Arrivano i tagli su imprese, ricerca, difesa e trasporti locali
Per tentare di scongiurare la procedura d’infrazione per debito eccessivo da parte dell’Unione Europea il Governo gialloverde ha deciso di effettuare una serie di tagli per contenere il deficit nel 2019. La delibera adottata prevede infatti una riduzione dei costi per circa 2 miliardi e maggiori entrate per circa 3,2 miliardi, per una manovra di assestamento di 5,2 miliardi che dovrebbe farci restare nell’obiettivo di limitare il disavanzo di quest’anno al 2-2,1% del Pil.
In cosa consisteranno i tagli deliberati? Vediamo le voci principali:
- Tagli sullo “sviluppo e competitività delle imprese”: 631 milioni
- Tagli al trasporto pubblico locale: 300 milioni
- Tagli alla difesa: 158 milioni (di cui 35 milioni previsti per l’approntamento e l’impiego dei carabinieri per la sicurezza)
- Tagli all’Università e alla Ricerca: 100 milioni
- Tagli alle politiche sociali per il lavoro: 40 milioni
Per quanto riguarda le maggiori entrate, oltre al presunto aumento del gettito fiscale, il governo ha deciso di spremere le sue partecipate, come nel caso del dividendo extra di 800 milioni chiesto a Cassa Depositi e Prestiti. Inutile ricordare che queste somme non si trasformeranno più in investimenti sul territorio da parte della società ma serviranno a tappare i buchi del reddito di cittadinanza.
Come abbiamo più volte denunciato questo governo si dimostra per l’ennesima volta lontano dalle imprese ed i lavoratori, tagliando gli investimenti produttivi per finanziare un assistenzialismo incontrollato. Dobbiamo staccargli la spina al più presto.

