. La Bolkestein non tiene per nulla in considerazione la tipicità degli stabilimenti italiani.
Nessuno nega la necessità di regolamentare il settore dei balneari, sancendo il principio di assegnazione tramite gare pubbliche, ma qualcuno parla di” annosi privilegi” anche di parlamentari che, in qualche modo hanno interessi nel settore. Interessi sicuramente a tutelarne il valore, conoscendone in prima persona la fatica, e gli investiti fatti negli anni, per fornire servizi all’altezza.
Si parla anche di una situazione svantaggiosa per i cittadini, l’ambiente e gli imprenditori stessi del comparto.
Svantaggioso sarebbe far trovare un ambiente curato, sicuro sotto ogni punto di vista, per i turisti, i giovani o le famiglie?
Tutto confutabile. A meno che, per il Governo, specie alcune frange che sono maggioranza, e parlano alle pance, come sempre, doloranti della gente, e faccia comodo cavalcare quest’onda.
Gli onorevoli grillini, giustappunto, i detentori dei “diritti del popolo”, sostengono con forza una sentenza del Consiglio di Stato che parla di assegnazioni con bandi pubblici entro il 31 dicembre 2023. E che contro ciò ” non può che esserci una destra pronta a flirtare con le lobby e a tutelare i privilegi dei pochi a scapito dei cittadini e degli imprenditori onesti”.
Al di là del concetto base per il quale l’onestà non ha bandiera politica, ma la loro è alquanto macchiata, ed in quanto a lobby, beh, potrebbero scrivere un trattato, si rende indispensabile studiare adesso un sistema di gare pubbliche che prevedano la considerazione di investimenti fatti, anche recenti, che andrebbero a minare l’economia di imprese del settore, con il diritto di indennizzi a carico del subentrante per le perdite di mancato ammortamento e di avviamento, da determinare con definiti indicatori economici.
Sorprendente è, comunque, che ci si sia impegnati così velocemente, con tempo e risorse, per mandare in rovina 30mila aziende italiane e le loro famiglie, aprendo, di fatto, così la possibilità a grossi gruppi dì investitori e soprattutto stranieri, dì impossessarsi di un bene strategico irrinunciabile quali le coste italiane, confini del nostro Paese.
Sappiamo bene come funziona la cosa: l’Italia alla fine è un bel paese appetibile, e quando si tratta di appropriarsi di beni di prima necessità, come il settore turistico e ristorazione, gli investitori non mancano. Specie se, come oggi, siamo ridotti a tasche vuote, quindi con estremo bisogno di risalire la china. Prato docet .
Un buon Governo ha il compito dì proteggere e tutelare le proprie qualità, eccellenze e le proprie imprese, soprattutto in un momento dì gravissima difficoltà economica. Se permetteremo dì aprire il mercato agli stranieri, ma invece agli italiani non sarà permesso dì fare lo stesso negli altri paesi, come è di fatto, che accadrà? Questi sarebbero i principi su cui si basa la concorrenza?.
Il riordino ( così lo chiamano) delle concessioni balneari è per il settore, una mazzata. Senza considerare che per un effettiva messa a regime del sistema demaniale occorrono parecchi anni. Serve una proroga di anni, serve maggiore rispetto e tempi più lunghi che possano permettere di ammortizzare gli investimenti fatti, con un periodo transitorio che permetta una revisione organica del demanio marittimo nel quale le nostre imprese possano essere messe nelle condizioni di affrontare le gare con serenità.
L’obiettivo, infatti, di Forza Italia, forza di governo, è quello di preservare quel tessuto imprenditoriale, spesso a conduzione famigliare, che sugli stabilimenti ha fondato la propria dimensione economica, oltre a garantire il lavoro, gli investimenti, i sacrifici fatti e il diritto a un futuro sereno per migliaia di imprenditori e lavoratori del mare.
Diventare deboli, significa diventare aziende ‘aggredibili’ da chiunque, senza neppure sapere, ad oggi, le modalità di come verranno effettuate le gare ed in che modo saranno garantiti gli investimenti ai concessionari uscenti, che, non va dimenticato, garantiscono servizi anche di sicurezza da mattina a sera, oltre a tener pulite le coste. Pensate che avere spiagge libere sia migliore? Provate a visitarle, a pomeriggio inoltrato.
Chi garantirà i servizi di vigilanza professionali, i defibrillatori in ogni bagno così come la pulizia invernale delle spiagge, che è carico dei ” bagni” ? E’ alla svolta qualcosa di storico, che fa ormai parte del dna delle nostre coste, depauperando quel patrimonio di bellezza e qualità che piccole imprese da sempre offrono con quell’atmosfera così familiare ai nostri stabilimenti.
Storie di tanti, che negli anni si ritrovano e vivono il mare, le ordinare file di ombrelloni, pulizia e serenità, ed anche la ristorazione spesso collegata ad essi. Il rischio omologazione potrebbe essere dietro l’angolo. Avremo, in cambio, magari tanti Hot dog di una multinazionale del fast food, o involtini primavera invece che un bello spaghetto allo scoglio, servito in terrazza, da personale qualificato. Vuoi mettere?
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: Vino, Made in Italy e Cancer Plan
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Vino, Made in Italy e Cancer Plan”
“In Parlamento Ue abbiamo difeso la produzione vinicola, un’eccellenza italiana”, così il Presidente Berlusconi, europarlamentare del Ppe, unico leader di partito che si è espresso sul voto agli emendamenti sul “Cancer Plan Ue”.
Il tema del ” vino” definito come prodotto nocivo, tanto che veniva proposto la sua dealcolizzazione, è stato trattato su queste pagine varie volte, perchè occorre difendere la produzione vinicola, un’eccellenza italiana portabandiera della nostra nazione nel mondo. Il nostro Made in Italy”. Perchè dobbiamo promuovere il consumo responsabile, senza criminalizzare il vino o favorire i nostri competitor.
Possiamo dirlo, è la vittoria degli italiani, a Strasburgo. I tanti nostri parlamentari, ed il nostro Presidente in testa, che hanno lottato compatto e hanno portato a casa il risultato.
Niente bollino nero sulle bottiglie di vino, è passato il concetto che «c’è differenza tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche e non è il consumo in sé a costituire fattore di rischio per il cancro».
Una delle modifiche alla relazione sul Piano di azione anti-cancro approvate martedì sera dall’Europarlamento è questa, oltre alla cancellazione riguardo le avvertenze sanitarie in etichetta, e l’invito a migliorare l’etichettatura delle bevande alcoliche con l’inclusione di informazioni su un consumo moderato e responsabile di alcol.
Ha vinto la linea del buon senso, quella della distinzione tra uso e abuso, tra consumo moderato e responsabile e consumo nocivo, contro il tentativo di usare, strumentalizzare e di etichettare le nostre eccellenze” Made in Italy” famose nel mondo, ricchezza del Paese, in maniera fuorviante, imponendo bollini neri che di fatto andrebbero a demonizzare un settore così importante della nostra economia legato alla cultura e allo stile di vita dell’Italia.
Uno dei settori, diciamolo, che rappresenta anche la prima voce dell’export agroalimentare europeo.
«Vittoria! Abbiamo votato al Parlamento europeo per difendere la produzione vinicola, un’eccellenza italiana portabandiera della nostra nazione nel mondo. Dobbiamo promuovere il consumo responsabile, senza criminalizzare il vino o favorire i nostri competitor», ha scritto su Twitter Silvio Berlusconi. Festeggia la delegazione di FI, tra i principali sostenitori degli emendamenti che hanno trovato il consenso dell’aula: «vince la difesa del settore vitivinicolo» ha spiegato Antonio Tajani.
Il vino è un patrimonio nazionale. Lo dice la legge “238”, il “Testo Unico” del vino, che all’articolo 1, recita: “Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale”.
La razionale linea moderata e del buonsenso di Forza Italia difende e restituisce centralità al #vino #italiano: nella relazione per la lotta la #cancro adesso si distingue fra uso ed abuso di alcool. Perché non è pensabile non porre differenza fra i due. Ma la battaglia non è finita. Ricordiamo che occorrerà tenere ancora alta la guardia per affermare il concetto di moderazione che è proprio del vino, a partire dai piani dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), con il voto a maggio, che prevedono anche avvisi in etichetta, fino al Nutriscore.
Intanto incassiamo questa vittoria. Pienamente d’accordo con quanto affermano i Presidenti Berlusconi e Tajani, con il Parlamento Europeo che salva quasi diecimila anni di storia del vino.
Le nostre battaglie al fianco delle Imprese, ed assieme alla nostra storia di grande valore enogastronomico.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Gramigna: Hugo Boss, Made in Tuscany
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Hugo Boss, Made in Tuscany”
Un altro pezzo importante del nostro Made in Italy che lascia la Toscana, e mette a terra famiglie con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo. la MOTIVAZIONE? Non è affatto chiara. Parlo dell’azienda Hugo Boss.
-La produzione di prototipi di pelletteria per donna del noto brand, si legge in una nota, pare non soddisfi il mercato del Made in Italy-, ma non sembra plausibile, considerato il successo e l’interesse che riscuotono i prodotti toscani in tutto il mondo.
Si parla da tanto di rilancio di quelle imprese che” parlano italiano”, con qualità, stile ed eleganza, mettendole al centro della politica che guarda al rilancio, al supporto ed al contrasto alla contraffazione, ed oggi più che mai, esse stesse dovrebbero rivalutare le mutate condizioni di crescita, di marketing, e di nuove frontiere da affrontare con nuove condizioni economiche, promettenti prospettive di crescita e, non da ultimo, l’aiuto della maggiore decontribuzione sul costo del lavoro.
“Tutti aspetti che incrementeranno nel breve termine la produzione industriale. Auspico, quindi, che venga promosso un tavolo di confronto tra azienda, lavoratori e parti sociali così da raggiungere un accordo e ristabilire la piena operatività della fabbrica”, dichiara in una nota il sottosegretario di Stato ai rapporti con il Parlamento Deborah Bergamini, unitamente al capogruppo in Regione Toscana, Marco Stella, che invita la Regione Toscana ad attivare subito il tavolo delle trattative con la Hugo Boss.
Il licenziamento collettivo per 22 lavoratori e la dismissione del sito di Scandicci, rappresenta l’ennesimo atto di svalutazione del lavoro, che in Toscana, segue altri che si sono avviati verso la strada di chiusure e licenziamenti collettivi.
Questa decisione, ad opera della società tedesca proprietaria del brand, se perseguita fino in fondo, rappresenterebbe un’altra sconfitta per il nostro territorio, e non solo un danno personale per i lavoratori. Perchè il valore del Made in Italy andrebbe scomparendo. È opportuno chiedersi la vera motivazione di questa scelta annunciata, per capirne la natura e poter porvi rimedio.
Mi unisco ai due esponenti istituzionali, Bergamini e Stella, nel chiedere con forza un dialogo ed attenzione da parte della Giunta regionale, convocando immediatamente la proprietà, e tentare il più possibile di trattare per tenere aperto il sito produttivo di Scandicci, anche attraverso bonus e sgravi fiscali da concordare con gli enti locali.
A nome di Forza Italia Toscana, che rappresento come Responsabile Dipartimento Made in Italy, desidero esprimere la mia forte solidarietà ai lavoratori, vittime ennesime di delocalizzazioni. E auspico venga fatta chiarezza sul perchè di questa scelta, che se fosse di natura inerente il mercati di riferimento che è cambiato e non più meritevole, non riguarderebbe i lavoratori che con impegno e serietà hanno sempre contribuito all’eccellenza dell’artigianalità, e che, quindi, non devono venire penalizzati.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Scuola, Pieri: le nuove regole semplificano la vita
La responsabile del Dipartimento Scuola e Formazione di Forza Italia Toscana Rita Pieri: “nuove regole scolastiche anticovid per semplificare la vita alle famiglie e garantire una gestione più semplice alle scuole“
Lunedì 7 Febbraio sono entrate in vigore le nuove regole scolastiche anticovid per semplificare la vita alle famiglie e garantire una gestione più semplice alle scuole .
Ben venga l’attenzione della politica per la scuola e per gli studenti e, di conseguenza, per le famiglie. Gestire la quotidianità nel mese di Gennaio è stata molto dura, sia per le scuole che per le famiglie.
Forza Italia, sempre attenta a cercare di rispondere ai veri e reali bisogni di famiglie, studenti e docenti ha di fatto avanzato proposte concrete al governo (che in gran parte sono state accolte) al fine di semplificare le regole di sicurezza sanitaria. Meno DAD per tutti (da 10 a 5 giorni )meno tamponi per i ragazzi vaccinati , per i più piccoli ancora più forte l’attenzione (con 5 positivi la classe andrà in DAD), più scuola per tutti.
Stiamo andando verso una scuola finalmente in presenza in modo stabile, garantendo così una formazione continua e una migliore gestione della quotidianità familiare.
Sono arrivate anche le disposizioni ministeriali riguardanti le prove di esame di maturità, di una generazione di studenti purtroppo segnata da una pandemia.
Vediamo con soddisfazione che ci stiamo avviando finalmente verso la normalità, e un esempio è che tornano le prove scritte!!!
La nostra competentissima On. Valentina Aprea, a capo del dipartimento pubblica istruzione, ha dichiarato il suo impegno per un necessario miglioramento delle disposizioni ministeriali affinché la seconda prova scritta non sia fonte di discriminazione per i nostri studenti, già sufficientemente. discriminati dalla politica della ministra Azzolina ….Un impegno per avere prove che certifichino realmente le competenze dei ragazzi e ridurre il rischio di iniquità , visto che solo la prova scritta di italiano sarà di carattere nazionale.
La seconda sarà affidata alle singole commissioni , pertanto serve ancora un’attenzione della politica per ovviare ad una valutazione veramente reale e di soddisfazione per i futuri maturandi, figli veramente di un Dio Minore, tartassati e lasciati soli in una Italia purtroppo divisa in due con differenze enormi tra a Nord e Sud.
Grazie ancora una volta a Forza Italia per l’attenzione e per il contributo che ha voluto dare e darà alla scuola italiana.
Rita Pieri, Responsabile Dipartimento Scuola e Formazione Forza Italia Toscana
Livorno: 9 DASPO per gli autori dei furti
Livorno: 9 DASPO per gli autori dei furti. Il responsabile dipartimento sicurezza provincia di Livorno di Forza Italia Davide Anselmi: “Bene ma non abbassare la guardia”
Divieto di accesso per due anni negli esercizi pubblici per gli autori.
I destinatari sono: un italiano dei 51 anni per furto all’ Iper coop, un tunisino di 37 anni per furti aggravati al centro commerciale Fonti del Corallo, un altro italiano di 17 anni per furto al Sakura di via Pieroni. Daspo anche per una rumena di 52 anni per furto in zona Buontalenti. Un tunisino di 39 anni per rapina messa a segno in via Grande.
Questo provvedimento, sicuramente forte lo comprendiamo, dovrebbe essere esteso anche a coloro che saranno individuati per la movida molesta in via Roma e via Cambini.
C’è bisogno in questo momento di non abbassare la guardia dopo i primi giorni di indignazione ma proseguire con determinazione colpendo più soggetti possibile per restituire la necessaria serenità ai residenti.
Un plauso alle forze dell’ordine per il loro lavoro affatto semplice e purtroppo con scarsi mezzi.
La Polizia Municipale, che sta dimostrando grande presenza sul territorio, si affianchi sempre più in sinergia alle altre autorità di sicurezza per meglio operare un puntale ed efficace controllo del territorio, la chiave di volta per stroncare sul nascere situazioni poi ingestibili.
Davide Anselmi, Responsabile dipartimento sicurezza provincia di Livorno – Forza Italia
La sicurezza torni ad essere una priorità per le città
Il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia Toscana Aldo Milone, insieme ad Antonella Gramigna: “Le città meritano attenzione e sicurezza, maggiori pattuglie presenti, mettendo a disposizione risorse e assunzioni”
Il recente episodio di violenza ai danni di una ragazza, che addirittura ha temuto di morire, pone al centro dell’attenzione politica il problema sicurezza nel capoluogo toscano. Il tema torna ad essere un problema prioritario per quasi tutte le città toscane e anche di altre regioni.
A Prato in questi ultimi giorni si sono verificate rapine e scippi in orari serali e nel centro storico. E Firenze non è esente da questi episodi che rischiano di allontanare i cittadini dal centro o addirittura evitare di frequentarlo.
È chiaro a tutti che gli organici delle Forze di Polizia sono carenti e di sicuro non possono svolgere da sole il presidio del territorio, soprattutto in orari serali. La politica non può rimanere inerme di fronte a questi gravi episodi, soprattutto a Firenze, la cui economia si fonda principalmente sul turismo.
Questi atti di violenza rischiano di scoraggiare l’arrivo di turisti. Pertanto la politica locale non può scaricare il tutto sulle altre Forze di Polizia ma deve partecipare alla sicurezza anche con il proprio Corpo della Polizia Municipale che fa parte del sistema sicurezza delle città e quindi impiegare questi agenti nel presidio del territorio, soprattutto durante le ore serali – afferma Aldo Milone.
Anche Antonella Gramigna, interviene sull’argomento con la sua esperienza personale: “Durante la campagna elettorale per le amministrative a Firenze, per cui ero candidata in lista FI, ebbi modo di girare tanti quartieri, parlare con i residenti, ascoltarne le istanze. Tutti si raccomandavano di attuare politiche per la Sicurezza. E parlo di tre anni fa.
Cercavo di mettere in evidenza con dei video spot da una parte le bellezze della città, come giusto, e dall’altra anche gli aspetti meno belli, anzi diciamo più pericolosi: come le periferie, e il parco delle cascine, che molte famiglie disertavano per paura. Perché, lo sappiamo bene, e da sempre, in quell’area si spaccia. Provate ad attraversarlo!
Durante una ripresa video, proprio in quel parco, venni minacciata apertamente, aggredita a male parole dai toni molto pesanti, da chi ormai è padrone dell’area, e fui invitata a chiudere la ripresa in corso. Spaventata, ovviamente corsi in auto, e mai più misi piede alle Cascine.
Posso solo dire che le famiglie che si erano raccomandate di raccontare cosa avviene in quel meraviglioso parco cittadino avevano ragione. Un via vai di spaccio e criminalità a cui nessuno pone rimedio. Gruppetti di uomini, sempre presenti, ad attendere i “vari clienti”, tutti ben conosciuti ( pure loro!) come qualche agente di Pm mi riferì.
Le amministrazioni che si sono succedute, nel tempo, mai hanno preso seri provvedimenti su questo. Mi chiedo perché. E leggere ancora oggi di aggressioni, e commenti con la dicitura : “Ben conosciuti” o “Già arrestati”, mi indigna fortemente.
Le città meritano attenzione e sicurezza, maggiori pattuglie presenti, mettendo a disposizione risorse e assunzioni, collegamento con le Forze dell’ordine, che possano cosi tranquillizzare le famiglie che hanno diritto a godere di ogni spazio cittadino.”
Aldo Milone, Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Forza Italia Toscana
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Violenza giovanile, Milone: la nuova piaga sociale
Violenza giovanile, il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia Toscana Aldo Milone: “La nuova piaga che potrebbe creare notevoli danni alla società e anche a quelle famiglie che si sono dimostrate poco attente alla crescita dei propri figli”
Gli ultimi episodi, come le gare clandestine di motociclismo a Brusaporto (BG) per poi passare agli episodi verificatisi a Milano nel weekend, devono alzare il livello di attenzione da parte della politica nazionale e anche quella locale.
Per quanto concerne le gare clandestine gira un video in cui i ragazzi prendono in giro addirittura una volante della Polizia che era intervenuta per porre fine a queste corse.
A Milano poi abbiamo visto aggressioni a ragazze, anche straniere, da parte di gruppi di giovani, composti anche da ragazzi di origine magrebina.
Questi episodi si stanno verificando anche in altre città italiane e non solo in quelle del Nord. La cosa sconvolgente è costituita dall’età dei ragazzi, in larga maggioranza anche minorenni.
Prima che la situazione degeneri, è necessario un intervento del Ministro dell’Interno affinché sensibilizzi i Prefetti e i Questori su questa nuova tematica che rischia di sfociare in episodi ancora più gravi.
È opportuno adottare tutte le misure necessarie, anche molto severe, nei confronti di questi gruppi di giovani, anche minorenni. È opportuno sensibilizzare i nostri rappresentanti all’interno del Governo affinché si facciano portatori di queste problematiche e rappresentarle al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interno.
La minore età non deve far sì che il Governo Draghi si mostri troppo tenero, anzi è il momento di comportarsi da “padre severo”, in sintesi è arrivato il momento di usare il bastone e non la carota.
Questo comportamento costituirà anche un modo per frenare questi giovani ed evitare che vengano assorbiti dalla criminalità organizzata.
Aldo Milone, Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Forza Italia Toscana
Prato, Milone: ancora in evidenza presenza mafia cinese
Prato, il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia Toscana Aldo Milone: “Ancora una volta la relazione annuale del Procuratore generale della Corte d’Appello di Firenze, Dr. Viola, pone in evidenza la presenza della mafia cinese in città ed altri problemi riguardanti la sicurezza dei cittadini”
La relazione del Procuratore generale presso la Corte di Appello di Firenze mi ha portato inevitabilmente al febbraio del 1996 quando, da Presidente della commissione consiliare “Prato città sicura”, in occasione di un convegno, organizzato dal Comune di Prato con la presenza di diversi imprenditori cinesi, lanciai il primo allarme sulla presenza della mafia cinese a Prato.
I medesimi allarmi furono lanciati, sempre dallo scrivente, negli anni successivi. Il mio è stato un ritornello continuo che ad una parte della sinistra ha dato molto fastidio. Nella relazione del Procuratore generale si parla anche di sfruttamento lavorativo da parte soprattutto delle aziende cinesi. Anche questo tema fu affrontato con decisione dal sottoscritto quando ricopriva la carica di assessore alla sicurezza e alla Polizia municipale nella giunta Cenni.
Gli innumerevoli controlli effettuati nelle aziende orientali con il gruppo interforze durante quel periodo, andavano proprio nella direzione di combattere lo sfruttamento del “lavoro nero” e dell’evasione fiscale. Anche in quel periodo furono lanciate accuse di “razzismo” nei confronti della mia persona da parte di una certa sinistra. La relazione del Procuratore generale, dr. Viola, mi rende giustizia dopo circa 30 anni.
Tra l’altro io facevo presente che in città si erano insediati anche organizzazioni mafiose italiche come camorra, mafia e ‘ndrangheta, che trovavano un collegamento con la mafia “gialla”. Lo stesso traffico di sostanze stupefacenti, come le droghe sintetiche, è nelle mani della mafia cinese mentre il commercio delle altre droghe è controllato, almeno, in Prato dalla mafia nigeriana in combutta con camorra e mafia.
La convinzione della presenza della mafia cinese nasceva dal fatto che l’apertura di diverse ditte cinesi da parte di soggetti che provenivano da alcune Regioni, non certo ricche della Cina, non poteva non avere un’organizzazione alle spalle che gestiva il tutto, compreso l’arrivo in Italia della manodopera clandestina. Un altro fenomeno che è stato sottaciuto riguarda il trasferimento in Cina di denaro attraverso i money transfer che negli anni scorsi ha raggiunto cifre considerevoli, parliamo di diversi miliardi di euro, che hanno lasciato il territorio di Prato.
La politica ha avuto le sue colpe e l’unica giunta che ha posto all’attenzione del Governo il caso Prato è stata quella del sindaco Cenni. Le altre giunta precedenti e anche successive hanno soltanto fatto del “buonismo”, forse anche falso, permettendo il proliferare di migliaia di aziende orientali che operano tuttora all’insegna dell’illegalità.
Per quanto riguarda l’aspetto della delinquenza comune, ormai non si contano più i furti in abitazioni e gli scippi Anche in questo caso bisogna pensare ad un utilizzo diverso della Polizia Municipale che rappresenta la quarta Forza di Polizia. L’utilizzo deve essere in funzione di prevenzione sul territorio in modo da prevenire eventuali azioni criminose. Quindi un impiego che va nella direzione di un maggior presidio del territorio.
“Dulcis in fundo” la carenza d’organico nelle Forze di Polizia e nel Palazzo di Giustizia. Prato ancora una volta è sottodimensionata a causa della provincia, nel senso che, essendo una piccola Provincia, non viene considerata soprattutto per le problematiche ma solo per un calcolo matematico, ovvero si fa una mera somma degli abitanti.
Bisogna fare in modo che il Governo prenda in considerazione soprattutto le problematiche presenti in città e non l’estensione e il numero degli abitanti della Provincia. Se consideriamo i numeri, saremo sempre perdenti rispetto ad altre città con meno problemi di Prato.
Aldo Milone, Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Forza Italia Toscana
Puccinelli: progetto casa della salute
il Responsabile Dipartimento Sanità provinciale di Pisa di Forza Italia Marco Puccinelli: “progetto casa della salute”
Ritengo opportuno che oggi dobbiamo iniziare a parlare di idee e di proposte concrete che diano risposte al cittadino sulla sanità, per riconquistare la fiducia delle persone e soprattutto dare un modello nuovo della medicina territoriale che in questo ultimo periodo ha dato adito a numerose critiche.
Abbiamo assistito, soprattutto in Toscana, alla disastrosa organizzazione della sanità, che la sinistra, in questi anni, ha mostrato. L’accentramento negli ospedali dei capoluoghi, rendendoli ultra-specialistici, riducendo sensibilmente le necessità quotidiane dei cittadini.(vorrei anche ricordare il buco della ASL di Massa, ripianato con i soldi dei cittadini toscani, senza che l’assessore o il governatore, si sia assunto almeno la responsabilità politica di questo disastro), chiudendo o riducendo il numero dei nosocomi delle città periferiche, oppure diminuendo le prestazioni di questi.
Ci siamo trovati allo sbando, soprattutto durante questa pandemia, con un assessorato alla sanità privo di organizzazione in caso di emergenza, senza un sistema adeguato, senza risposte concrete da dare ai pazienti, e soprattutto per i MMG ( ricordo i dispositivi di protezione che la regione ci aveva inviato nel marzo 2020 – ridicoli) cosa che si è ripetuta nei primi mesi della campagna di vaccinazione per il covid 19 con le faraginose piattaforme di prenotazione delle dosi di vaccino che prendevano tempo, al quotidiano lavoro del MMG , proseguendo nella inconsistenza e nella mancanza di risposte da parte dei amministratori regionali.
Problemi già esistenti, ma che la pandemia ha ulteriormente accentuato: mi riferisco alle lunghe attese nei corridoi dei pronto soccorso per la mancanza dei “posti letto”, ridotti dalle precedenti amministrazioni, lunghe attese per gli accertamenti diagnostici, per non parlare dei ritardi degli interventi chirurgici programmati e addirittura lo si è visto anche nei mesi scorsi con il ritardo, rispetto ad altre regioni, del passaggio per le misure restrittive e per l’aperture dei locali pubblici), ultimamente la riduzione delle postazioni di guardia medica/continuità assistenziale nelle zone periferiche.
Non ultimo il buco di bilancio della sanità toscana che impedisce nuove assunzioni per coprire le deficienze, legate ai pensionamenti ed alle dimissioni dei Colleghi (ultimamente 6 medici si sono dimessi dal PS di Careggi e dell’ospedale di Portoferraio).
Quest’oggi siamo qua, non solo per dare testimonianza della cattiva gestione della sanità toscana, ma per affrontare un progetto futuro della MEDICINA TERRITORIALE, perchè siamo dei professionisti che hanno idee e voglia di fare!
Mi occupo di medicina generale, essendo un medico che lavora sul territorio oramai da quasi 30 anni, ho assistito ad una evoluzione professionale del mio lavoro, con i miei colleghi abbiamo visto le difficoltà dei cittadini nel trovare risposte alle loro domande inerenti la salute. Ci siamo riuniti, e abbiamo deciso di portare avanti un progetto di lavoro nuovo, ci siamo adoperati e impegnati, frequentando corsi di formazione professionali e stage specialistici, allo scopo di offrire prestazioni migliori , arricchendo la nostra professionalità.
Abbiamo iniziato con un progetto di lavoro, nel lontano 2006, di associazione di medici di medicina generale definito UNITA’ di CURE PRIMARIE (UCP), nel distretto della Rosa di Terricciola, con altri 15 colleghi, ora CASA della SALUTE (UCCP unità di cure complesse primarie), che assistono una popolazione di 20 mila persone circa, dislocate in un territorio di 6 comuni e numerose frazioni. I medici aderenti al progetto sin dall’inizio, hanno in carico i 20 mila pazienti, ed operano oltre che nella sede del distretto, nei propri 28 studi periferici, sono tutti favorevoli a proseguire questo tipo di lavoro.
Abbiamo ascoltato le parole dei Presidente Draghi, nel discorso di insediamento come primo Ministro, che annunciava il progetto di “case di comunità” per la medicina territoriale. Ciò che è importante non è la definizione, ricordo il ministro Sirchia parlava di “UTAP”, ma il contenuto del progetto per la nuova sanità territoriale.
La casa della salute della Rosa di Terricciola è una realtà molto valida sul territorio, perchè è realizzata nel presidio distrettuale come sede centrale dell’UCCP, per l’ampiezza della cittadinanza interessata (oltre 20.000 persone), per la localizzazione in un’estesa zona collinare a bassa densità di popolazione, per la presenza di un medico di medicina generale nelle 12 ore diurne, che effettua attività ambulatoriale per patologie urgenti non di grave entità e di primo soccorso e/o consulenze telefoniche, coadiuvato da un infermiere.
Perchè è pure la sede della guardia medica/continuità assistenziale, composta da due medici di medicina di continuità assistenziale nelle 12 ore diurne prefestive e festive, che effettuano attività ambulatoriale, non di grave entità e di primo soccorso e visite domiciliari e consulenze telefoniche e un medico di continuità assistenziale nelle 12 ore notturne sempre reperibile che effettua visite domiciliari e consulenze telefoniche.
La sede dell’UCCP è dotata di un computer in rete con un server che contiene tutte le cartelle sanitarie dei pazienti in carico dei medici di medicina generale associati, aggiornate, che possono essere visionate, oltre che dai MMG, anche dai medici di continuità assistenziale.
In questi anni ci siamo adoperare per percorsi specifici per l’accesso alla specialistica ambulatoriale, cardiologia, dermatologia, chirurgia, oculistica, servizio di ecografia ed inoltre sono stati creati percorsi specifici di accesso diretto a servizi diagnostici e reparti ospedalieri (radiologia, laboratori analisi, ortopedia, cardiologia, oculistica, centro trasfusionale).
Il referente dei MMG, coordinatore di FT (aggregazione funzionale territoriale), organizza mensilmente delle riunioni di tipo formativo o di audit, insieme a colleghi specialisti, allo scopo di uniformare i comportamenti clinici, mediante l’elaborazione di percorsi diagnostici-terapeutici e riunioni di tipo organizzativo su problematiche gestionali emerse allo scopo di evitare il ripetersi o su problematiche relazionali, allo scopo di appianarle. A queste riunioni sono invitati gli infermieri e i medici di continuità assistenziale.
Oltre alle comuni attività svolte a livello ambulatoriale dalla medicina generale stiamo facendo:
suture superficiali, incisione di ascessi e trombi emorroidari, asportazione di corpi estranei cutanei e sottocutanei e oculari, immobilizzazione delle dita con stecche di Zimmer, tamponamenti nasali con Merocel, artrocentesi ed infiltrazioni intrarticolari, inserimento di cateteri vescicali,lavaggi auricolari, flebo con farmaci, elettrocardiogrammi, ecogarfie, piccola chirurgia ambulatoriale.
Inoltre stiamo facendo, la dove sia necessario, l’ invio al presidio ospedaliero per accertamenti diagnostici, (radiologia o visite specialistiche urgenti), attraverso percorsi codificati, con eventuale ritorno alla casa della salute, esami di laboratorio inviando il sangue al presidio ospedaliero e risposta telematica, osservazione breve (abbiamo a disposizione una stanza con letto), cicli di terapia infusionale, trasfusioni, cicli di medicazioni di ulcere o lesioni cutanee.
Dal 2010 abbiamo iniziato l’attività di SANITA’ DI INIZIATIVA, con l’assegnazione di 2 infermieri territoriali, rivolta ai pazienti con patologie croniche quali DIABETE MELLITO, SCOMPENSO CARDIACO, BPCO, esiti di ICTUS CEREBRI con particolare riguardo alla gestione post acuzie e cronica.
Il personale infermieristico lavora direttamente sulle schede elettroniche dei pazienti dove vedono dati relativi agli indicatori ed osservazione del paziente e nel caso di assistenza domiciliare, viene estratta la cartella elettronica e caricata sul pc portatile, in modo da eseguire correttamente le indicazioni terapeutiche.
Stiamo attuando la PREVENZIONE PRIMARIA, in particolare percorsi corretti di stile di vita, l’attività fisica, le corrette abitudini alimentari, la cessazione del fumo, con l’organizzazione di gruppi AFA (attività fisica adattata), dietista, centro antifumo, gruppi di medicina vocazionale.
Dal 2012 abbiamo iniziato, per aumentare i servizi per i cittadini, alcune attività di medicina vocazionale, ed in particolare:
un MMG effettua ecografie, un MMG effettua spirometrie, un MMG referta tracciati elettrocardiografici, un MMG effettua valutazioni diabetologiche.
Dal 2018 un MMG effettua interventi di piccola chirurgia ambulatoriale.
Dal 2021 un MMG effettuerà esami ecocolodoppler venosi per insufficienza venosa superficiale e profonda degli arti inferiori e patologie infiammatorie dei vasi venosi
Nel 2021 abbiamo intrapreso una collaborazione con il CNR-cardiologia Pisa per uno studio scientifico sulla Amiloidosi Cardiaca.
Queste attività hanno permesso di ridurre i tempi di attesa, dando una risposta quasi immediata all’utenza, ed essendo una UCCP, che svolge attività di primo soccorso, si è determinato una riduzione di accesso al pronto soccorso del 30% per i codici bianchi,azzurri e verdi, grazie al fatto che la casa della salute è operativa H24, 7 giorni su 7, essendo la sede della continuità assistenziale (guardia medica) nelle ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi.
Abbiamo ridotto la spesa farmaceutica, ( i dati del MES e dell’ARS indicano valori nettamente inferiori alla spesa farmaceutica media della ASL) razionalizzando le risorse e stando molto attenti ad evitare gli sprechi, facendo degli audit specifici, senza far mancare niente agli assistiti.
Vorremo addirittura aumentare le nostre postazioni, la quando verrà ampliata la sede della nostra CDS, diventando una Hub vaccinale/ sede dove eseguire tamponi molecolari e rapidi.
La CDS, a mio avviso, dovrà diventare il secondo pilastro della sanità pubblica, da affiancare all’ospedale, dislocata in una sede ben visibile sul territorio di competenza, in modo da essere un punto di riferimento per i cittadini. La CDS non deve occuparsi solo di prevenzione e di patologie croniche, ma pure di eventi acuti che non necessitano di un ricorso al Pronto Soccorso.
Dalla nostra esperienza, abbiamo assistito ad netto miglioramento della cosiddetta “MEDICINA DI ATTESA” (gestione delle patologie croniche- attività prevalente della medicina generale), per la creazione di percorsi specifici diretti con i servizi diagnostici e le unità operative ospedaliere, per il ricorso improprio al pronto soccorso per le patologie gestibili livello territoriale, reso possibile alla diagnostica di primo livello (ECG,ecografie,spirometria esami di laboratorio), ai percorsi diretti con i vari reparti ospedalieri, e all’attivazione della medicina vocazionale che contribuiscono ad aumentare i servizi della CDS.
Concludo con l’ipotesi di avere due tipi di case della salute:
- CDS di AFT (aggregazione funzionale territoriale), aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con il coinvolgimento ad ore aggiuntive di tutti i MMG, con ambulatorio per cure primarie, aperto 12 ore diurne, sede anche della continuità assistenziale, dedicato anche al primo soccorso, sede della medicina vocazionale e che possa divenire sede di HUB di vaccinazione.
- CDS più piccole, dove alcuni MMG, spostano la loro attività convenzionale ambulatoriale, come medicina di gruppo, integrandosi con altre figure professionali territoriali, con orario non aggiuntivo.
Nel primo modello si dovranno retribuire le ore di attività aggiuntive per i MMG che aderiscono al progetto, nel secondo a parte il compenso della medicina di gruppo (che potrebbe essere preesistente) non sarebbe necessario una quota aggiuntiva, a meno che non vengano richieste prestazioni di particolare impegno professionale.
In ambedue i modelli dovranno essere previsti pure gli “obbiettivi di salute” da raggiungere.
Marco Puccinelli, Responsabile Dipartimento Sanità provinciale di Pisa – Forza Italia
Gramigna: Italcanditi, Made in Tuscany
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Italcanditi, Made in Tuscany”
La notizia che riguarda l’Italcanditi, controllata da un fondo d’investimento e proprietaria dell’Ortofrutticola Mugello, che intende spostare dal 30 gennaio la produzione dei marron glacé, da Marradi in Lombardia dopo 38 anni, mette nuovamente il dito nella piaga della delocalizzazione delle imprese.
La ’fabbrica dei marroni’, così definita, con oltre ottanta lavoratori, e quasi tutte donne, più altrettanti castanicoltori d’indotto, rappresenta qualità e ottima produzione del nostro Made in Italy.
La nemmeno troppo nascosta decisione di delocalizzazione a Bergamo, qualora davvero avvenisse, oltre alle ripercussioni sull’economia, danneggerebbe l’immagine stessa del paese, riconosciuto da tutti come “capitale della castagna”.
Senza lo stabilimento, Marradi sarebbe mutilato, verrebbe a mancare un elemento fondamentale della filiera, ne risentirebbero sia i lavoratori, come ovvio, ma anche il brand della castagna, nonchè le frequentatissime sagre molto frequentate ( a parte il periodo contingente) ed i pregiati marron glacé, qui prodotti e ordinati perfino dalla regina Elisabetta d’Inghilterra, oltre al turismo, e la cultura.
Marradi, sparirà per questo? Non certo come località, ma come simbolo di un prodotto di qualità, sicuramente si.
Da una parte, quindi, la tutela del marchio a firma Marradi, e la sopravvivenza di posti lavoro, dall’altra l’impresa. Da liberale, liberista, quello che mi chiedo è ” Perchè”? Quale il motivo per cui un’azienda decide di spostarsi? Questo il vero punto focale.
Inutile e dannoso scagliarsi alacremente contro chi, da imprenditore, fa le sue scelte, e questo non significa mettersi contro il mondo del lavoro, anzi.
Credo che se un’impresa delocalizza bisogna andare prima a vedere il perché lo fa. Vi sono situazioni nelle quali non esiste più speranza per un determinato prodotto in Italia e allora se l’unica sede è in Italia si cerca di guardare altrove. Si chiama fare impresa.
Ma ci sono in gioco posti di lavoro. Giusto.
E per questo occorre rivedere urgentemente cure di accompagnamento e welfare, e fare scelte nell’ambito Unione europea nella quale ci troviamo.
A chi non dispiace se vengono persi posti di lavoro? Ma non possiamo dare l’immagine di un Paese che vuole bastonare le sue aziende. Dobbiamo fornire a tutti, da una parte e dall’altra strumenti capaci, idonei e ricordare alcuni principi cardine, fondamentali.
Quali? Il posto di lavoro è un diritto, ma se l’impresa è privata, e quindi soggetta a bilanci e verifiche,e scelte maggiormente convenienti, può decidere di rivederne gli assetti, anche di sedi o numeri di addetti.
Bisogna fare attenzione al concetto di libertà d’impresa, con l’individuazione dei criteri di eticità ed eccellenza nel territorio e ” best practices”.
È un dato condiviso da molti che la forza imprenditoriale regga il nostro sistema sociale, ne caratterizza lo spirito e il bagaglio di capacità; la responsabilità d’Impresa permette che lo Stato si occupi del bene comune e dell’indirizzo politico, lasciando che le energie del lavoro accrescano lo sviluppo e il benessere della società, ma tendere al benessere della persona e della società.
Ed è in questa direzione che l’imprenditore riveste un’importanza centrale dal punto di vista sociale , perché si colloca al centro di quella rete di legami tecnici, commerciali, finanziari, culturali che caratterizzano la moderna realtà d’impresa.
L’imprenditore, è ovvio guardi al profitto, ma insieme al mondo del lavoro cerca di rendere il suo prodotto qualitativamente il migliore. Non potrà mai esistere l’uno senza l’altro. Dovere etico dell’imprenditore è di reinvestire e rischiare il proprio capitale in iniziative di nuova imprenditorialità, facendosi creatore di economia reale, esprimendo innovazione e crescita delle risorse umane, collegando lo sviluppo dell’impresa con lo sviluppo del sistema.
Il primo teorema dell’economia del benessere afferma che le condizioni ottimali di efficienza vengono realizzate tramite una geometria che perimetra un’economia del benessere, con strumenti di redistribuzione, imposte o sussidi in somma fissa (lump sum tax), un’economia concorrenziale che consente di raggiungere qualsivoglia stato sociale sulla frontiera massima dell’utilità, un welfare più inclusivo, politiche del lavoro più importanti al fine di aumentare la nostra ricchezza. Soprattutto all’estero. Chiediamoci perché siamo tra i grandi Paesi ,il meno attrattivo di tutti: giustizia civile, fisco, burocrazia, questi sono i temi di cui occuparci.
L’impresa etica, dunque, non è quell’impresa che deve comunque garantire ma, consapevole del proprio grande ruolo sociale, agisce nel rispetto di una scala di valori imprescindibili e ampiamente condivisa all’interno dell’ambiente in cui opera.
La realizzazione concreta dei principi etici è identificabile in alcune virtù nelle quali si deve riconoscere un imprenditore: la creatività, l’amore per l’impresa, la passione, l’orgoglio per i frutti prodotti, la valorizzazione delle risorse umane e l’intelligenza nelle scelte. La buona economia si realizza indubbiamente grazie ai buoni imprenditori: dove essi lavorano per l’impresa e con l’impresa, dove il manager è prima di tutto un lavoratore corresponsabile insieme agli altri lavoratori. Tali caratteristiche valoriali apportano vantaggi alla società sotto forma di benessere, crescita culturale e spirituale, educazione e senso della comunità.
Forza Italia si avvicina da sempre ad entrambi questi mondi: quello del lavoro e delle imprese.Ed alle idee dei sindacati quando lottano per questi principi.
Non si può impedire la libertà d’impresa, ricordiamocelo sempre. Piuttosto va accresciuta per creare più occupazione e ricchezza. È questa la sfida e la bandiera di Forza Italia. Sono 30 anni che si parla di delocalizzazioni. Oggi si delocalizza per altre ragioni rispetto a quelle degli anni Novanta.
Le prime erano tutte dovute al costo del lavoro, oggi si delocalizza per ragioni di opportunità, ad esempio per migliorare un prodotto. È il consumo che decide la produzione. Ci sono produzioni che sono a fine vita e se non vengono portate altrove le imprese muoiono. Ma non è questo il caso. L’azienda di Marradi è una vera eccellenza, e non si capiscono a fondo le motivazioni per doverla spostare a Bergamo, se non per accordi che si discostano non poco dalla suddetta ” etica” delle imprese.
Se è vero, come vero che la nostra sfida, quella del Made In, è quella di una sempre maggiore qualità, e bellezza conosciuta nel mondo, assieme al renderci competitivi nei confronti degli altri Paesi, resta il fatto che ciò non si ottiene con una legge ma con una serie di comportamenti, una riforma fiscale seria e una riforma degli ammortizzatori a lungo termine.
Non è possibile pretendere di evitare le chiusure e nazionalizzare tutto. L’Unione Sovietica è finita da tempo, per fortuna. E sia il mondo del lavoro, che riguarda famiglie, donne e uomini, che il mondo delle imprese, coloro che di fatto sborsano ogni giorno ingenti somme per salvaguardare la nostra economia, debbono avere sempre massimo rispetto e attenzione da parte della politica.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Giustizia, Baldini: Attenti al Giudice dei Giudici
Il Responsabile Dipartimento Giustizia di Forza Italia Toscana Eros Baldini: “Attenti al Giudice dei Giudici“
Fa specie, anzi è veramente sorprendente, che un quotidiano assolutamente indipendente e libero da qualsiasi condizionamento politico giudiziario esibisca in prima pagina un proditorio attacco alla ministra guardasigilli ed al sottosegretario alla Giustizia.
Il suddetto quotidiano, come sempre pacato e non incline al giustizialismo populista, tende sommessamente a sottolineare una presa di posizione che ritiene pericolosamente e dannosamente punitiva nei confronti della magistratura.
Ciò in quanto la sottopone ad un giudizio esterno, addirittura anche degli avvocati. In particolare al vaglio di professionalità da parte di un avvocato che ha l’innegabile torto di aver prestato la propria attività professionale in favore di un assistito fatto oggetto di attacchi plurimi e ripetuti da parte di un manipolo di magistrati.
Poco importa se questi, ispirati dal sacro fuoco, abbiano fatto strame delle garanzie e dei diritti, ed ogni giorno rivelino qualche pezzo di un puzzle antigiuridico ed anticostituzionale che va progressivamente componendosi.
Ma, d’altra parte, essi sono intoccabili in quanto al di sopra della legge, poiché in missione di salvataggio della nazione attraverso una mirata azione politica di sistematica distruzione e delegittimazione di un inviso e pericolosissimo capo di Governo. In più, poco sembra importare che il detto avvocato sia attualmente incidentalmente sottosegretario alla Giustizia.
Quindi ci sentiamo, anche stavolta, di non poter che esprimente tutto il nostro sostegno alla tesi che, indirettamente vuole colpire un noto statista in odore di Quirinale, ma che direttamente grida allo scandalo di permettere ad un branco di personaggi opachi ed incompetenti, spesso naturalmente complici dei propri assistititi, di permettersi di interferire ed addirittura aver l’ardire di voler esprimere giudizi su di in un potere che, con lo spirito del buon pastore, è l’unico che ha il buon merito di avere a cuore le sorti del Paese.
E, nella palese e palmare evidenza dell’inettitudine di ogni altro, coltiva ed applica la inconsueta, ma di certo legittima e meritoria, tendenza a sostituirsi allo Stato democratico.
Avv. Eros Baldini, Responsabile Dipartimento Giustizia Forza Italia Toscana
Made in Italy, arriva Piazza Italia Marketplace
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Made in Italy, arriva Piazza Italia Marketplace – Fortune Italia”
Esattamente da due anni che il tema del Made in Italy viene portato avanti con forza, attraverso queste pagine e non solo, riconoscendone la sua importanza come leva socio economica, culturale del nostro Paese, nel mondo. Ed è da due anni che come Responsabile Dipartimento Forza Italia Toscana, conduco incontri, invito professionisti, ascolto esperti e mi confronto con chi il Made in Italy lo ha nelle sue corde.
Mesi fa, dato anche il periodo di stress economico ( e non solo) per le aziende produttrici, nonchè artigiani e tutti quei produttori che hanno subito grossi contraccolpi dovuti alla grande crisi che tutto il mondo ha, e sta attraversando, ho parlato in un precedente articolo di una nuova dimensione di rilancio del nostro Made In, che deve superare necessariamente le condizioni di un tempo ormai tramontato, e ingessato su metodi e scelte antiche, obsolete e poco innovative. Tema che ho sviluppato e inviato come documento al Mise, attraverso chi mi rappresenta.
Ho parlato, proprio in queste pagine, di rilancio attraverso piattaforme e idee nuove. Oggi, con piacere ho visto la nascita del progetto “Piazza Italia Marketplace”, una piattaforma di business che coniuga l’asset digitale con il contesto di fiera fisica, rinnovata nel format e nelle idee. Nata da un’idea di Alberto Milani, dal 2015 Presidente dell’Italy – America Chamber of Commerce, rappresenta una novità assoluta nel panorama internazionale, che inquadra lo stesso Milani.
” Piazza Italia Market nasce per supportare, rinnovandole, le Camere di Commercio Italiane all’estero, sempre più orientate al rilancio del digitale. È un Marketplace con una particolare impostazione, che punta a valorizzare le eccellenze dei territori locali in chiave globale.
È nata in piena pandemia, l’idea che avevo da un po’, ed in quel momento ho avuto a disposizione anche il tempo per realizzarla, quello era il momento giusto per accelerare, perché avrei potuto avere il lusso, che nella mia vita non avevo mai avuto, di potermi dedicare ad un progetto in maniera esclusiva, cosa che di solito la mia routine non mi consente.
Piazza Italia Marketplace parte dell’idea che la forza d’insieme del marchio Made in Italy sia più efficace, sui mercati internazionali, rispetto al proporre singole aziende. Negli 81 paesi in cui siamo presenti come Camere di Commercio, si hanno più chance di visibilità e business grazie all’appartenenza ad un progetto strutturato.” afferma Milani, che presto sarà ospite assieme a Ornella Fado, eletta Comites, in Usa, che del Made in Italy ha sempre fatto da testimonial a New York, atraverso canali tv che ben mettono in vetrina le nostre grandi qualità, e Marco Baldocchi, esperto di neuromarketing e digital marketing.
Parleremo con Alberto Milani di “Piazza Italia “, e della sua articolazione su tre livelli: la piattaforma virtuale, quello servizi, e degli eventi”, e con gli altri due pregevoli ospiti di ciò che esso rappresneta per noi tutti.
” Di ciò se ne era già parlato anni fa, già durante i Governi Berlusconi- racconta Milani- ma oggi ci sono delle condizioni favorevoli che allora non si sono verificate, e possiamo contare sul supporto delle Istituzioni, degli imprenditori, che credono nel nuovo modello che abbiamo creato, che consente di programmare una ripartenza del business proprio puntando su internazionalizzazione e digitalizzazione.
Niente sarà più come prima, soprattutto nei mercati internazionali e credo che gli italiani debbano cominciare a considerare che la realtà sarà diversa, e che bisogna superare una nostra certa avversione al nuovo. D’ora in avanti le formule di promozione del business saranno ibride, questo è il vero gioco del futuro.”
Il rilancio dell’economia delle imprese italiane sui mercati esteri, parte da qui. Bene dunque!
Se da una parte molti settori hanno risentito della crisi, altri molto meno, come il Luxury, un settore che ha registrato il maggior record di crescita, superiore anche al 2019.
“Sono vari i motivi, compreso il rincaro delle materie prime, ma anche per il fatto che il lusso ha registrato un incremento importante proprio forse per via del “blocco” imposto dal periodo pandemico- prosegue Milani- Il gioiello registra un incremento eccezionale della domanda, a cui spesso però l’offerta produttiva italiana non riesce a far fronte. Manca infatti la manodopera specializzata, che non si rinnova con le nuove generazioni. Ecco che Made in Italy diventa anche formazione, lavoro, occupazione. “
Se è vero che stiamo vivendo una delle crisi più grandi di questo ultimo decennio, che hanno messo in luce forti criticità di stabilità aziendali, c’è anche evidente il fiorire dei progetti di creatività italiana, e questo segna veramente un momento eccezionale, con la grande capacità di pensare prodotti con creatività nuova, tipica italiana.
E nel frattempo, due grandi realtà tutte Made in Italy fanno parlare di sè: l’Azienda Zegna sbarca a Wall Street, e si attesta primati di grande spessore economico. La prima azienda italiana che suona la fatidica campanella portando l’Italia al successo. E lo stilista Domenico Vacca, che ho avuto l’onore di avere come ospite, da Madison Av. a New York, investe in Italia, a Roma, precisamente, in via della Croce 5, Piazza di Spagna, apre il suo atelier.
Forza Made in Italy!
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana
Ultimi articoli dal Dipartimento:
Scuola, Pieri: grazie a FI fondi su cyberbullismo e coding
La responsabile del Dipartimento Scuola e Formazione di Forza Italia Toscana Rita Pieri: “Grazie a Forza Italia finalmente fondi su cyberbullismo e coding“
Come responsabile del dipartimento Scuola e formazione esprimo una grande soddisfazione per l’attenzione e il lavoro serio e concreto che Forza Italia attraverso i suoi onorevoli e senatori sta portando avanti nei confronti della scuola .
Siamo riusciti con successo ad ottenere l’approvazione di un fondo , nella legge di bilancio ,per contrastare il fenomeno ormai dilagante del cyberbullismo.
È una vittoria di Forza Italia molto importante e valoriale, purtroppo risponde ad una vera e reale emergenza, che vede coinvolte anche le scuole toscane. Infatti sono molti i giovani e adolescenti che cadono nella rete o ne sono protagonisti .
Le scuole senza un finanziamento mirato alla formazione dei docenti e all’informazione e formazione degli studenti ben poco riesce a fare. La buona volontà la passione non sono sufficienti, quindi grazie a Forza Italia per l’impegnò serio e costante!
Ci corre l’obbligo , con immenso piacere di applaudire ancora Forza Italia (che con un emendamento dell’On. Aprea) siamo riusciti nel PNRR ad inserire nelle scuole, lo studio del Coding – ossia la Programmazione informatica , prevista sin dalla scuola d’infanzia. Una continuità, indispensabile oggi, del leggere e lo scrivere, che prevede l’attività informatiche che è la nuova alfabetizzazione.
Giusto esercitare e abilitare i bambini e le bambine sin da piccoli alla logica e al superamento di certi stereotipi che prediligono il genere maschile a certe attitudini scientifiche e matematiche .
Grazie Forza Italia!
Rita Pieri, Responsabile Dipartimento Scuola e Formazione Forza Italia Toscana
Massa, Tonlazzerini: Mozione psicologo in farmacia
Psicologo in farmacia: il Responsabile Dipartimento Cultura di Forza Italia Massa Luca Tonlazzerini: “ringrazia Cofrancesco per la presentazione della Mozione”
I cambiamenti demografici, epidemiologici e degli stili di vita, hanno completamente modificato sia i bisogni della popolazione che il ruolo del territorio. Di fatto il territorio è diventato uno degli attori principali e si trova sempre più coinvolto nella gestione di problematiche relative alla salute dei cittadini.
Davanti a queste emergenze, ormai divenute quotidiane, abbiamo ritenuto necessario e doveroso proporre un servizio già previsto dalla Legge 69/2009 e introdotto in molte città del nostro Paese ovvero la figura dello Psicologo in Farmacia.
“Lo Psicologo in Farmacia” è un servizio di counseling psicologico, un’opportunità di prevenzione che si svolge all’interno degli spazi della farmacia, contesto familiare e accessibile, utile a intercettare, nel rispetto della riservatezza e della privacy, in un’ottica di prevenzione, i bisogni e i disagi inespressi delle persone.
Luca Tonlazzerini (FI) grazie all’aiuto del Consigliere Antonio Cofrancesco, consigliere comunale iscritto a Forza Italia, chiede al consiglio comunale, al Sindaco e alla Giunta il sostegno per attivare il servizio denominato “Psicologo in Farmacia”, coinvolgendo in primis le farmacie comunali e sviluppando una progettualità estensibile a tutte le farmacie del territorio.
Luca Tonlazzerini, Responsabile Dipartimento Cultura di Forza Italia Forza Italia Massa
Milone, mafia: Toscana, terra di conquista delle cosche
Mafia, il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia Toscana Aldo Milone: “La Toscana sta diventando sempre di più terra di conquista delle organizzazioni mafiose”
Secondo lo studio della Normale di Pisa la Toscana ormai sta diventando terra di conquista per le organizzazioni mafiose. Le infiltrazioni nel tessuto economico cominciano ad essere sempre più frequenti.
Ho massimo rispetto per l’università pisana ma credo di aver anticipato e fatto presente questo rischio già da un po’ di anni. Come Forza Italia abbiamo chiesto con insistenza la costituzione di una Commissione regionale che studiasse proprio questo fenomeno e traesse le giuste conclusioni che sono quelle di proporre interventi legislativi a livello regionale per cercare di impedire l’infiltrazione delle organizzazioni mafiose nel nostro territorio.
Il report dell’Università di Pisa porta all’attenzione alcuni buchi, presenti nelle aziende partecipate, che permetterebbero tali infiltrazioni. Considerato che le aziende partecipate sono di competenza di Comuni e Regioni, spero e mi auguro che la Commissione regionale speciale possa prevedere un intervento legislativo proprio per coprire questi “buchi”.
Ignoro il lavoro che sta portando avanti anche perché non abbiamo avuto ancora modo di conoscere, almeno sulla stampa, il percorso che stanno compiendo e lo stesso studio che stanno portando avanti sulle infiltrazioni mafiose nel territorio toscano.
Mi auguro soltanto che per sapere qualche notizia in merito non dobbiamo aspettare il rapporto della Normale di Pisa.
Aldo Milone, Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Forza Italia Toscana

Gramigna: La lingua italiana è Made in Italy
La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “La lingua italiana è Made in Italy”
“Made by Italy: la lingua italiana si fa impresa”: così è stato intitolato l’incontro organizzato da da SACE, società assicurativo-finanziaria italiana specializzata nel sostegno alle imprese e al tessuto economico nazionale, e la Società Dante Alighieri, a Roma.
Ciò mi fa molto piacere, perché “Made in Italy” non è solo enogastronomia, turismo, manifatturiero, artigianato, e via dicendo, ma anche la cultura e la lingua italiana, ne fanno parte sostanziale, e rappresentano anch’esse il motore per la ripartenza economica.
I dati emersi parlano chiaro: la filiera della cultura, con il suo indotto, vale oltre 250 miliardi di euro. Questo è ciò che emerge. Si tratta di un valore importante che va ben oltre il 16% del PIL riportato dalle statistiche e influenza positivamente anche il successo del nostro Made in Italy.
Da sempre la cultura e la lingua italiane esercitano una forte attrazione nel mondo, rappresentando una vera e propria spinta aggiuntiva per sostenere la competitività del “Sistema Paese”.
Lo stretto legame tra sviluppo dell’export e la promozione culturale, in uno spazio di dialogo sempre più serrato tra settori di eccellenza del Made in Italy, istituzioni finanziarie e cultura italiana nel mondo, può creare sinergie, rafforzare le competenze, incrementare i contatti e trovare nuove soluzioni per intercettare opportunità di business e dare nuovo slancio alla ripartenza del Paese.
Ad oggi, infatti, oltre due milioni di persone che vivono all’estero, studiano italiano. Ed amano la nostra lingua, un patrimonio che abbiamo.
L’attrazione verso la nostra lingua, e alla nostra cultura, al mondo letterario e storico, riflette un interesse diffuso verso il nostro Paese, e questo rappresenta un grande valore nonché una chiave d’accesso fondamentale per entrare nel nostro universo culturale, unico al mondo, sfruttando tutto questo potenziale per accelerare la ripartenza del Made in Italy.
Da sempre sostengo, come responsabile dipartimento regionale toscano Forza Italia, così come i relatori pregevoli intervenuti, che mai come in questo momento si renda fondamentale ‘fare sistema’, cercando ogni possibile dialogo tra i diversi attori del mondo economico.
Il nostro Paese deve dimostrarsi forte e compatto, così da essere lui stesso “Sistema”, termine molto abusato ma che rende l’idea delle azioni da compiere, tale da sostenere la competitività delle nostre imprese in Italia e nel mondo.
È, infatti, chiaro che la ripartenza del nostro Paese non potrà che passare attraverso il gioco di squadra e l’azione sinergica, senza dimenticare gli investimenti per la crescita, il capitale fisico e umano e la produttività, e non da ultimo, la cultura.
Dobbiamo fare passi in avanti, anche mentali e progettuali, e credere di più a un’Italia inserita nel mondo globale. Un’ Italia 9.0 dove la lingua italiana, la nostra prima grande testimonial, fa da padrona, ed aprirsi e spingersi in questa sfida attraverso la lingua, può essere determinante.
Scuole di lingua italiana sorgono ovunque, all’estero, in diverse parti del mondo. Insegnare la lingua prepara il futuro e tiene vivo l’interesse per tutto quello che è made in Italy.
La lingua apre l’accesso al mondo italiano. Sempre più serve sostegno alla formazione ed all’insegnamento della nostra lingua, perché è la nostra ricchezza.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana

Bollette, Gramigna: intervenire sui rincari
Bollette, la responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Occorre una decisa rassicurazione dal Governo Draghi per placare questa seria preoccupazione e per tutelare l’occupazione e il nostro bellissimo e qualitativo Made in Italy”
L’aumento esponenziale delle tariffe energia elettrica e gas, nonchè di benzina e gasolio sta mettendo a dura prova la già difficile stabilità delle nostre imprese. Il grido di allarme soprattutto delle piccole e medie realtà, artigiane o industriali, manifatturiere della nostra Toscana, ma anche del resto d’Italia, è diretto alla necessità di calmierare le bollette che si apprestano a diventare, altrimenti, una calamità sociale.
Senza interventi decisivi del governo, al 1 gennaio le bollette del gas aumenteranno ancora fino al 50%, quelle dell’elettricità almeno del 17%, ma forse del 25%. L’aumento delle bollette, che non riguarda solo l’Italia, era atteso ed è dovuto principalmente all’aumento dei prezzi delle materie prime, come gas e combustibili derivanti dal petrolio, e all’aumento dei costi per le aziende che producono energia.
Trasporti aumentati del triplo, così da bloccare l’export: consegne già in atto e produzioni in corso, e l’importazione delle materie prime che provengono da paesi lontani.
Forza Italia propone un fondo di garanzia per abbassare i costi di luce e gas per le famiglie, e come responsabile Dipartimento Made in Italy non posso che sostenere questa proposta, perchè forte è la preoccupazione, soprattutto per le attività che maggiormente hanno subito gli effetti del lockdown.
I tagli Irpef e Irap non sono abbastanza, ciò che Forza Italia da sempre chiede è un taglio più deciso sia per aumentare la busta paga dei lavoratori che per permettere alle imprese di garantire occupazione e maggiori risorse da reinvestire.
Così come il prolungamento anche le misure per l’edilizia, anche magari ampliate per l’anno entrante : “Devono essere fruibili senza limiti di reddito – dice Gramigna- e devono potervi accedere anche i proprietari di case monofamiliari”.
La preoccupazione per il primo trimestre del 2022 è che gli aumenti andranno ad aggiungersi a quelli già scattati nel 2021 e potrebbero proseguire portando nel corso del nuovo anno la spesa della famiglia “tipo” per le bollette di luce e gas a raggiungere il record di 3.368 euro all’anno, con un incremento di +1.227 euro rispetto alla spesa sostenuta nell’ultimo anno.
E per le imprese si tratterebbe di rivedere i cicli produttivi di attività ” acca 24″, che andrebbero a far lievitare nettamente i consumi. Molti degli interpellati dalla sottoscritta nel territorio toscano fanno presente la difficile situazione, e stanno già pensando di chiudere le attività perchè stretti al collo da costi inaspettati e aumenti a dismisura, che vanno a gravare sulla già precaria ripresa dopo il lockdown e questa terribile pandemia.
Occorre una decisa rassicurazione dal Governo Draghi per placare questa seria preoccupazione, e per tutelare sia l’occupazione e il nostro bellissimo e qualitativo Made in Italy”
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana

Molestie: riconsiderare ruolo donne nell’ambito sportivo
Il responsabile del Dipartimento Sport di Forza Italia Toscana Roberto Baldi: “Le molestie in diretta TV di cui è stata vittima Greta Beccaglia inducono, oltre alla giusta solidarietà, a riconsiderare il ruolo della donna nell’ambito sportivo come protagonista autentica e non come figura marginale allo show“
Le molestie in diretta TV di cui è stata vittima l’inviata di Toscana TV Greta Beccaglia inducono, oltre alla giusta solidarietà, a riconsiderare il ruolo della donna nell’ambito sportivo come protagonista autentica e non come figura marginale allo show.
Si rende sempre più evidente la necessità anche nella nostra regione di investire in iniziative di sensibilizzazione e in azioni educative. La giusta reazione che si è determinata nell’opinione pubblica sono testimonianza gradita sulla presa di coscienza che si sta avendo finalmente circa il ruolo della donna nel mondo dello sport e nella comunità in genere.
E’ altrettanto necessario che ci si appresti a giuste azioni dimostrative quali l’auspicabile costituzione della regione in parte civile contro gli aggressori e l’invito del sindaco di Firenze a Palazzo Vecchio per la cronista, ma anche a un’azione rivolta a veicolare il valore del rispetto alla donna in tutti gli ambiti e più in particolare nell’ambito dello sport che ha per essenza la valorizzazione di tutte le individualità indipendentemente dal ruolo e dal sesso.
Sono in tal senso da assecondare pienamente gli emendamenti alla legge di bilancio proposti da Forza Italia per migliorare la vita privata e professionale delle donne qualunque percorso scelgano di intraprendere.
Roberto Baldi, Responsabile Dipartimento Sport Forza Italia Toscana

Minacce a Tajani, tenere alta l’attenzione
Minacce ad Antonio Tajani, il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia Toscana Aldo Milone: “doveroso sollecitare il Ministro dell’Interno Lamorgese affinché si attivi con le Forze di Polizia per tenere alta l’attenzione su questi episodi che potrebbero sfociare in atti violenti”
Innanzitutto corre l’obbligo di dare la più ampia solidarietà al nostro Coordinatore Nazionale Antonio Tajani per le minacce ricevute dai cosiddetti “talebani e fanatici” no-vax. Queste minacce sono arrivate anche a giornalisti e altre personalità.
Tutto ciò deve portare ad una seria riflessione perché con l’inasprimento del green pass e di altre restrizioni nei confronti dei no-vax, sono convinto che questi ultimi saranno capaci in futuro di passare a vie di fatto compiendo gesti che possono destare un certo clamore.
Non sottovalutiamo queste minacce considerandole come bravate perché si rischia di fare come ai tempi del terrorismo quando gli espropri proletari dei cosiddetti giovani di sinistra venivano considerati delle semplici “bravate”.
Come Forza Italia, partito di Governo, reputo necessario stimolare il Ministro dell’Interno affinché ponga la massima attenzione per quanto riguarda le minacce che hanno ricevuto esponenti politici, giornalisti e altre personalità.
Il Ministro Lamorgese allerti con le dovute direttive il Capo della Polizia affinché non sottovaluti il minimo segnale perché il rischio di qualche gesto clamoroso da parte dei no-vax è reale.
Aldo Milone, Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Forza Italia Toscana

PNRR, Gramigna: Tutela e sviluppo dei borghi toscani
PNRR, la proposta della responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “Puntiamo sul PNRR ma anche sui soldi esteri per salvare i nostri borghi”
Si parla molto dei borghi. Ma quali, quanti sono e dove? Soprattutto. La nostra terra di Toscana ne è ricca, ma spesso soffre di mancanza di risorse e informazioni turistiche. Di promozione e diffusione. Oltre 5200 piccoli comuni, 17% della popolazione, occupano il 54% del territorio nazionale.
Nella sola provincia di Firenze o Pistoia, Lucca e Versilia, al di là di quelli famosi, si contano decine di borghi quasi spopolati, con la conseguenza dell’inevitabile declino immobiliare e di professioni che ormai vanno a sparire, e con esse il nostro meraviglioso “Made IN”.
Il Governo Draghi qualcosa sta facendo, perchè il Recovery Fund destina circa un miliardo di euro alle aree interne; ma occorre dare sostegno ai Sindaci, sollecitandoli ad interventi mirati alla promozione (specie enogastronomica) turistica, culturale, e a arginare il fenomeno dello spopolamento con progetti mirati (vedi bonus edilizia).
I fondi PNRR saranno destinati a macroaree, e quasi sicuramente questo progetto, seppur già presentato dalla sottoscritta attraverso i nostri parlamentari, sarà marginale quando invece è fondamentale per la ripresa economico-turistico e sociale di una Regione, di un’ Italia a vocazione prevalentemente turistica.
L’azione della Farnesina, tesa a favorire il turismo di ritorno, anche per richiamare in patria tanti emigrati, può essere di aiuto ma non basta. L’idea vincente sarebbe quella di attrarre gli investimenti esteri che appaiono in crescita in Italia, anche se ancora inferiori ad altri Paesi europei come traspare dal meeting internazionale «Elite Global Leaders Conference» svolto all’ Excelsior di Roma in ottobre, su iniziativa della Jaboy Productions, guidata dal magnate californiano Neil A. Greene.
Sotto la regia della manager americana Alexa Fast, oltre 80 operatori economici stranieri hanno valutato opportunità di investimento in Italia. Ecco che sarebbe strategico diventasse Core business il progetto, illustrandone le opportunità nell’investire a sostegno dei borghi.
L’appello che intendo lanciare a tutti i Sindaci, nessuno escluso, è di unire le forze per dare, e darci come Toscani una grande opportunità. Mi rendo disponibile a confronti e idee. Il settore dell’artigianato, della enogastronomia, delle strutture ricettive diffuse, saranno il volano del prossimo futuro. Non facciamoci scappare questa importante occasione.
Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana

Infiltrazioni mafiose al Porto di Livorno
Infiltrazioni mafiose al Porto di Livorno, il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia Toscana Aldo Milone, insieme a Davide Anselmi: “intervenga la Commissione speciale regionale”
Dopo che la Toscana si è piazzata al 6° posto in Italia per la presenza di ecomafie, ovviamente un piazzamento di cui avremmo volentieri fatto a meno, qualche giorno fa è stata portata a termine dalle Forze di Polizia un’altra operazione contro soggetti conniventi con organizzazioni mafiose.
Sono stati arrestati alcuni portuali a Livorno perché legati alla ‘ndrangheta. Ovviamente questo legame portava a favorire l’approdo in Toscana di quintali di sostanze stupefacenti.
Per non dimenticare le altre operazioni come quella dei rifiuti speciali, protagonista sempre la ‘ndrangheta.
Da diversi mesi è operante in Regione una commissione speciale che deve occuparsi proprio di delle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio.
Occorre con estrema urgenza studiare questo fenomeno ed intervenire con forza, perchè quello che sta accadendo in Toscana è molto preoccupante.
Non possiamo permettere che la nostra Regione divenga terra di conquista per le organizzazioni mafiose, sarebbe oltretutto un biglietto da visita negativo anche per l’immagine della Toscana nel mondo e un colpo tremendo al turismo.
Siamo quindi a sollecitare la commissione speciale regionale, non possiamo permetterci ulteriori episodi di questa specie.
Aldo Milone, Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Forza Italia Toscana
Davide Anselmi, coordinatore comunale azzurro di Piombino










